Vogliamo Carlo Tansi presidente della Regione Calabria

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Carlo,

ti chiedo di candidarti alla guida della nostra Terra in vista delle prossime elezioni regionali.

Da calabrese, ho bisogno di qualcuno che conosca ed ami profondamente la nostra regione.

Da persona onesta, ho bisogno della forza dei fatti e del coraggio della denuncia.

Da genitore, ho bisogno che i miei figli crescano in una Terra sicura.

Da studente, ho bisogno di essere valorizzato nella mia Terra e in piena meritocrazia.

Da lavoratore, ho bisogno di tutela.

Da disoccupato, ho bisogno che questa nostra Terra - tanto ricca e generosa quanto inespressa - possa creare i presupposti per darmi un lavoro, non di emigrare

Da malato, ho bisogno di curarmi adeguatamente qui e non altrove.

Da turista, ho bisogno che nessuno sporchi il mare o bruci i boschi.

Da cittadino, ho bisogno di godere, nella mia Terra, degli stessi diritti e servizi di cui godono gli altri cittadini italiani.

Da elettore, devo poter scegliere persone davvero competenti ed oneste, che la politica non può o non vuole offrire. Non si può più consentire a una certa politica - la stessa che ha pianificato a tavolino con sconcertante cinismo la tua assurda esclusione dalla guida della Protezione Civile - di distruggere la Calabria.

Da contribuente e utente, ho bisogno di una burocrazia che non soffochi più lo sviluppo della mia regione.

Da uomo, da donna, ho bisogno di dignità, di assenza di compromessi, di denuncia del malaffare sia che imbracci una lupara sia che indossi il colletto bianco.

Non c’è bisogno di metterti alla prova: hai dimostrato la tua preparazione come ricercatore Cnr e docente universitario, con oltre cento pubblicazioni scientifiche internazionali, e le tue capacità alla guida della ProCiv di una delle regioni al mondo più esposte ai disastri naturali. In questo secondo ambito hai dimostrato che il cambiamento è possibile. Le tue parole sono diventate fatti: hai combattuto a viso aperto la casta del malaffare subendo minacce di morte e attentati; hai tagliato gli sperperi di una struttura che, prima del tuo arrivo, era ridotta a un carrozzone politico inefficiente, azzerando ad autisti stipendi da 6000 € netti (mensili!), affitti di sedi vetuste dati ad “amici degli amici” e tant’altro. E non parliamo di spiccioli, ma di decine di milioni di euro annui. Hai introdotto innovazioni tecnologiche importanti, che consentono agli operatori della ProCiv di intervenire con tempestività e ai cittadini di segnalare in tempo reale pericoli e problemi. Hai riorganizzato e riqualificato il personale coi criteri del merito e della competenza. Hai formato i volontari che operano nei territori, dando loro un’identità e dignità. I Calabresi per la prima volta hanno scoperto che esiste una Protezione Civile che li tutela.

E di questi risultati si sono accorti non solo i Calabresi, ma anche gli addetti ai lavori in occasione del Forum della Pubblica Amministrazione svoltosi a Roma nel maggio 2018: ti hanno conferito il primo premio per il sistema rivoluzionario di ProCiv che hai creato, diventato un modello di riferimento nazionale.

Immaginiamo un attimo i risultati che la Calabria potrebbe ottenere se la tua cura fosse applicata agli altri settori della pubblica amministrazione.

La tua esperienza insegna che se si lascia fare alle persone competenti gli esiti arrivano e sono ottimi, nell’interesse di tutti.

Tu hai affrontato con successo l’aspetto più difficile della Calabria: il suo territorio gracile e impervio, che Giustino Fortunato definì non a torto «uno sfasciume pendulo sul mare».

Non possiamo lasciare la nostra Terra nelle mani di chi non la sa custodire.

Il momento di dire basta è arrivato.

Per amore della Calabria, Carlo càndidati. Abbiamo bisogno della tua energia, del tuo coraggio, della tua fermezza, della tua schiettezza, della tua caparbietà. Le tue lotte sono diventate le lotte di tanti calabresi onesti che chiedono alla Calabria di decollare. Non sarai solo. Accanto a te avrai donne e uomini autentici, stanchi di assistere alla distruzione della Calabria.