Facciamo funzionare il sistema proporzionale portando la votazione di Borda in Parlamento

Facciamo funzionare il sistema proporzionale portando la votazione di Borda in Parlamento

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Quando arriverà a100 firme, questa petizione avrà più possibilità di essere inserita tra le petizioni consigliate!

Vota Antonio ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Presidenza del consiglio dei ministri, Governo Italiano e a

Il sistema proporzionale è il sistema elettorale più democratico. Spesso si dice (sbagliando) che non garantisce governabilità. Di seguito spiegherò perché questa critica non è esatta e perché basta la volontà dei politici per rendere questo sistema funzionante. La soluzione sta nel sostituire la votazione a maggioranza, oggi utilizzata nei lavori parlamentari, con la votazione secondo il sistema di Borda.  

Ogni qualvolta si avvicinano le elezioni parlamentari, i partiti politici iniziano a discutere di legge elettorale, ma ogni volta che viene approvata una legge elettorale ci si rende conto che non è soddisfacente. I problemi sono due: una legge proporzionale rispecchia meglio le preferenze dei cittadini, ma rende più difficili i lavori parlamentari, in quanto diventa difficile accordarsi per prendere le decisioni, costringendo ad un costante ricorso ai decreti legge; una legge fortemente maggioritaria permette di fare scelte più veloci, ma non per questo migliori e, inoltre, porterebbe ad una dittatura della maggioranza, non garantendo uno svolgimento democratico dei lavori parlamentari.

Questa petizione ha lo scopo di dare una possibile soluzione a questo problema, ma serve la volontà politica dei partiti di abbandonare l'idea di una politica del vincitore, in favore di una politica del compromesso, per garantire l'attuazione dei principi democratici senza rinunciare alla funzionalità del Parlamento.

La soluzione richiede un cambio di prospettiva, individuando il problema non nella legge elettorale in sè, ma nel modo in cui vengono approvate le leggi: se sostituissimo le votazioni a maggioranza con le votazioni secondo il metodo Borda, garantiremmo una piena attuazione della democrazia senza rallentare i lavori parlamentari, spostando l'onere di riuscire a trovare una sintesi ed un compromesso tra le parti politiche sul metodo e non, come avviene ora, sulle capacità individuali dei rappresentanti.

La soluzione prevede che, per qualsiasi decisione, ogni gruppo politico faccia la sua proposta, ordinando le proposte (inclusa la proposta di non effettuare alcuna modifica o di scartare tutte le altre) secondo le preferenze, che avranno un punteggio che va da n (dove n è il numero dei gruppi politici) a zero. Dovrebbero essere ovviamente effettuate più votazioni, per permettere il confronto e favorire modifiche alle proposte.

Ad esempio, se ci sono cinque gruppi parlamentari avremo cinque diverse proposte (A, B, C, D, E), con in più la proposta standard (sempre presente) di non prendere alcuna decisione in merito (X). A questo punto ognuno ordinerà le proposte, assegnando il punteggio massimo (5) alla proposta che ritiene migliore. Una possibile votazione potrebbe essere:

5 - B; 4 - A; 3 - C; 2 - X; 1 - E; 0 - D.

La somma dei punteggi indicherà quale proposta deve essere scelta e sarà la proposta con il miglior compromesso possibile, senza bisogno di una maggioranza. Non mi dilungo sulla spiegazione del metodo, che può essere facilmente approfondito online per rendersi conto che è un metodo che garantisce più  democrazia ed efficienza rispetto alle votazioni a maggioranza.

Va da sé che una proposta del genere non solo richiede un grande impegno da parte della classe politica (in quanto si tratta di riscrivere completamente il processo di approvazione delle leggi), ma porta con sé l'esigenza di aprire altre riflessioni che dovranno essere discusse dai rappresentanti politici. Di seguito ne elenco alcune, senza volerne dare una soluzione definitiva: la scelta più naturale per questo tipo di votazione dovrebbe essere il proporzionale puro; le camere dovrebbero lavorare insieme, oppure una delle due camere diventerebbe superflua; ci si deve chiedere quante votazioni effettuare per raggiungere la soluzione definitiva, ad esempio si può stabilire un numero prestabilito di votazioni da effettuare per garantire il giusto compromesso tra qualità e velocità decisionale, oppure si potrebbe far variare il numero di votazioni a seconda delle criticità e dell'importanza delle leggi da discutere.

Lo stesso principio, con le dovute modifiche, potrebbe essere applicato anche alle decisioni prese dal Governo, ma richiede una discussione a parte.

Questa proposta può finalmente garantire l'attuazione di una piena democrazia, riportando la politica alle sue funzioni, ossia rappresentare i cittadini e mediare tra le parti, favorendo il compromesso nel rispetto delle minoranze, superando il concetto antidemocratico che ci debba essere una parte che vince e decide per tutti, ma guardando alle esigenze della collettività.

 

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