Vogliamo un'inchiesta parlamentare sugli esodi dal nord!

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Più firme aiuteranno questa petizione ad essere inclusa tra le petizioni raccomandate. Aiuta a portare questa petizione a 100 firme!
Dott​.​sa Alexandra Stalinski ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Camera dei Deputati e Senato della Repubblica Italiana e a

Con la diffusione del coronavirus nel Nord Italia, specie in Lombardia, cominciarono in maniera sempre più massiccia gli esodi verso il Centro e Sud del paese, sia di residenti settentrionali che di studenti e lavoratori meridionali. La deplorevole falla di informazioni prima della pubblicazione del decreto governativo del 8 marzo ed i seguenti decreti del 9 e 11 marzo fecero sì che ci fu un vero spostamento di massa con macchine, camper, bus, treni, aerei e navi, da uno dei focolai in quel momento più grande e pericoloso a livello mondiale, verso regioni ed isole all'epoca praticamente indenni dal virus, spostamenti che del resto non sono cessati a tutt'oggi.

Pur volendo capire il disagio delle persone, un governo regionale e nazionale non ha il compito di essere comprensivo e possibilista, ma efficiente nel voler proteggere l'intero paese e non solo parte di essa. Le misure adottate, tiepidi inviti a non spostarsi, fiumi di inchiostro per autocertificazioni al top della solita burocrazia italiana, misure di controllo nelle stazioni ferroviarie ecc. molto limitative e superficiali, hanno fatto sì che decine di migliaia di persone potenzialmente infette raggiungessero Centro e Sud del paese. Gli effetti di questo esodo erano prevedibilissimi, ma non è stato fatto nulla per fermarlo sin dall'inizio! Correre ai ripari ora con aggiustamenti al contagocce - come fermare i treni notturni verso il Sud, quando non sono i treni, ma le persone che si devono fermare! - equivale a voler raccogliere il latte versato da tempo!

Si ha quindi deliberatamente ed irresponsabilmente accettato di mettere non solo il Nord, ma anche il resto d'Italia completamente in ginocchia, sia socialmente che economicamente, con gravissime conseguenze per l'intero paese. Un comportamento per cui moltissimi cittadini in questo paese, a partire dai presidenti delle regioni meridionali, non trovano davvero motivazioni sensate. E dire che non si potevano mettere in campo forze più decisive come l'esercito non tiene proprio, visto che ora si fa! Inoltre, il criterio di distanza dello spostamento doveva essere determinato sin dall'inizio in base al centro reale di vita delle persone, non facendo scegliere indistintamente tra residenza, domicilio e abitazione - gran parte dell'esodo, se controllato a dovere, si sarebbe potuto evitare in questa maniera!

Le responsabilità di questa mancanza coinvolgono molteplici organi, dallo stesso governo nazionale ai governi regionali del Nord, Lombardia in testa, ma anche le Ferrovie dello Stato che hanno accettato di far salire e viaggiare in treni affollati oltre l'inverosimile molte persone anche senza biglietto, mettendo del resto in grave pericolo pure i loro stessi dipendenti!

Qui non si tratta di mettere il Nord contro il Centro e Sud, ma forse non è ben chiaro a tutti cosa sarebbe significato tenere una gran parte del paese libero dagli effetti del virus, sia in termini sanitari che economici ed organizzativi. Esprimendo piena solidarietà ai presidenti e amministrazioni di quelle regioni che attualmente si trovano a dover fronteggiare un'epidemia importata che si sarebbe potuta evitare con misure davvero adeguate e decise, pur nel pieno rispetto delle leggi democratiche di questo paese, chiediamo con forza e al più presto un'inchiesta parlamentare sulle misure adottate e non adottate già in piena fase di crisi, che serva inoltre a far riferire e spiegare le ragioni dello stesso governo.

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