LAVORI DI BONIFICA EX STAZIONE ENI E DELOCALIZZAZIONE IMPIANTO – VIA NAZIONALE PIZZO (VV)

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Gli scriventi risiedono, dimorano o si domiciliano abitualmente in Pizzo anche e non soltanto in via Nazionale (VV).
A seguito di plurime segnalazioni provenute dall’intero quartiere, le quali registravano effusioni maleodoranti dalla stazione di servizio ENI, da molti mesi sono in corso azioni di bonifica, finalizzate a rimuovere gravi condizioni di contaminazione del terreno, delle acque, dell’aria.
Le predette azioni stanno proseguendo, secondo un programma che è ignoto agli abitanti, non essendovi elementi cartolari, debitamente ostesi, idonei a rappresentarlo e certificarlo. Né si ha contezza di eventuali azioni di monitoraggio e controllo da parte delle Autorità preposte, a ristoro delle comprensibili preoccupazioni degli abitanti. Infine, non è chiaro se le opere, che stanno comportando una corposa azione di scavo, allo stato certamente oltre i sei metri, ed un significativo movimento terra, siano presidiate da apposito premesso di costruzione e correlati nulla osta a fini ambientali ed abbiano, altresì, il crisma della sicurezza, sul piano dei calcoli di staticità ed antisismici, riguardo alla tenuta delle infrastrutture contigue, considerandosi che le opere aprono una voragine in adiacenza: a) ad un edificio che corre per l’intera lunghezza della stazione; b) di una strada privata che corre per l’intero lato corto della stazione; c) della strada statale, che corre per l’intera lunghezza della stazione.
I cittadini della “Nazionale” hanno, in ragione dei pregressi di inquinamento e degli impatti infrastrutturali di cui sopra, pressante necessità di conoscere gli elementi – tecnici e finalistici - che accompagnano la predetta azione di bonifica. Desiderano conoscerne, nella loro pienezza, i presupposti, in termini di inquinamento e contaminazione procurati, le modalità, i titoli edilizi ed ambientali che vi sono alla base, i calcoli statici effettuati ed i riflessi sulla stabilità delle infrastruttura perimetrali (strade, edifici) e, infine, gli esiti. Ad esempio, parrebbe che sarebbe stata operata una verifica dei parametri di inquinamento, ai sensi del dlgs 152/06, utilizzando i parametri relativi alle aree industriali e non quelle concernenti le aree a destinazione residenziale ed abitativa. In questo caso, si tratterebbe di gravissimo e preoccupante errore valutativo, poiché pretenderebbe di associare al quartiere “Nazionale”, avente destinazione abitativa e residenziale, un parametro proprio dei comprensori industriali.
Quanto agli esiti, gli abitanti della “Nazionale” ritengono che non possano esserci dubbi circa l’impossibilità di autorizzare il reinsediamento dell’impianto di distribuzione carburanti nel medesimo sito. Trattasi, come è noto, dell’area più densamente abitata della città di Pizzo, come tale bisognevole di massima precauzione e riflessione. Ebbene, al netto di tutte le questioni già occorse, è notorio che, per loro immanente caratterizzazione chimica, tutti i carburanti derivati da idrocarburi sono soggetti a naturale processo di volatilità: di modo che, anche in presenza dei più rigorosi presidi tutori e delle migliori tecnologie, il solo approvvigionamento e la sola distribuzione costituiscono fattore di inquinamento dell’aria. Tale dato, in uno al forte impatto demografico che il comparto conosce, impone di considerare, come inevitabile, la delocalizzazione del sito, in area che possa ad un tempo contemperare le esigenze di sicurezza dovute alla popolazione, e quelle proprie del sistema economico.
Con il presente atto, pertanto, i sottoscriventi cittadini ed abitanti di Pizzo,
CHIEDONO
• Che la stazione di servizio ENI, già in esercizio in via nazionale, venga definitivamente chiusa e delocalizzata in zona periferica;
• Che le azioni di bonifica vengano sottoposte a costante controllo da parte degli Enti in indirizzo;
• Che il Comune di Pizzo verifichi il rilascio di permesso di costruzione in relazione all’andamento dei lavori e dei titoli autorizzatori richiesti da parte delle autorità preposte al controllo della qualità ambientale e con specifico riferimento all’entità dell’opera di bonifica che, per entità e densità, va sottoposta a previa verifica di staticità ed antisismicità e trattata quale opera di trasformazione edilizia in senso proprio e tipico e non già quale opera minore;
• Che gli Enti in indirizzo acclarino che gli esiti delle analisi effettuate rispettino i parametri occorrenti per zone ad alto tasso abitativo e residenziale e non siano calibrate con riferimento ad impianti inclusi in aree industriali;
• Che il Comune di Pizzo, ANAS e gli Uffici Regionali ex Genio Civile acclarino se la profondità dello scavo possa costituire pericolo per la stabilità degli edifici e delle infrastrutture stradali contigue e sia, comunque, presidiata da specifico progetto di scavo, da opportuno dimensionamento e calcolo delle opere, con riferimento ai carichi derivanti dagli edifici contigui ed ai possibili stati di sicurezza, pericolo, e geostatica, tenendosi in conto che si registra uno scavo allo stato esteso per circa 6 metri di profondità ed una decina di metri di diametro.



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