Telecamere nelle sale operatorie italiane

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La famiglia Maiolo si rivolge agli organi preposti per chiedere l'approvazione di una legge che obblighi le strutture ospedaliere, private e pubbliche affinchè installino delle videocamere (registrazione audio-video) in tutti i blocchi operatori e reparti di terapia intensiva.

Chiediamo alle varie autorità di agire perchè non ci siano altre famiglie segnate dai crimini della Malasanità.

LA NOSTRA STORIA

Scrivo questa pagina con un cuore distrutto, così come è distrutta tutta la mia famiglia.
Mio marito è stato strappato a noi dalla solita storia di malasanità, che come sempre non si pente e non prova nemmeno compassione per chi immensamente soffre per la perdita della persona cara .

Questa è una storia profondamente dolorosa, che serve a mettere in guardia chi non sa cosa può succedere se ci si deve sottoporre ad un semplicissimo intervento chirurgico.

Lo stato Italiano non salvaguarda il suo popolo che paga le tasse, che servono a pagare lo stipendio a chi può, per leggerezza o per pura incompetenza toglierci la vita.
Lo stato Italiano è complice...

Per questo Stato che ci prende tutto senza restituirci nemmeno un poco di giustizia, sono rimasta sola a spiegare ai miei nipoti dove è andato il loro giovane nonno che fino al giorno prima era sempre presente nella loro vita.
Sto parlando di un nonno innamorato dei suoi nipotini, che grazie alla mano dell'uomo non avrà la fortuna di vedere la nascita ormai prossima di un'altra tanto attesa nipote.
Naturalmente la vittima potevo essere io, oppure proprio voi che mi state leggendo.


Un paio di mesi fa mio marito si è sottoposto ad una Tac, dove sono stati evidenziati alcuni linfonodi al Mediastino di varie dimensioni, tra i quali uno di quasi 4 cm.
Il nostro medico di famiglia, ci ha inviati immediatamente da uno specialista in Pneumologia che non si è assunto la responsabilità di effettuare una diagnosi, inviandoci a sua volta presso l'ospedale Riuniti di Reggio Calabria per effettuare una Broncoscopia.

Siamo così arrivati al reparto di Chirurgia Toracica dell'ospedale Riuniti di Reggio Calabria, dove sfortunatamente abbiamo incontrato il "chirurgo" che avrebbe segnato per sempre il destino di mio marito e quello di tutta la mia famiglia .

Dopo aver dato un'occhiata alla documentazione che avevamo con noi il suddetto "Dottore" ci ha detto che sarebbe bene eseguire una broncoscopia, ma che se questa non ci avesse dato come risultato una diagnosi, sarebbe stato necessario rimuovere il linfonodo per poterlo esaminare in laboratorio.

Esaminando i referti medici, il dottore, si è reso conto che in un esame istologico effettuato un paio di mesi prima dopo un intervento, era presente un piccolo paragrafo che diceva che un linfonodo presentava alcuni segni di Sarcoidosi, malattia che provoca proprio l'ingrossamento dei linfonodi, perfettamente curabile con una terapia cortisonica.
Premetto che mio marito non aveva nessun sintomo della malattia e che stava benissimo, ma comunque per avere una terapia dovevamo avere anche una diagnosi certa.

Dopo pochissimi giorni il dottore mi contatta dicendomi che mio marito si doveva ricoverare per la Broncoscopia.
Questo tipo di esame è abbastanza invasivo, ed è stato eseguito da un altro Specialista, che ha prelevato quello che serviva per effettuare degli esami.
Mio marito è stato mandato a casa il giorno dopo, dicendoci che ci avrebbero richiamati per i risultati.
Dopo più di un mese non avendo notizie, ho chiamato l'ospedale per sapere se avevano i risultati, eravamo nella metà di Agosto, mi hanno detto che potevo andare che avevano ricevuto i risultati lo stesso giorno (guarda caso).
Ci siamo recati a Reggio il giorno dopo dove siamo stati ricevuti da un "Dottore" che non conoscevamo, che dopo avere letto il referto ci ha detto che mio marito non aveva niente, ma che dovevamo recarci comunque da un Pneumologo perchè gli esami riportavano solo una leggera infiammazione che andava curata.

Felicissimi siamo tornati a casa, pensando che in ospedale saremmo ritornati solo per la nascita della nostra nipotina...

Dopo 10 giorni circa ho ricevuto una chiamata dal Dottore che lo seguiva, che mi diceva che si, mio marito non aveva nulla, ma non avevamo nemmeno una diagnosi per l'ingrossamento del linfonodo.
Io sono rimasta basita, ed ho chiesto al Dottore come mai il suo collega ci aveva mandati a casa senza dirci niente, e lui come spiegazione mi ha detto che non lo sa che loro erano tutti in ferie ed il suo collega aveva preso tutto sottogamba.

Quindi mi ha comunicato che mio marito doveva ricoverarsi per la rimozione del linfonodo, ho chiesto di che tipo di intervento si trattava, e mi ha spiegato che era un semplice intervento in Laparoscopia (quella con i buchini) e che la ripresa sarebbe stata velocissima.
Ci siamo messi daccordo sul giorno del ricovero che doveva essere il 29/8/2017.
Prima di andare in ospedale ho contattato il mio medico di famiglia che mi ha rassicurata sull'estrema semplicità dell'intervento, e non contenta mi sono consultata anche con un amico di famiglia anche lui medico, che mi ha detto la stessa cosa.

Così mio marito si è ricoverato per fare gli esami di routine prima dell'intervento, in questi giorni ha fatto anche una Pet che avrebbe evidenziato eventuali anomalie ad altri linfonodi.
Il giorno prima dell'operazione ho visto il Dottore che seguiva mio marito, e gli ho chiesto dei risultati della Pet, lui mi ha liquidata frettolosamente dicendomi che ancora non li aveva.
Ho atteso fino a mezzogiorno nel reparto insieme a mio marito, ma nessuno si è degnato a darmi i risultati.
Mia figlia che aspettava fuori dal reparto ha visto il Dottore in questione e lo ha dovuto rincorrere perchè lui non intendeva fermarsi a dare spiegazioni, dicendo che quelle erano cose che riguardavano lui e non noi familiari, mia figlia gli ha detto...”Ma come? Domani mio padre deve essere operato e noi non dobbiamo sapere i risultati della Pet?” Lui ha semplicemente risposto che non aveva altro che il linfonodo che risultava nella Tac precedente.

Il giorno dopo io e tutta la mia famiglia siamo andati in ospedale, per confortare mio marito ed essere al suo fianco come abbiamo sempre fatto.
E' entrato in sala operatoria serenamente, e noi siamo rimasti fuori ad attenderlo invano.

Mio marito è andato in sala operatoria alle 8,30, ne è uscito morto a mezzogiorno....
Intorno alle 11,00 mentre aspettavamo fuori abbiamo visto arrivare di corsa due uomini in borghese
con delle sacche di sangue in mano...il cuore ha iniziato a rimbalzarmi nel petto, ma le mie figlie mi hanno tranquillizata dicendomi che con l'intervento che stava subendo il loro padre non avrebbero certo avuto bisogno di sangue.
I due uomini, suonavano e suonavano il campanello, ma cosa molto strana nessuno apriva, questo significa che in sala operatoria non avevano il sangue che sarebbe dovuto servire per un'eventuale emergenza...e pensare che mio marito aveva firmato il consenso per le eventuali trasfusioni in caso di necessità
I due hanno suonato per oltre 10 minuti, e visto che nessuno apriva, sono entrati da una porta laterale che non so nemmeno dove portava.

Dopo poco un medico è uscito dalla porta della sala operatoria, chiedendo di me.
Mi sono subito allarmata per la stranezza della cosa, ho chiesto molte volte a quell'uomo come stava mio marito, ma lui non mi ha risposto.
Sono stata condotta insieme a mio cognato in una stanza con cinque medici seduti, tra questi ho riconosciuto solo i due Chirurghi responsabili dell'intervento dove mio marito ci ha rimesso la vita.

Ho capito subito quello che era successo...senza che mi dicessero niente.
Mi hanno comunicato molto freddamente che mio marito era morto a causa di una forte emorragia che loro non sono riusciti a gestire.
Mi hanno detto che avevano reciso un'arteria e che a causa dell'enormità dell'emorragia mio marito è andato in arresto cardiaco.
Disperata gli ho chiesto come avevano potuto fare una cosa simile....mio marito aveva subito pochi mesi prima un intervento multi-organo e grazie alla grande maestria del chirurgo si era ripreso perfettamente e loro per rimuovere un linfonodo mi avevano resa vedova?
Mi hanno detto che poteva capitare....Non hanno chiesto scusa, Non hanno ammesso il loro errore, Non si sono resi conto di averci rovinati, Freddi come il marmo non hanno fatto una piega.
Hanno cercato di discolparsi dicendomi delle cose che non stavano ne in cielo ne in terra, ma io nella mia disperazione ho sfidato il Chirurgo colpevole a guardarmi negli occhi e a ripetere ciò che cercava di dire....lui ha dovuto abbassare gli occhi!!
Nella mia disperazione ho mantenuto la mia dignità, sfidando quegli uomini a calpestare la loro, cosa che avevano già fatto privando la mia famiglia di un uomo leale, onesto e con una dignità grande come una casa.
Mio marito è andato via e i miei figli insieme a me e i miei nipoti possiamo essere fieri di quello che è stato...possono essere fieri dei loro padri i figli di chi priva della vita in modo così superficiale un'altro essere umano?....Non credo proprio!!

 

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