Far entrare senza limiti di orario i parenti del degente in medicina urgenza/rianimazione

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Mio Padre, Patrizio Prudente, è morto a 60 anni, da solo, su una barella (per mancanza di posti letto) e sotto un casco di ossigeno mentre era ricoverato in medicina d'urgenza all'ospedale S. Paolo di Napoli. I medici ci avevano avvertito che stava per morire ma ci hanno vietato di entrare nel reparto per stargli vicino fino all'utlimo respiro...Lasciarlo lì da solo, sta logorando l'anima sia di noi figli che di nostra madre. 

Vorrei far si che tutti gli ammalati in condizioni critiche vengano accompagnati per tutto il corso della degenza da un volto amico. Sono sicura che si sentirebbero più sicuri e sereni vedendo un parente che gli tende la mano. 

Non credo che i parenti dei degenti impediscano ai sanitari di effettuare manovre di rianimazione o quant'altro quindi: Perché questo inutile divieto? Piuttosto vietate che pazienti in grave periodo di vita permangano su scomode barelle!

 

 

 



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