Appello al Ministro della Salute per la corretta formazione nella ricerca scientifica

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Egregio Ministro Lorenzin,

il ricorso al modello animale nella ricerca biomedica, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, è ancora imprescindibile in alcuni settori: in primis la ricerca su farmaci e sui vaccini, prodotti biologici che debbono necessariamente essere controllati nelle loro caratteristiche intrinseche prima della loro divulgazione, a salvaguardia della salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente stesso.

Il Decreto legislativo 26/2014 di attuazione della direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici ha definito, tra le altre cose, i requisiti cui i progetti di ricerca che impiegano animali devono uniformarsi per ottenere l’autorizzazione da parte del Ministero della Salute.

La richiesta che deve provenire dall’Organismo preposto al benessere degli animali, deve infatti contenere specifiche informazioni relative ai soggetti coinvolti nel progetto, ivi comprese le loro competenze.

In particolare, per il rilascio dell’autorizzazione, l’articolo 23 del D.Lgs 26/2014 prevede che il Ministero della Salute verifichi che il responsabile del progetto di ricerca disponga di personale in possesso di un livello di istruzione e formazione adeguato, acquisito, mantenuto e dimostrato secondo modalità definite con un Decreto ministeriale. Ad oggi, tuttavia, questo Decreto non è ancora stato emanato, nonostante a più riprese siano circolate voci rispetto ad una sua imminente pubblicazione. Una situazione paradossale, se si pensa che il rispetto dei requisiti della formazione del personale è stato posto come condizione necessaria per il rilascio delle autorizzazioni.

In assenza di indicazioni certe, gli enti riscontrano oggi grosse difficoltà nell’individuare le risorse umane più idonee da impiegare nei progetti, mettendo così a rischio l’ottenimento della relativa autorizzazione.  Allo stesso modo, gli enti preposti alla formazione del personale in campo biomedico (enti di ricerca, università) non possono individuare le materie necessarie all’adeguata acquisizione di competenze da parte dei soggetti che verranno coinvolti nei progetti.

In ragione della sensibilità che ha dimostrato in questi anni sul tema, e del sostegno che ha fornito al mondo della ricerca, chiediamo che venga emanato con urgenza il Decreto sulla formazione degli operatori. Solo così potremo garantire un quadro certo nella programmazione della ricerca, consentire agli enti di selezionare le risorse più adeguate allo svolgimento delle attività e garantire non solo la sicurezza, ma soprattutto il massimo rispetto del benessere degli animali coinvolti. Tutti pre-requisiti fondamentali per l’ottenimento di dati di alto valore scientifico.



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