Una Legge Nazionale e regionale per tutelare i diritti dei Care givers e dei loro cari

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Sono una Care Giver, ovvero una familiare che cura la propria mamma ammalata di Alzheimer e mia zia che soffre di una grave disabilità intellettiva. Mia Madre ha rinunziato anzitempo al lavoro ed ha curato sua sorella affetta da una grave disabilità intellettiva ed a sua volta si è ammalata.

Secondo una ricerca della biologa Elisabeth Blackburn, premio Nobel per la Medicina, le persone che prestano assistenza ai propri cari hanno un’aspettativa di vita dai nove ai diciassette anni in meno rispetto ai propri coetanei.

La proposta di Legge sul riconoscimento giuridico del caregiver cerca di scaricare su di noi ogni responsabilità ed assistenza dei nostri ammalati. Infatti si afferma che noi famliari siamo il Perno su ci ruota il Progetto Annuale Inclusivo ( art.3 c.6L.R.) ribaltando così il ruolo del caregiver come support volontario ed Eventuale. La non autosufficienza e la Disabilità sono un problema sociale e non privato e pertanto deve essere lo stato in Primis a garantireun'adeguata Rete di servizi. In caso contrario ci si ammala come è capitato a mia madre ed a molte altre donne. Abbiamo infatti un'aspettativa di vita inferiore dai nove ai diciassette anni in meno. Firmare può salvare molte Vite.

La maggior parte dei care givers è donna: nel 66% dei casi perdiamo il lavoro o facciamo il part-time. Morti bianche che pesano, ma che passano inosservate e con il tempo divengono invisibili.

Il nostro Paese è stato richiamato da Bruxelles e dall’Onu per essere fanalino di coda nell’aiuto alle famiglie ed ai familiari degli ammalati non autosufficienti e dei Disabili.

Diminuisce di dieci punti in percentuale dal 2006 il numero dei pazienti seguiti dagli Uva o da un Centro Pubblico.

Le disabilità dei nostri ammalati sono un problema sociale e non privato: lo sostiene l’Anffass e pertanto deve essere lo Stato a garantire un’adeguata Rete Integrata di Servizi. Io mi trovo d’accordo: questo è il punto centrale su cui deve concentrarsi la proposta di Legge sul Riconoscimento giuridico della figura dei Caregivers.

 

In Italia i costi indiretti nelle malattie oncologiche per le famiglie si aggirano nei cinque anni sui 23 miliardi miliardi.

La figura del Caregiver va quindi riconosciuta giuridicamente ma deve anche essere una scelta. Nella Conferenza annuale dei geriatri si afferma che a causa della crisi sono state lasciate a casa duecentocinquantamila badanti ed a cinquecentomila sono state diminuite le ore. Quel che più fa disperare è che le nostre madri le nostre nonne nel 75% dei casi mangia molto di meno e male per poter pagare la Badante.

Il 43% dei pensionati percepisce una pensione sotto i mille Euro ed anche con l’accompagnamento e finanche con l’assegno di cura che Regioni evolute come l’Emilia e Romagna garantiscono non bastano a pagare una Badante. Ecco allora la necessità di defiscalizzare i contributi come in altri paesi Europei.

La felicità è un bene di tutti e deve vedere le donne ed i caregivers in generale ritornare ad essere parte attiva nelle Comunità ed i nostri ammalati sentirsi sino all’ultimo istante ed a pieno titolo cittadini amati di comunità felici.



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