BASTA CON LE ESPULSIONI SENZA SOLUZIONE! A FAVORE DELLA DIGNITÀ E DI UNA RISPOSTA SOCIALE AGLI ABITANTI DELLA NUOVA BIDONVILLE DI NANTERRE!

Pétition fermée

BASTA CON LE ESPULSIONI SENZA SOLUZIONE! A FAVORE DELLA DIGNITÀ E DI UNA RISPOSTA SOCIALE AGLI ABITANTI DELLA NUOVA BIDONVILLE DI NANTERRE!

Cette pétition avait 5 466 signataires

Comité de soutien BIDONVILLEVSLADÉFENSE a lancé cette pétition adressée à La Ville de Nanterre et ses autorités

 

Petizione del Comitato di sostegno «BidonvilleVSLaDéfense», Nanterre, Francia

Ormai da più di due mesi, nonostante la storia dell’immigrazione e delle cités de transit sia onorata dalla città di Nanterre, una piccola bidonville è stata costruita a pochi passi dall’antica « citè blanche ». Con all’inizio solo poche famiglie e ormaiun centinaio di persone, le baracche sono state costuite su terreni incolti da decenni appartenenti al « responsabile urbanistico » de la Défense (l’EPADESA), terreni per altro liberi ben prima dell’arrivo dei nuovi occupanti.

Evacuati con la forza o partiti volontariamente dalle baraccopoli del dipartimento della Seine-Saint-Denis, gli abitanti si sono costruiti dei ripari di fortuna nei quali vivono senza acqua né elettricità, senza doccia né WC, nell’indifferenza generale. Malgrado queste condizioni, essi custodiscono al meglio questo spazio di vita, pulito e conviviale.

E se alcune associazioni vicine hanno prestato acqua (Ferme du Bonheur) e doccie (Arènes de Nanterre), le necessità elementari sono lungi dall’essere assicurate. Al contrario, gli abitanti hanno ricevuto per il momento dal potere pubblico solo silenzio e dal proprietario solo la procedura di espulsione, estremamente rapida, messa a giudizio il 24 giugno 2014.

Dopo la prima udienza del 3 giugno 2014, un colletivo di sostegno agli abitanti ha ottenuto un incontro con il direttore giuridico dell’EPADESA. Incontro finito nel fallimento, visto che il responsabile urbanistico della Défense ha voluto privilegiare l’urgenza securitaria e immobiliare all’urgenza sociale, senza proporre alternative all’espulsione delle famiglie né misure di sostegno. Inoltre, il direttore di gabinetto del sindaco, durante due nostri incontri, non ha fornito alcuna risposta su questa urgenza sociale, addossando le responsabilità allo Stato, ai comuni di destra e al proprietario dei terreni.

Qualche giorno dopo la seconda udienza, anche se il direttore giuridico aveva assicurato al nostro collettivo l’assenza di un qualunque progetto di costruzione a breve termine sui terreni incolti (detti appezzamenti 5 e 6), dei camion da cantiere accompagnati da molti poliziotti hanno versano diverse tonnellate di sabbia a qualche metro dalla bidonville. L’EPADESA sta simulando un cantiere imminente per favorire lo sgombero?

Sfruttando le lamentale dei vicini e l’ingombrante silenzio delle autorità municipali, l’UMP – in un comunicato stampa irresponsabile – chiede al Comune di finirla col ritorno « indegno » delle baraccopoli. Uccidendo per la seconda volta la memoria e la dignità degli abitanti delle bidonville e delle cité de transit, questo comunicato distorce la storia delle difficili condizioni di arrivo, di vita e di convivenza, dimentica l’assenza di sostegno fornita a questi cittadini da parte delle autorità pubbliche, in particolare dallo Stato.

Oggi, per la destra, la lezione della storia consiste soltanto nell’impedire che si ripeta, lasciando diventare degli abitanti già in pericolo, delle persone ancora più precarie, destinate ad un eterno sgombero.

Nonostante ciò, noi conosciamo l’attaccamento testimoniato da molti anni dal Comune di Nanterre ai valori sociali e umani, alla storia delle bidonvilles e dell’immigrazione, talvolta contro le opinioni della prefettura, come nel caso dell’inaugurazione di un viale alla memoria del vittime del massacro del 17 ottobre 1961. Ancora oggi, l’omaggio a Abdennbi Guemiah, giovane abitante della cité de transit Gutemberg ucciso da un colpo di fucile nell’autunno 1982, testimonia la storia polivoca difesa dal consiglio municipale – che è poi la richezza di questa città solidale.

Quale sarà il futuro di questi nuovi emigranti, europei venuti dall’Est – spesso chiamati « Roms » - e ormai stabilitisi a Nanterre ? È davvero necessario ricordare che queste popolazioni sono oggetto di discriminazioni scandalose da ormai molti anni ?

Questa ostilità, proveniente dalle più alte autorità dello Stato, è stata d’altro canto condannata dallo stesso Consiglio Municipale di Nanterre attraverso la votazione del Novembre 2010. Eccone un estratto :

« In una città come Nanterre, una terra che è ospitale verso tutti i popoli e che favorisce gli scambi fra le culture da molte generazioni, è nostro dovere denuciare il carattere razzista della politica del governo e assicurare, con delle azioni concrete, una vita dignitosa per tutti i nostri concittadini. »

Dopo questa condanna più che legittima, il Consiglio municipale ha annunciato la costruzione, in un anno massimo, « di un’area di accoglienza per i nomadi, conformemente alla legge del 5 Luglio 2000 e al Piano Regolatore locale ». Ma che fine ha fatto questo progetto quattro anni dopo ? Questi impegni interessano d’altra parte soltanto i « nomadi », quando la maggior parte dei migranti attuali, a cominciare proprio dagli abitanti della nuova bidonville di Nanterre, sono in realtà sedentari. Allora, quando potranno avere uno spazio e degli alloggi decenti in cui vivere ?

Di fronte alla repressione delle forze di polizia, di fronte, pure, al linciaggio terribile di cui è stato vittima un giovane abitante di una baraccopoli in Seine-Saint-Denis, noi, abitanti di Nanterre, cittadini, miliatanti, associazioni o sindacati di questa città, studenti e ricercatori universitari, vogliamo allertare eletti/e, cittadini/e e militanti di Nanterre della situazione drammatica, a livello umano e sociale, che colpisce le famiglie della nuova bidonville di Nanterre.

Noi esortiamo la Città di Nanterre e i suoi abitanti a una risposta sociale che realizzi il valore del « vivere insieme », da sempre ricchezza di Nanterre. Del resto una buona parte di Nanterre, come del consiglio municipale, ha vissuto questa storia di bidonville e di cité de transit.

Noi sollecitiamo con urgenza il sostegno di tutte e di tutti, in particolare delle associazioni e dei militanti di Nanterre, per opporsi alla mera procedura di sgombero-distruzione lanciata contro gli abitanti, le famiglie, i bambini della bidonville.

All’urgenza sociale e politica, si aggiunge quella scolastica. In questo periodo di iscrizioni per il prossimo anno scolastico, noi allertiamo in particolar modo i responsabili del Comune. La loro vigilanza sulla « questione Rom » nel passato, le loro responsabilità all’interno dei comitati di pilotaggio interministeriale per la scolarizzazione dei « Rom » presso il Ministero per l’Educazione nazionale non possono che favorire lo sforzo a favore della dignità di questi nuovi Nanterriens.

Quarant’anni dopo la distruzione delle ultime grandi bidonville di Nanterre, trent’anni dopo la distruzione delle cité de transit, agiamo subito per questi nuovi abitanti delle baraccopoli.

Alle espulsioni e alla distruzione, opponiamo la dignità umana, l’urgenza scolastica e il rialloggio !

Le richieste concrete che noi facciamo a favore di questi abitanti (ma decise da loro) sono :

La creazione di servizi sanitari sul posto: bagni, docce, cestini, ecc, così come un servizio medico organizzato;

La scolarizzazione dei bambini per l’anno scolastico 2014-2015;

Una proposta seria di rialloggiamento e/o di spazio abitabile secondo le volontà degli occupanti.

Grazie per l’invio dei vostri nomi, statuti e qualifiche che voi vorrete far apparire sull’appello pubblico (es: cittadino di Nanterre, medico, ex abitante delle bidonville, militante di una particolare associazione, ecc.) per le persone, la sigla per le associazioni, a questo indirizzo : bidonvillevsladefense@gmail.com

+33 (0)6 95 43 31 74

 

 

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