Siria, basta al massacro di civili

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La comunità internazionale deve mobilitarsi subito per fermare il massacro di civili in Siria. Alla fine di aprile 2019 è ripresa l’offensiva condotta dal Presidente siriano Bashar al-Assad e dalla Russia per conquistare la provincia di Idlib, l’unica rimasta nelle mani dei ribelli.  È una delle offensive più sanguinose in una guerra che, in otto anni, ha già ucciso mezzo milione di persone. Metà di loro erano civili, vittime innocenti della più grave emergenza umanitaria dai tempi del genocidio in Ruanda.

Solo in queste settimane sono morte oltre 1600 persone, delle quali più di 400 civili, secondo l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani.

Nella regione di Idlib, oltre alle forze ribelli - alcune delle quali legate ai jihadisti – si trovano tre milioni di civili, circa il doppio della popolazione residente prima della guerra. I minori e i bambini, secondo le Nazioni Unite, sono 1 milione, e in questo stesso istante sono si trovano tutti in una condizione estrema di vulnerabilità e di pericolo. Nella regione, in questi anni, avevano trovato rifugio molte persone in fuga dalle ritorsioni del regime.

Oltre 300 mila persone sono state costrette a fuggire nelle ultime settimane, secondo l’Onu. Sono stati molti gli atti di guerra diretti contro i civili, da entrambe le parti in conflitto. Sono state prese di mira scuole e ospedali. 25 strutture medico-sanitarie sono state distrutte durante il solo mese di maggio. Secondo Save the Children, nelle zone sotto bombardamento più di sessanta bambini sono stati uccisi solo nelle prime due settimane di giugno.

Secondo le Nazioni Unite, ''c'è il grave pericolo di una catastrofe umanitaria se non cessano le violenze nella zona oggetto dell’offensiva. Un cessate il fuoco dichiarato lo scorso 13 giugno è durato pochissimi giorni.

Tre milioni di persone, a Idlib, hanno bisogno di protezione. C’è bisogno di tenere alta l’attenzione della società civile e dei media internazionali per dare loro una speranza. È ciò che i civili siriani stessi, in queste ore, stanno chiedendo ai giornalisti presenti nelle zone in guerra.

Non lasciamo cadere nel disinteresse il loro appello. Chiunque può fare la sua parte perché su questi massacri non scenda un vergognoso silenzio.

Firmiamo questa petizione per dire a tutte le parti in conflitto che gli attacchi sui civili violano il diritto umanitario internazionale e devono fermarsi subito. Chiediamo a tutta la comunità internazionale di mobilitarsi per favorire una tregua in grado di far ripartire i negoziati diplomatici e salvare tre milioni di persone.

 

 


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