SALVIAMO IL CASTELLO DI ACQUEDOLCI (ME)!

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Il Castello di Acquedolci (ME) venne edificato tra il XV e il XVIII secolo attorno ad una torre fatta costruire nel 1498 da Antonio Giacomo Larcan, membro della famiglia di origine catalana che deteneva la baronia di San Fratello. Si tratta di un complesso di edifici che per secoli è stato il cuore politico ed economico di una comunità e del suo territorio, basti pensare alla vicina tonnara e all’impianto per la lavorazione della canna da zucchero (trappeto) installato presso il castello e rimasto in uso tra il XVI e il XVIII secolo.
Oggi l’area giace in stato di completo abbandono, nonostante il castello meriti di essere restaurato e valorizzato. Solo una parte del castello è però di proprietà comunale. Il Comune di Acquedolci ha ora l’occasione di acquisire in via di prelazione un considerevole lotto di proprietà privata che, il 15 novembre 2017, è stata oggetto di alienazione mediante asta giudiziaria nell'ambito della procedura fallimentare n. 08/97 dinanzi al Tribunale di Patti.

I beni ricadono in zona A (zona urbana di interesse storico), nel piano urbanistico destinata alla "realizzazione di strutture e impianti strettamente connessi al complesso del "Castello Cupane", e rivestono particolare interesse storico-culturale: nel lotto alienato insiste infatti ormai l’unica via di accesso carrabile al Castello, ma soprattutto si distinguono ancora i resti di un canale ("saja") che permetteva il funzionamento di un mulino "soprano" e della gualchiera per la produzione della lana che ricadevano nella stessa area alienata: si tratta di resti di quelle attività agricole e industriali che caratterizzavano il borgo della “Marina Vecchia” sorto attorno al complesso del Castello, il nucleo più antico dell’abitato di Acquedolci.

Invitiamo allora l'Amministrazione e il Consiglio Comunale di Acquedolci a esercitare il diritto di prelazione, attraverso la Soprintendenza BB.CC.AA. di Messina, sull’area oggetto di alienazione, in quanto si configura come un settore organicamente inserito nel complesso di edifici del Castello di Acquedolci di rilevante interesse storico-archeologico, la cui acquisizione sarà una premessa indispensabile per il recupero dell’intero sito.

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