Penny deve tornare nella sua vera casa

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Penny è un labrador riscattato da un canile del Sud, da una associazione di volontariato che si occupa da tanti anni, di aiutare i cani nei canili o in difficoltà e trovargli nuove famiglie.

L’associazione per far questo si appoggia anche a privati che danno la loro disponibilità ad ospitare cani in attesa di adozione o cani anziani .

Penny è stata affidata a Francesca (che sostiene insieme all’associazione altri 4 cani anziani, di cui uno anche disabile) che l’ha accudita e curata per due mesi, lavorando molto sul superamento delle sue uniche paure, quelle dovute all’abbandono o comunque al distacco dalla sua famiglia di origine.

Per questi motivi Penny ha sviluppato un attaccamento particole, fortissimo e speciale con la sua affidataria che ha lavorato in questi due mesi per rasserenarla e darle maggiore indipendenza , condividendo gran parte del giorno e dormendo la notte nella sua camera, perché, se allontanata, distruggeva tutto.

L’associazione gli ha poi trovato una adozione con persone che stavano molto in casa perché Penny ha la necessità di vivere il contatto con il suo " umano".

Francesca si è resa disponibile all’adozione del cane, pur essendosi molto legata a lei e soprattutto essendosi legata Penny a Francesca, accordandosi però con la responsabile per una adozione graduale , come da lei consiglaito, in modo da non far rivivere a Penny il dolore dell’abbandono,  e SOLO A QUESTA CONDIZIONE, mettendo al primo posto l’interesse del cane.

Decisa quindi la modalità, Francesca porta Penny alla nuova famiglia alle 14 di Giovedì 26 Aprile 2018 .

Sembra però che Penny abbia capito qualcosa, diversamente dal solito è abbattuta, non vuole salire in macchina , è spenta, non partecipa al viaggio, come è solita fare con Francesca (perché lei la portava ovunque con sè) e lo riferisce alla responsabile come dato di riflessione per entrambe, concludendo con un dubbio che affiora.

Sembra andare tutto bene, Penny gioca moltissimo con la loro Labrador e sembra serena . Francesca fa delle prove e, mentre Penny gioca, prova ad allontanarsi, ma appena Penny se ne accorge , corre subito a cercarla ovunque, senza guardare altro.

Si fanno vari vani tentativi, ed allora, con l’accordo che Francesca sarebbe tornata il giorno dopo, si decide di far entrare Penny in casa mentre Francesca va via.

Durante il viaggio del ritorno , dopo poco tempo, l’adottante contatta Francesca dicendogli che il cane è disperato, in grande ansia,  e che lei non vuole causargli dolore, quindi di riprenderlo con sé perché lei può adottare un altro cane bisognoso.

Rimangono, come da accordi, che Francesca torni il giorno dopo a valutare la situazione e riprendere il cane.

Al rientro a casa, dopo solo tre ore, ed a seguito di quella telefonata , Francesca si rende conto che anche a lei Penny manca terribilmente, e che il legame unico e speciale che si è creato fra loro non può essere spezzato.

Così, sollecitata anche dalla telefonata precedente, comunica all’adottante la volontà di riprendere il cane, ma non ha più risposte da alcuno.

A questo punto , però, contrariamente alle aspettative, l’adottante non vuole più restituire il cane , e convince la responsabile a vietare ogni sua altra visita, perché” il cane si abituerà”…….

Comincia una serie di comunicazioni fra Francesca, l’adottante, e la responsabile, nelle quali Francesca viene offesa pesantemente, dichiarando , tra l’altro, che non si era tenuta ad un comportamento idoneo per una persona che porta un cane in adozione: cosa del tutto falsa e dimostrata dai fatti.

Nonostante le continue richieste di Francesca di vedere il cane , questo gli viene negato, contravvenendo all’accordo fatto fra lei e l’associazione di una adozione graduale nell’interesse del cane; oltretutto alla luce dei fatti Francesca si è resa disponibile da subito alla completa e definitiva adozione del cane , pur di non arrecare altra sofferenza.

Va sottolineato che tutto questo avveniva in meno di 24 ore.

La posizione della responsabile, pressata dall’adottante , è stata irremovibile, in quanto l’adottante , per il proprio egoismo personale, non vuole più restituire il cane, minacciando l’associazione di diffamarla sui social, pur essendo ancora il cane di proprietà dell'associazione, minacce fatte anche a Francesca telefonicamente, oltre a diverse offese personali e calunnie, riportando frasi denigratorie nei suoi confronti.

Allora ci si chiede:

perché nessuno ha mai telefonato a Francesca per sapere cosa succedeva?   Perché non gli hanno permesso di vedere più Penny?                            E soprattutto perché sottoporre Penny ad una ennesima fase di adattamento ad un nuovo contesto familiare quando potrebbe tornare dove è vissuta felice gli ultimi due mesi ? Dove è il bene del cane? Per un cane così sensibile non è certo questa la miglior cosa.

 Questa petizione è fatta per chiedere all’associazione di fare LA COSA GIUSTA PER PENNY, riportandola da Francesca, perché l’eventuale opera diffamatoria fatta da un individuo che si è dimostrato meschino, e non interessato al reale bene del cane ( inizialmente invece da lui stesso individuato con la richiesta telefonica a Francesca di riprendere il cane con sé) non possa ledere ad una associazione che opera da tanti anni in favore degli animali in difficoltà e che invece possa uscire rafforzata dalla chiusura positiva di questa brutta faccenda, riportando Penny nella sua vera casa, quella che Penny ha scelto con il cuore, dimostrando ancora una volta, con fermezza e determinazione, che agisce solo ed esclusivamente per il bene del cane, riconoscendo un legame particolare, unico e raro, come quello che si ecreato fra Penny e Francesca, e soprattutto che nessuna minaccia li potrà far desistere dal preservare il bene primo del cane.

 



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