VERGOGNA CALABRIA! BASTA DISOCCUPAZIONE E DISPERAZIONE! VOGLIAMO IL LAVORO!

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NOI SOTTOSCRITTI FIRMATARI DELLA PRESENTE PETIZIONE,

VOGLIAMO LAVORARE, sosteniamo la seguente idea/suggerimento del signor Salvatore Bruno Bossio (del 30 maggio 2015 e ss.mm.ii., per come qui sotto testualmente riportata in copia&incolla, preso da Facebook) e

CHIEDIAMO

che la Regione Calabria, utilizzando sia fondi propri e sia della UE (Unione Europea), anche e soprattutto con riferimento alla programmazione per il settennio 2014/2020, la realizzi, la metta in pratica al più presto possibile, anche sotto forma di ELENCO GENERALE DEI LAVORATORI IN MOBILITA' IN DEROGA CALABRIA (DA NON CONFONDERE MAI COI NORMALI DISOCCUPATI, ci dispiace per loro, ma sono due categorie ben distinte e separate: ALTRIMENTI CI PRENDETE SOLO IN GIRO!) - in sigla, per esempio, solo come suggerimento, "E.G.LA.MO.DER.CAL." - che metta insieme tutti i mobilitati dei 409 comuni calabresi (di cui ben 155 solo in provincia di Cosenza, quasi la più grande provincia d'Italia per estensione (per la precisione, è al 5° posto: ben 6.709,75 kmq (abitanti n.ro 714.400 all/1/1/2016)!), come tutti sappiamo) (23 mila persone o molto meno, considerato che tanti ormai lavorano oppure sono emigrati all'estero o al nord...) - se non a mezzo appòsito Ente regionale strumentale - da costituire - per il Lavoro (nome da scegliere, si vedano anche i suggerimenti del signor Bruno Bossio), tenendo conto che le politiche passive sono ormai terminate (ci riferiamo principalmente alla mobilità in deroga, peraltro mai pagata puntualmente e ad oggi ferma al 2014...) e che la UE - d'ora in poi - dà i fondi soltanto per realizzare POLITICHE ATTIVE. Quale miglior politica attiva di quella immaginata dal succitato signor Salvatore Bruno Bossio?

"Sto immaginando un grande ente regionale...
30 maggio 2015 alle ore 20:33
Sto immaginando un grande ente regionale (assolutamente NON uno dei soliti "carrozzoni"...) che nei più disparati campi e competenze dei lavoratori interessati (servizi, costruzioni, operai, impiegati, ecc. ecc.) - in modo snello, veloce e ben organizzato (a mo' di impresa privata per snellezza e produttività...) - facesse lavorare i circa 30mila mobilitati calabresi (scartando quelli che NON vorrebbero ivi lavorare) nelle scuole, nei comuni, province, altri enti, sia all'interno che all'esterno (pulizia città, lavori edili, restauri, ripristini, amministrazioni e documenti per i cittadini, progettazioni, ecc.ecc.).....
QUESTO ENTE REGIONALE CALABRESE POTREMMO CHIAMARLO, PER ESEMPIO, "RINASCITA CALABRESE" oppure "CALABRIA CHE RINASCE"...
Cosa ne pensate!!??
P.S.: ....sto immaginando questa forma tecnica unica regionale...in quanto ritengo che far costituire tante piccole cooperative sia troppo dispendioso...burocratico...lento...rischioso per i singoli presidenti e soci...sicuramente in gran parte pure protestati e "cattivi pagatori"...in Cai...ecc., problema tasse da pagare...contributi inps ed inail...spese amministrative...bilanci da depositare ogni anno...durc periodici....insomma 30mila poveri disgraziati non possono sobbarcarsi spese ed oneri ulteriori...senza soldi e senza certezze pure! Devono solo lavorare, ciascuno per le proprie capacità o competenze, ed esser pagati il giusto e puntualmente, per servizi che presteranno e lavori che eseguiranno ... utili per l'intera collettività.
Salvatore Bruno Bossio

Aggiunta ed integrazione del 03 dicembre 2015:
Questa grande azienda regionale calabrese “in house”, da costituire e finanziare coi fondi europei (in preminenza, ma anche eventuali fondi regionali), denominata - come accennavo sopra - "CCR - CALABRIA CHE RINASCE" (o "RDC - RINASCITA DELLA CALABRIA", o altro nome...), per farmi capire ancòra meglio, sarebbe una specie di Agenzia per l’occupazione, declinata in vari centri a livello degli enti locali: essa dovrebbe assumere direttamente tutti i mobilitati (e, in mancanza, lavoratori precari e disoccupati),impiegandoli nei molti lavori ad alta intensità di lavoro - anche qualificato - di cui i vari enti locali, scuole, amministrazioni, enti, ecc., hanno bisogno. Tra questi sarebbero sicuramente da annoverare interventi per il riassetto idrogeologico del territorio, ma anche quelli inerenti la ristrutturazione dell’edilizia scolastica, o della tutela dei beni culturali, spesso abbandonati in modo delittuoso, e tantissimi altri ancora: amministrazione, progettazione, sorveglianza, accompagnamento disabili, affiancamento alunni con handicap, ecc.
A proposito dei costi, la suddetta azienda regionale calabrese “in house” dovrebbe offrire un salario/stipendio di almeno 600 euro mensili (20 gg. al mese a 4 ore al giorno, oppure 16 gg. al mese a 5 ore al giorno: in totale sarebbero sempre 80 ore mensili, retribuite ad euro 7,50 cadauna) e versare a parte il costo dei contributi sociali: in ipotesi - per semplificare - 400 euro mensili; pertanto, totale mensile speso a testa euro 1.000: annuali, quindi, totali euro 12mila; ipotizzando 30mila occupati, il totale generale annuo speso verrebbe euro 360 milioni (*) (cioè 30 milioni di euro al mese).Questa cifra non sarebbe, però, un costo, ma creerebbe, anzi, ricchezza: andrebbe nelle tasche di cittadini altrimenti disoccupati, intervenendo a favore della loro capacità di spesa e dunque alleviando quel deficit di domanda che è il grande freno a fermare la ripresa dalla crisi economica. Inoltre, molte aziende private sarebbero felici di partecipare ai costi, assumendo una parte dei mobilitati a fronte del pagamento di una parte dello stipendio da parte della suddetta azienda regionale calabrese “in house”.
(*)Ovvio che, se per motivazioni loro (nel senso che i mobilitati, ecc., non tutti accettassero di lavorare alle predette condizioni, bensì –in ipotesi – la metà), gli occupati scendessero alla metà, anche la spesa annua scenderebbe alla metà (180 milioni di euro, cioè mensili euro 15 milioni)."

Cordiali saluti, i Firmatari della Petizione

 



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