INSIEME, PER FERMARE QUESTA STRAGE.

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Con questa petizione, che sottoponiamo a tutti i cittadini, a tutte le associazioni, sia ambientaliste, animaliste, venatorie ecc. ecc. cerchiamo di salvaguardare il ciclo biologico della femmina del cinghiale, detta volgarmente Scrofa, infatti nel mese di Gennaio ( periodo che in Sicilia è consentita la caccia al cinghiale ) tutte le scrofe sono in gestazione ed ucciderle diventa crudele e inammissibile,  L.R. 8 maggio 2001, n. 7- G.U.R.S. 11 maggio 2001, n. 22  ( integrazioni e modifiche alla L.R. 33/97 )

Art. 9

Periodi di attività venatoria

d) specie cacciabili dal 1° novembre al 31 gennaio: "cinghiale (Sus scropha)". CHIEDIAMO CON QUESTA PETIZIONE ALL'ASSESSORE AL RAMO EDGARDO BANDIERA DI MODIFICARE il periodo di prelievo del cinghiale e portarlo dal 1° ottobre al 31 dicembre come previsto dalla L.N. 157/1992  art. 18 lettera d

Premessa sulla biologia:

A seconda del clima e della disponibilità di cibo, la femmina può andare in estro da una a tre volte l'anno, con estro di tre giorni su cicli di tre settimane, in Sicilia le nascite si concentrano Marzo-Aprile, ma anche prima dal clima e alla fine dell'estate. Le femmine tendono a sincronizzare il loro ciclo estrale, in modo tale da allevare cuccioli di età simile, massimizzando le probabilità di sopravvivenza della prole.
Durante il periodo degli amori, i maschi abbandonano la vita solitaria per aggregarsi ai gruppi di femmine, spesso percorrendo anche grandi distanze sulla scia delle piste odorose e non nutrendosi né riposando per raggiungerne uno al più presto: una volta raggiunto il gruppo, per prima cosa il maschio desidera allontanare i maschi giovani che dovessero ancora trovarsi assieme alla femmina. La gravidanza del cinghiale dura circa 115 giorni. In prossimità del parto, la femmina si isola dal resto del gruppo per costruirsi una tana nel folto della vegetazione, simile ai giacigli che essa è solita usare per la notte. Tale tana spesso ha apertura rivolta verso sud, sicché può essere meglio riscaldata dai raggi solari. In questa tana vengono dati alla luce i cuccioli, che sono in numero variabile da tre a dodici per ciascuna cucciolata. Alla nascita, i piccoli hanno gli occhi aperti e si affannano nella ricerca di uno dei dodici capezzoli materni, disposti in due file lungo il ventre della femmina: in caso di cucciolate particolarmente abbondanti, i cinghialetti più deboli sono perciò destinati a morire d'inedia.

Il pelo del cucciolo è brunastro o rossiccio, con le punte dei peli giallastre, che contribuiscono a farlo sembrare più chiaro di quanto non sia in realtà: su schiena e fianchi sono presenti 4-5 striature orizzontali di un colore che va dal bianco al beige, che danno un forte effetto criptico sul sottobosco e sulla copertura di foglie morte del terreno. Ulteriori striature sono presenti sulla spalla e sul posteriore, mentre maculature dello stesso colore possono essere presenti sul muso del cucciolo: la disposizione delle strisce varia da individuo a individuo, sicché è possibile riconoscere individualmente i giovani cinghialetti.

 

Cuccioli di cinghiale

Per la prima settimana dopo il parto, la femmina di cinghiale abbandona molto raramente la tana coi cuccioli, e se lo fa ha cura di nascondere la cucciolata coprendola con frasche e foglie durante la sua assenza. Le femmine sono estremamente protettive nei confronti della propria prole e durante l'allevamento della cucciolata diventano pericolose in quanto aggrediscono con potenti morsi alle zampe e al corpo qualsiasi intruso che per loro potrebbe rappresentare un pericolo per la progenie, sia esso un pericoloso predatore o anche solamente un visitatore a passeggio per il bosco. Qualora venga sottratto loro un figlio, le femmine inseguono il rapitore al galoppo per svariati chilometri.

 

Un giovane cinghiale con la caratteristica colorazione subadulta

A una settimana di vita, i cuccioli sono in grado di seguire la femmina nei suoi spostamenti, tornando alla tana solo durante la notte. A due settimane di vita, i piccoli cinghialetti cominciano a grufolare nel terreno e ad assaggiare cibo solido, ma continuano a succhiare il latte materno almeno fino ai tre mesi di vita: lo svezzamento può dirsi completato solo dopo il quarto mese, ed è solo dopo questo traguardo che la femmina e i cuccioli (che proprio attorno al quarto mese perdono la colorazione giovanile del pelo, per acquisire la colorazione subadulta) fanno ritorno al proprio branco d'origine.

L'indipendenza viene raggiunta attorno al settimo mese di vita; tuttavia i cuccioli tendono a restare con la madre anche fino a un anno d'età, quando vengono scacciati dai maschi adulti bramosi di accoppiarsi con la femmina. Le femmine raggiungono la maturità sessuale attorno all'anno e mezzo di vita, mentre i maschi sono più tardivi e non completano lo sviluppo prima del secondo anno d'età: raramente però riescono ad accoppiarsi prima del compimento del quinto anno, a causa della competizione con altri maschi più anziani e forti.

La speranza di vita dei cinghiali in natura si aggira attorno ai dieci anni, mentre in cattività possono sfiorare il trentesimo anno d'età.

 

 

 



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