Facciamo ripartire la scuola trentina

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Caro Assessore,

Come genitori di bambini delle scuole primarie siamo fortemente preoccupati dal futuro incerto della scuola e dei nostri figli e futuri cittadini.

Siamo basiti dal silenzio assordante dell’Assessorato all’Istruzione della Provincia Autonoma di Trento. Oltre al tragico bollettino giornaliero di guerra non sentiamo nessuna idea, ipotesi o progetto di riapertura della scuola e soprattutto nulla sulle modalità e condizioni affinché essa avvenga nel rispetto della sicurezza sanitaria di studenti, insegnanti e personale scolastico.

I bambini più colpiti sono quelli che frequentano le scuole primarie. Questi bambini hanno bisogno della presenza fisica delle insegnanti e dell’interazione sociale con i compagni, non sono ancora preparati per concentrarsi e studiare in autonomia e non tutti sono autonomi nella lettura-scrittura.

Come si può pretendere che stiano ore davanti ad un computer? (buoni, zitti, fermi e concentrati). Senza dimenticare che in moltissimi casi le famiglie non dispongono di strumenti digitali adeguati o spesso i bambini non li sanno usare in modo autonomo ed appropriato.

Nella nostra piccola esperienza abbiamo visto che le insegnanti non sono state adeguatamente aiutate a digitalizzarsi, ognuna ha fatto come poteva, con tempi e modalità diversissime, perdendo il grande valore del confronto e del programma didattico fatto insieme per il bene degli alunni. Chi ha mandato immagini su whatsapp, chi ha inviato link o schede via mail, chi ha attivato Drive/dropbox, chi ha inviato istruzioni per una mail di istituto, chi alla fine è riuscito ad attivare una diretta, ma solo per fare gli auguri di Pasqua!

E poi compiti, compiti, compiti.. ma nessun avanzamento di programma. E’ questa la didattica a distanza? Per noi genitori si tratta di una didattica delegata a distanza, ruolo che non solo non eravamo preparati a sostenere, essendo in questo momento impegnati nell’emergenza sanitaria e lavorativa, ma che non può e non deve neppure essere delegato dalla scuola.

Non abbiamo nulla contro gli insegnanti che si sono trovati improvvisamente in questa situazione e che stanno facendo di tutto per far sentire la loro vicinanza ai bambini e alle famiglie.

Ma qui il punto è un altro: qual è il piano della Provincia Autonoma di Trento?

Chiediamo all’Assessore competente di dare ad alunni e genitori risposte concrete:

- Pensa di aver messo in atto tutti gli strumenti ed il supporto tecnico e di metodo per formare il corpo docente all’utilizzo degli strumenti digitali e alla didattica a distanza?

- Ha intenzione di fare una verifica di quante ore effettive di lezione on line sono state fatte nelle scuole della provincia? 

- Come andrà avanti l’anno scolastico fino al 10 giugno? E poi? 

- Intende dare disposizioni per l’organizzazione di attività estive e colonie diurne o settimanali? Se no, ha alternative su dove “mettere” i nostri bambini dato che non possono nemmeno stare con i nonni? ( per un paio d’anni.. sostiene il n. 1 della sanità trentina)

- Che tipo di adeguamenti intende fare negli istituti scolastici? E’ consapevole che ci sono classi sovrapopolate chiamate “classi pollaio”? Come intende distanziare gli alunni? I bagni? Il servizio mensa? La ricreazione? Le attività sportive a scuola?

- Abbiamo letto sul giornale del 14 aprile che si potrebbe andare a scuola a turno. Come intende decidere chi andrà a scuola e chi starà a casa? 

- Quando intende aprire il prossimo anno scolastico? Non crede che sarebbe importante un’apertura anticipata per poter fare un doveroso ripasso propedeutico all’inizio dell’anno scolastico?

- Ha già sondato presso ogni comune l’ipotesi di utilizzare spazi disponibili più ampi come palazzetti, palestre ed edifici e sale vuote per poter distanziare gli alunni?

In sintesi: Lei ha un piano? Sta lavorando con un’unità di crisi che si confronta con scuola, docenti, personale scolastico, genitori e soprattutto studenti?

Attendiamo fiduciosi una risposta e, pur comprendendo e apprezzando tutte le misure messe in atto fino ad ora in campo sanitario, siamo sicuri che Lei comprenderà il nostro stato d’animo e le grandi preoccupazioni sanitarie, lavorative e sul futuro dei nostri figli.

Grazie,