E' ARIA QUELLA CHE RESPIRIAMO?

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Abitiamo una delle zone più inquinate d’Europa e la più inquinata d’Italia e pare che nessuno faccia niente di concreto ed efficace per migliorare la situazione.

Chiediamo dunque alle autorità competenti quali siano le intenzioni e i provvedimenti che intendono mettere in atto nel prossimo futuro per migliorare questa condizione che diventa di anno in anno sempre più grave e insostenibile.

Gli interventi che vengono previsti SONO SALTUARI, INEFFICACI E NON A LUNGO TERMINE: NON SONO STRUTTURALI E STRUTTURATI E PER QUESTO NON SORTISCONO EFFETTI SIGNIFICATIVI.

A nostro parere non è sufficiente emanare ordinanze che impongono i 19 gradi o il divieto di utilizzo di combustibili fossili per il riscaldamento privato o il divieto di circolazione alle auto più inquinanti, se poi non vengono effettuati controlli capillari e non vengono comminate multe ai trasgressori. Abbiamo imparato che i cittadini andrebbero preparati, educati e informati dagli amministratori e dalla scuola per avere comportamenti più civili e rispettosi nell'interesse proprio e della propria salute.

E’ ormai risaputo scientificamente che ogni anno l’inquinamento dell’aria provoca centinaia di migliaia di morti premature

Siamo ragazzi bresciani, frequentiamo il IV anno dell’Istituto tecnico agrario statale “Pastori”, proveniamo da zone diverse della città e della provincia e la situazione ambientale che viviamo è allarmante sotto molti punti di vista. Ce ne accorgiamo personalmente e non solo attraverso i dati che a Dicembre sono stati pubblicati dall’ARPA: l’aria CHE RESPIRIAMO “PUZZA”.

L’articolo 32 della Costituzione italiana dice chiaramente che lo Stato è tenuto a tutelare la salute di ogni individuo e della collettività, inoltre dovrebbe obbligare gli amministratori a vigilare sulla “salubrità dell’ambiente” in cui viviamo: VIVERE IN UN AMBIENTE SALUBRE è UN NOSTRO DIRITTO, sancito dalla Costituzione.

Anche l’Europa, nelle sue direttive, stabilisce dei valori limite che le autorità nazionali sono tenute a rispettare per non incorrere in sanzioni. “La politica dell’UE in materia di ambiente si fonda sui principi della precauzione, dell’azione preventiva e della correzione alla fonte dei danni causati dall’inquinamento, nonché sul principio “Chi inquina, paga””.

PERCHE’ IN ITALIA NESSUNO PAGA?

PERCHE’ NESSUNO DEGLI AMMINISTRATORI RISPONDE?

PERCHE’ NON CAMBIA MAI NULLA?

PERCHE’ A RIMETTERCI IN TERMINI DI QUALITA’ DELLA VITA E IN SALUTE SIAMO SEMPRE E SOLO NOI?

PERCHE’ SE NE PARLA SOLO QUANDO SI PUBBLICA UNA NOTIZIA E POI NESSUNO FA E DICE PIU’ NULLA?

Gli amministratori non hanno mai avuto una visione a lungo termine e si sono sempre rifiutati di prendere decisioni scomode. Noi siamo in attesa di politiche che proteggano la nostra salute: UN NOSTRO DIRITTO!



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