PETIZIONE CHIUSA

Autonomia dei ragazzi e delle ragazze nell'uscita da scuola

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La sentenza della Cassazione (Ordinanza 23/03 n° 215939 ha scatenato un forte ed acceso dibattito sull'obbligo di vigilanza della scuola anche oltre il proprio orario, che ha prodotto in diverse scuole pisane circolari che limitano l'uscita autonoma dei ragazzi delle scuole medie.

Non dimentichiamoci però che la sentenza della Cassazione che ha scatetato il putiferio non riguarda la morte di un ragazzo per il quale esisteva una autorizzazione ad un'uscita autonoma da scuola, bensì quella di un bambino per il quale la propria famiglia aveva richiesto un trasporto con scuolabus. La tragedia è avvenuta mentre il bambino stava nello spazio davanti alla scuola dove è stato investito dallo scuolabus e la responsabilità è stata divisa, in quel caso, tra scuola e gestore del servizio di scuolabus, che non avevano posto in essere una procedura di sorveglianza effettivamente prevista. In tal caso il ragazzo era senz'altro sotto una responsabilità istituzionale.
Una situazione parecchio diversa da quella di un genitore che in forza della propria responsabilità genitoriale, valutati i rischi, ritiene il proprio figlio adolescente in grado di misurarsi con una prima, spesso semplice, forma di autonomia. Peraltro la questione è indubbiamente complessa, infatti affinché si configuri la condotta di abbandono secondo la stessa Cassazione: "non è sufficiente la mera separazione materiale dal minore ma occorre che, come conseguenza di tale separazione, il soggetto si sia trovato in assenza di assistenza e in una concreta situazione di pericolo".


L'invito della ministra Fedeli a lavorare sull'autonomia dei ragazzi di pomeriggio ha un che di imbarazzante anche perché non si vede come, se davvero la legge non permette di lasciare un ragazzo da solo per il reato di abbandono, egli potrebbe nel pomeriggio andare o tornare da casa di un amico, dalla sua attività sportiva, dal parco, da un bar o semplicemente stare in casa senza un adulto. Vogliamo davvero immaginarci un mondo in cui i ragazzi di 14 anni vengono accompagnati dalla mamma anche a comprarsi un gelato o ad incontrare i propri coetanei al parco?

Le circolari che scaricano sui genitori il problema, sono scorciatoie che non risolvono nulla, e sono una sconfitta pesante per le alte finalità della scuola pubblica: diffondere questa prassi significa attestare il fatto che un mandato importante come quello dell'educazione è sottomesso alle logiche difensive e alla paura delle denunce.

Per non parlare dell'effetto che questa discussione ha sui ragazzi stessi: cosa penseranno della scuola i nostri figli, se parliamo loro della necessità acquisire responsabilità e poi l'istituzione che è deputata alla loro formazione cerca - con mezzucci formali, quali fasulle deleghe - di scaricare su qualcun altro una responsabilità?

Noi proponiamo di ribaltare questa logica cieca, che produce conflitto tra le le parti in causa, separa la comunità educante e induce pesanti disuguaglianze tra le famiglie.

Noi genitori, chiediamo che a Pisa la scuola, gli enti locali, i genitori, i ragazzi e le ragazze tornino a confrontarsi ed a riconnettere proposte, visioni e prassi e che, ricostruendo il senso della comunità educante, mettano al centro l'interesse e lo sviluppo dei ragazzi.

Perché non prevedere reali momenti di confronto e valutazione dell'esistenza reale di un rischio, come ad esempio viene fatto dall'inizio degli anni '90 da progetti come "A scuola andiamo da soli", promossa dalla Città dei bambini, che si pone il problema di come nella nostra società la "forte riduzione di autonomia nei bambini provoca gravi danni al loro sviluppo, da un punto di vista cognitivo, fisico e sociale"?

Chiediamo ai dirigenti scolastici e agli enti locali di non proporre l'obbligo di presenza dei genitori all'uscita dalla scuola, previsto dal 5 dicembre. Chiediamo l'istituzione di un tavolo di lavoro partecipato e aperto a tutta la comunità educante (insegnanti, educatori, famiglie, volontariato) che progetti soluzioni concrete, nel segno della salvaguardia dell'educazione e dell'autonomia dei ragazzi e delle ragazze.  



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