Perché studio?!

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L’Assemblea Regionale Siciliana, il Parlamento più antico del mondo, qualche giorno fa ha pubblicato dopo decenni un bando di concorso per la selezione di 23 Assistenti Parlamentari.

Questa straordinaria opportunità di carriera, si legge nel bando, è aperta anche a tutti i cittadini maggiorenni, che abbiano ottenuto ottimo o la votazione di 10/10 alle Scuole Medie.

Ora, a parte la poca considerazione che l’ARS dimostra di avere per i giovani che ogni giorno fanno sacrifici per istruirsi, è il caso di segnalare che questa scelta appare unica nel suo genere, discostandosi da quanto le nostre istituzioni regionali dovrebbero adottare per migliorare quel VERGOGNOSO 51,4% (nel 2018) di cittadini tra i 25 e i 64 anni diplomati. 

Forse l’ARS non lo sa, ma siamo la penultima regione italiana per grado di scolarizzazione, e mettere sullo stesso piano chi ha investito tempo, dedizione, soldi e sacrificio, al resto del mondo, nell’unico concorso pubblico indetto nell’isola dopo tanti anni, senza prevedere il titolo di studi come titolo preferenziale ai fini della formazione della graduatoria finale, è inaccettabile.

Siamo indignati e stanchi di essere beffeggiati da una classe politica che non ritiene lo studio fondamentale e necessario, per poi investire centinaia di milioni di euro nella formazione di giovani precari e disoccupati, costretti di fatto a fuggire altrove per non gravare più sulle famiglie, costruire una carriera e crescere, umanamente e professionalmente.

Noi non crediamo che l’opportunità di partecipare alla selezione per un impiego pubblico in un’istituzione così prestigiosa vada limitata al titolo di studio, che a volte non corrisponde al valore o alle competenze dei partecipanti; tuttavia, siamo convinti che per questi ruoli occorrano caratteristiche quali massima attenzione alla risoluzione di problemi complessi e adeguata formazione a tale scopo, caratteristiche che vanno oltre il bagaglio di conoscenze trasversali utili alla semplice partecipazione al concorso.

Inoltre, ammettere alla partecipazione un numero illimitato di candidati, prevedendo come unico requisito quello di possedere un livello minimo di istruzione ed un costo di partecipazione di 10 euro, fa presagire uno scopo diverso da quello proclamato, e cioè una sorta di “raccolta fondi” in favore dell’ARS, con potenzialmente innumerevoli partecipanti che dovranno sostenere la prova pre selettiva su una banca dati, ben tre prove scritte costituite da quesiti a risposta breve, ed una ulteriore prova orale, la cui valutazione sarà, come è chiaro, suscettibile di un rilevante grado di discrezionalità.

Gli assunti (a tempo indeterminato), in forza di questo concorso tutto in salsa siciliana, potrebbero accedere a cariche fondamentali per la governance attiva della Regione: ruoli, nomine o concorsi interni.

Chiediamo che il Bando di Concorso in oggetto venga ritirato immediatamente, e ripubblicato con criteri di selezione che siano realmente oggettivi, in cui concorrano soggetti che abbiano non soltanto la possibilità di accesso in partenza, ma che abbiamo anche la stessa probabilità potenziale di concorrere all’ottenimento del posto di lavoro.

Tutto ciò affinché le Istituzioni attivino processi di valorizzazione dell’istruzione e della formazione professionale dei Giovani Siciliani, come previsto dalla Carta Costituzionale, e che si torni a considerare il Diritto allo Studio e l’affidamento dei giovani cittadini alle istituzioni come una priorità assoluta, a tutela dell’impegno, anche economico, profuso nello studio e nella costruzione di una formazione di alto livello, che assicuri un futuro più certo e migliore della nostra terra.

Ed infine: Presidenti Nello Musumeci e Gianfranco Miccichè: ma io, perché studio?! 

 

Il Comitato “Perché Studio?! “



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