PETIZIONE CHIUSA

REINTEGRO DEL MARESCIALLO RICCARDO PRISCIANO

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CHIEDIAMO L'IMMEDIATA RE-IMMISSIONE IN SERVIZIO DEL MARESCIALLO DEI CARABINIERI RICCARDO PRISCIANO, CONGEDATO SOLO PER AVER SCRITTO UN LIBRO CONTRO L'ISLAM.
NEL DETTAGLIO.
Il Maresciallo dei Carabinieri Riccardo Prisciano, sta vivendo una vera e propria persecuzione politica dall'estate del 2015 ad oggi. Impegnato in politica sin dall'età di 14 anni, nel 2015 inizia la redazione della sua tesi di Laurea che, successivamente, diventerà un libro: "Nazislamismo". Da questo momento in poi inizia il calvario del sottufficiale.
Il Maresciallo Prisciano viene congedato il 02.12.2016, sulla carta, per tre motivi: aspetti penali, aspetti disciplinari e note caratteristiche.
Visto che, delle molteplici denunce subite dal Maresciallo, queste sono già state tutte archiviate od anche il Maresciallo è stato assolto con formula piena passata in giudicato e comunque il sottufficiale non ha -ad oggi- subito alcuna condanna da nessun Tribunale penale o penale militare, nemmeno in 1° grado, con Ordinanza (già passata in giudicato) del 01.03.2017, il Tar di Roma obbligava l'Arma dei Carabinieri a rivalutare il congedo dell'ispettore senza tener conto degli aspetti penali (annientando così uno dei tre cardini sui quali si basava il congedo) ed anche tenendo in considerazione la sua particolare situazione familiare. Tralasciando il palese conflitto di interesse su chi, una volta denunciato dal Maresciallo, compilava le di questi note caratteristiche, tenere in considerazione la sua "particolare situazione familiare", certamente voleva dire "soppesare diversamente" le note caratteristiche degli ultimi due anni (che avranno certamente risentito sia della sua "particolare situazione familiare", sia delle "sanzioni disciplinari politiche" inflitte al Maresciallo), ed anche non considerare la sanzione disciplinare del rimprovero, inflittagli (in maniera sprovveduta) proprio a causa della sua "particolare situazione familiare".
Delle 3 rimanenti sanzioni disciplinari, è da sottolineare però che una (per via dell'Ordinanza del Tar Lazio del 01.03.2017 passata in giudicato) non è da tenersi in considerazione, in quanto si rifà a problemi di natura penale militare (tra l'altro, già archiviati in via definitiva).
Quindi, restano SOLO LE DUE SANZIONI DISCIPLINARI POLITICHE a sostegno del congedo del Maresciallo Prisciano: una di 7 gg di consegna di rigore e l'altra di 8 giorni di consegna di rigore. Tuttavia, se andassimo a "spulciare gli atti" di queste due sanzioni, ci renderemmo subito conto dell'arbitraria applicazione della disciplina militare da parte di chi punì il sottufficiale. Basti ricordare che ai sensi dell'art. 1472 del D.Lgs. 66/2010 "I militari possono liberamente pubblicare loro scritti, tenere pubbliche conferenze e comunque manifestare pubblicamente il proprio pensiero, salvo che si tratti di argomenti a carattere riservato di interesse militare ((o di)) servizio per i quali deve essere ottenuta l'autorizzazione. Essi possono, inoltre, trattenere presso di se', nei luoghi di servizio, qualsiasi libro, giornale o altra pubblicazione periodica. Nei casi previsti dal presente articolo resta fermo il divieto di propaganda politica." E non si provi a paragonare a "propaganda politica" un libro di diritto pubblico comparato.
Il Maresciallo non ha mai parlato in qualità di appartenente all'Arma, ma sempre come privato cittadino: allora come mai non si è tenuto conto dell'art. 1350 c.2 del D.Lgs. 66/2010? Tale articolo recita testualmente "Le disposizioni in materia di disciplina militare, si applicano nei confronti dei militari che si trovino in una delle seguenti condizioni: a) svolgono attività di servizio; b) sono in luoghi militari o comunque destinati al servizio; c) indossano l'uniforme; d) si qualificano, in relazione ai compiti di servizio, come militari o si rivolgono ad altri militari in divisa o che si qualificano come tali."
Perché, dunque, il Maresciallo Prisciano è stato punito? 

Inoltre, il sottufficiale ha sempre tenuto ben scisse le sue idee dalla sua vita nell'Arma. Dopo esser stato punito per "islamofobia e xenofobia", è stato trasferito alla Compagnia di Gradisca d'Isonzo (GO) ove, quasi quotidianamente, svolgeva il suo servizio nell'Arma presso il CENTRO DI ACCOGLIENZA di Gradisca d'Isonzo, che ospita circa 500 "profughi" di religione islamica. Ci chiediamo:
1) com'è possibile che un uomo prima reputato "xenofobo ed islamofobo" venga poi mandato a far servizio in un posto simile?
2) com'è possibile che il sottufficiale prima reputato "xenofobo ed islamofobo" poi, nella realtà, non abbia avuto nessun problema con i 500 profughi islamici del CARA di Gradisca d'Isonzo? 

CHIEDIAMO AL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DEL LAZIO, ALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO, AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA SERGIO MATTARELLA, AL MINISTRO DELLA DIFESA ROBERTA PINOTTI, E SOPRATTUTTO AL COMANDANTE GENERALE DELL'ARMA DEI CARABINIERI GEN. TULLIO DEL SETTE, SE E' POSSIBILE CONGEDARE UN SERVITORE DELLO STATO SOLO PER MOTIVI POLITICI.
QUESTE COSE ACCADONO SOLO NELLE DITTATURE: RE-IMMETTETE IMMEDIATAMENTE IN SERVIZIO IL MARESCIALLO PRISCIANO O CAPIREMO DI ESSER DIVENTATI UNA DITTATURA E NON UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA, OVE TUTTI POSSONO MANIFESTARE DEMOCRATICAMENTE IL PROPRIO PENSIERO.



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