Il giudice ragazzino nella sua città natale

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Rosario Livatino, il giudice ragazzino assassinato dalla mafia, sarà proclamato Beato.

È nato e vissuto a Canicattì, provincia di Agrigento. È sepolto nel cimitero della città natale. La Curia, in occasione della sua beatificazione vorrebbe traslare la salma nella Cattedrale di Agrigento.
Il magistrato era molto legato alla sua famiglia, ai genitori, alla sua città, alla sua parrocchia. Sarebbe una mancanza di rispetto verso la volontà dei genitori e verso una città che ha pagato con due magistrati la lotta alla mafia: il giudice Livatino nel 1990 e il giudice Antonino Saetta insieme al figlio Stefano nel 1988.

Sarebbe corretto e giusto che la salma rimanesse accanto ai genitori o venisse traslata nella chiesa di San Domenico ( la parrocchia del giudice Livatino o nel Duomo di Canicattì). Sarebbe un segno importante per la città, che ha pagato e paga ancora un prezzo altissimo per responsabilità della criminalità organizzata e di una politica assente. Se la Chiesa è universale, si può arrivare anche a Canicattì.

"Anche da Canicattì si può andare in Paradiso" disse Mons. Angelo Ficarra, concittadino di Livatino e protagonista del volume di Leonardo Sciascia, "Dalla parte degli infedeli". Sciascia riposa a Racalmuto. Lasciamo che Livatino riposi a Canicattì, come il Venerabile padre Gioacchino La Lomia.