Appello per il consiglio comunale: chiarimenti sui fatti del 2 maggio in piazza!

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Rosario Vuolo ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Consiglio Comunale di Monfalcone

Egr. Sig. Sindaco, egregi sigg.re/i consiglieri comunali di Monfalcone

siamo un gruppo di cittadini di Monfalcone e siamo, come tutti, preoccupati del futuro che questa pandemia provocherà, sta già provocando, anche sul nostro territorio, sia per la salute, sia per il futuro di attività produttive visto che Monfalcone è anche una importante città industriale e portuale, nonché sede di attività artigianali e commerciali.

Siamo ben consapevoli, davvero, delle oggettive difficoltà di un Comune, come peraltro di qualsiasi Autorità amministrativa e legislativa italiana, di affrontare un virus sconosciuto e che ha già provocato tragedie e un disastro di cui non c'è memoria nel passato. Non dobbiamo quindi considerare “criminali” nessuno di questi soggetti che si confrontano giorno per giorno con un virus mai visto prima. E tantomeno incitare a rivolte contro norme straordinarie per questa emergenza, se rispettose ovviamente dei limiti costituzionali, ma agire nel superiore interesse di TUTTA la popolazione e dello Stato.

Proprio per questo crediamo che sia importante dare risposte ascoltando con attenzione ma anche con cautela tutte le istanze del territorio, per costruire qualcosa di nuovo, e nel rispetto della corretta dialettica con le Autorità scientifiche e politiche nazionali.

Non nascondiamo il fatto che siamo rimasti colpiti dall'evento che si è tenuto in piazza a Monfalcone sabato 2 maggio scorso, e siamo qui a scrivere per capire come si sia svolto quell'evento, se comunque siano state osservate da tutti i partecipanti misure di sicurezza visto che la legislazione in vigore, come noto, non permette manifestazioni in pubblico e tantomeno senza cautele sanitarie.

Siamo anche preoccupati che tutti ma proprio tutti i soggetti economici che vivono e lavorano nel territorio comunale siano ascoltati e tutelati, dalle categorie del commercio ai lavoratori delle industrie e non solo che attendono la cassa integrazione, ad altre ancora, e se siano state chieste garanzie sia al Governo che alla Regione sui tempi della cassa integrazione in deroga, lette anche recenti dichiarazioni di un assessore regionale sui ritardi in Friuli-Venezia Giulia.

Abbiamo appreso dalla stampa locale di domenica 3 maggio, di una segnalazione trasmessa dalla Autorità locale di polizia alle Autorità provinciali competenti, per accertare dinamica e titolo di partecipazione delle persone presenti in piazza sabato scorso. Saranno quelle Autorità di indagine a fare chiarezza e ciascuno si assumerà le proprie responsabilità. Siamo molto colpiti da questa notizia, inutile nasconderlo, anche se non spetta a noi fare indagini perché spetta ai soggetti per legge competenti a farle, anche perché ci risulta che non sia possibile che in piazza siano consentite manifestazioni, che la legge al momento non permette. E senza dimenticare che ci sono altri imprenditori piccoli e non piccoli che in silenzio cercano di tutelare il loro lavoro e la loro salute.

In assenza di novità che speriamo tranquillizzanti per lo sviluppo della pandemia, tenuto conto che solo i dati medici delle Autorità statali competenti possono aiutare a far ripartire l'economia senza il rischio di ripartenza anche dei contagi, e poiché pare a tutti evidente che dovremo comunque per non poco tempo convivere con il virus, crediamo sia giusto, opportuno e utile che Lei Sig. Sindaco convochi tutti i nostri rappresentanti eletti in Comune con urgenza.

Per un esame in questa nuova fase, della situazione sanitaria ed economica del territorio, delle misure di protezione sanitarie e delle misure di sostegno economico, e anche per avere da lei Sig. Sindaco, comunicazioni in quella sede, per la cittadinanza tutta, su come si sia svolto l'evento del 2 maggio scorso. Se un Consiglio comunale ha un senso crediamo che debba essere rapidamente convocato, perché il ripristino di normali forme di partecipazione e comunicazione passano anche per quella sede.

I cittadini debbono poter apprendere in via ufficiale le informazioni, e in contraddittorio tra i suoi rappresentanti eletti, e non solo da organi di stampa o dai social network. Specialmente adesso.

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