APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA sul caso delle sorelle Pilliu

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APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA sul caso delle sorelle Pilliu a Palermo

Signor Presidente,

siamo volontari e volontarie impegnati in terra di Sicilia, nel contesto sociale di Palermo e non solo, per aiutare e sostenere chi ne ha più bisogno, ma anche per lottare contro le ingiustizie che sono causa di emarginazione.

Crediamo che il nostro impegno debba anche dare un esempio civile ai più giovani e agli adulti vicini a noi, attraverso una azione volontaria contagiosa, diffondendo la cultura della ricerca della giustizia, il rispetto delle regole della democrazia, della legalità e dei diritti.

Sottoponiamo alla Sua Attenzione la vicenda delle sorelle Pilliu, che per anni hanno opposto una strenua resistenza alle minacce, alle lusinghe economiche, alle pressioni continuate da parte di una frangia di gruppi che si muovono all’interno di una subcultura di illegalità;  le stesse pressioni talvolta sono state espresse da sistemi professionali a servizio di interessi mafiosi, in un contesto pervaso dall’abbandono da parte di un sistema politico amministrativo, nella migliore delle ipotesi distratto.

A nostro modestissimo parere, le vicende che hanno visto come vittime e protagoniste le Sorelle Pilliu ci appaiono emblematiche di un fermo “NO alla mafia”, alla pari  di tutti gli uomini e donne, cittadini dello Stato, che hanno dato e danno l’esempio lottando contro quel grande intreccio di ingiustizia che è Cosa Nostra, talvolta a prezzo della loro stessa vita.

La vicenda ha origine dalla “stagione del sacco di Palermo” e  della speculazione edilizia, che è forse il simbolo peggiore, nella sua persistenza fisica, di interessi che hanno intrecciato politica, amministrazione e mafia e che continuano a essere sotto gli occhi di tutti noi.

Ma quel che è peggio, sta nel fatto  che questa “materializzazione edilizia” della mafia, oggi è sotto gli occhi dei più giovani, specialmente gli stessi che, appena maggiorenni, non hanno mai conosciuto il clima che si è vissuto dentro la nostra martoriata città, prima e subito dopo i vili attentati che hanno tolto la vita a magistrati come Falcone e Borsellino insieme ai poliziotti che facevano da scorta.

Riteniamo che a tutte le vittime di mafia, cittadini ed imprenditori che non sono più tra noi e sia necessario affiancare anche tutti coloro che hanno detto “NO” e che oggi pagano “da vivi” lo scotto di un isolamento creato da una società talvolta impegnata a guardare verso l’effimero, piuttosto che tutelare i cittadini più deboli.

Signor Presidente,
ci rimettiamo a Lei quale massima carica dello Stato affinchè voglia, attraverso gli strumenti che le sono garantiti dalla Costituzione, porre in essere ciò che prevede una legge dello Stato, ovvero che il Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso sostenga le Sorelle Pilliu, vere “vittime della mafia” in modo da lasciare un altro segno visibile di ripristino della legalità nella nostra città, proprio dove lo scempio edilizio è stato più forte.

Ci rivolgiamo a Lei, fiduciosi nella costante attenzione alla Costituzione, nella pacata fermezza della Sua azione che gli Italiani tutti hanno profondamente apprezzato in questi anni, fiduciosi ancora una volta nel Suo magistero che rappresenta il migliore sentire del Paese, faccia sì che tutti i servitori dello Stato coordinino la loro azione per dare una risposta esemplare dell’Italia che cambia, Resistente e Resiliente come vorremmo di fronte all'Europa, proprio nel cuore della Palermo mal progettata e martoriata dall’edilizia mafiosa.

 

https://www.lanuovasardegna.it/tempo-libero/2021/06/09/news/marco-lillo-sarde-testarde-contro-la-mafia-1.40373260

 

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