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Petitioning On. Emma Bonino, Ministro degli Esteri della Repubblica Italiana

Appello al Min. Bonino per far cessare le violenze in Turchia

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Da settimane la polizia turca reprime con violenza sproporzionata proteste democratiche e non violente. La comunità internazionale si è espressa timidamente su quello che sta accadendo,
e il governo italiano non ha preso una posizione chiara che richiami un paese amico, qual è la Turchia al rispetto dei diritti democratici dei suoi cittadini.
Firma per chiedere al Ministro degli Esteri Bonino di assumere posizione in difesa del popolo turco e dei diritti umani.

Letter to
On. Emma Bonino, Ministro degli Esteri della Repubblica Italiana
Gentile Onorevole Ministro Bonino,
Desideriamo comunicarLe il nostro stupore per le Sue dichiarazioni del 4/6/2013 e del 12/6/2013 e il successivo silenzio del Governo di cui Lei fa parte su quanto accade in Turchia.
Siamo perplessi dal Suo paragone, riportato da organi di stampa, con un “Esame di Maturità” per la democraticità del Governo Erdogan: in primo luogo per la metafora dell’esame, verso un paese membro della NATO e stato fondatore del Consiglio d’Europa, e in secondo luogo perché, accettando la metafora, la inusitata violenza della repressione di manifestazioni pacifiche, riconosciuta dallo stesso Governo Turco, equivarrebbe ad una bocciatura, e non ad un esame.
Ci saremmo aspettati che l’”esame” avesse riguardato i due anni appena trascorsi, con il deterioramento quotidiano della democrazia turca, con migliaia di studenti in prigione senza processo, accusati di terrorismo per aver esercitato i loro diritti, e leggi liberticide volte al concentramento dei poteri e alla prevenzione del dissenso. Uno tra tutti, il caso dei tre studenti diciottenni condannati ad 8 anni per aver mostrato uno striscione che parafrasava la Costituzione della Repubblica Turca, “L’Istruzione deve essere gratuita”, avrebbe dovuto suscitare allarme e ferme reazioni nei Paesi amici della Turchia. Il silenzio della comunità internazionale la rende complice anche di questa tragedia.
Crediamo che non ci sia bisogno di ricordare la situazione attuale in tutta la Turchia, e il rischio che la repressione dei diritti, in un primo momento dichiarati garantiti dalla Costituzione dallo stesso Presidente della Repubblica Abdullah Gul, determini il collasso della democrazia in un Paese cruciale per l’Europa e per il mondo intero.
Il silenzio del Governo Italiano, nonostante numerose denunce e prese di posizione di altri governi europei e di ong come Amnesty International, rischia di lasciare una macchia sulla tradizione democratica e antifascista dell’Italia, di alienare le simpatie di una larga fetta di opinione pubblica turca e di essere considerato una tacita accettazione di una repressione sempre più dura da parte del Governo Erdogan.
Desideriamo sottolineare che l’amicizia e l’affetto tra i due paesi e i rispettivi popoli esigono una presa di posizione ferma e consona ai principi del Diritto Internazionale e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, da Lei già efficacemente difesi in altre occasioni.
Siamo fiduciosi che il nostro Governo, in concerto con l’Unione Europea e il Consiglio d’Europa, abbia i mezzi e le capacità diplomatiche per indurre il Governo Turco, espresso da libere elezioni, a rispettare le libertà fondamentali di tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro opinioni politiche o religiose.
Chiediamo pertanto un’azione immediata in difesa dei principi democratici e dei valori universali che condividiamo con il popolo turco e che consideriamo i valori fondamentali della civile convivenza.