SALVIAMO VILLA FRANCHETTI (Villa Lago) Piediluco - Terni.

SALVIAMO VILLA FRANCHETTI (Villa Lago) Piediluco - Terni.

0 hanno firmato. Arriviamo a 200.
Più firme aiuteranno questa petizione a destare l'interesse dei media locali. Aiuta a portare questa petizione a 200 firme!
Stefano Ardenti ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a amministrazione pubblica

IL DEGRADO E IL SILENZIO SU VILLA LAGO
Villa Lago o meglio Villa Franchetti è immersa in un parco ricco di vegetazione, sorge sulla collina che gode della panoramica incantevole veduta del lago di Piediluco, non lasciatevi ingannare dall'incantevole paesaggio che incornicia il piccolo bacino con le acque azzurre e riflettere la corona dei profili montuosi quasi come si trattasse di un tipico lago alpino... Siamo in Umbria e non in Toscana...
L'aria di pertinenza della villa è costituita dal vasto parco naturalistico paesaggistico all'inglese, realizzato sfruttando la bellezza del bosco pre esistente composto essenzialmente da Roverbella.
Lungo il lato ovest della villa si apre un piccolo giardino costituito da una parterre erboso con fontana centrale e da qui che gli spazi verdi iniziano, una serie di terrazze panoramiche fino a raggiungere il teatro all'aperto sede fino a qualche anno fa di eventi culturali e ricreativi all’aperto.
Tuttavia, la caratteristica che rende davvero unico il parco di villa lago e la presenza delle orchidee spontanea che proprio in quel luogo hanno trovato le condizioni ideali per crescere, ne sono state per ora, censiti e 30 specie, oltre ad alcune altre forme ibrido, la villa, del barone Eugenio Franchetti la fece costruire quella che ancora non si chiama villa lago tra il 1888 e il 1893 come casa e privilegia della famiglia che al tempo risiedeva a Firenze.
Fiorentino anche l'architetto chiamato a progettare la residenza ovvero Giuseppe Bocchini, la cui ispirazione chiaramente neo rinascimentale con matrice tipicamente Toscana la villa si sviluppa su tre piani ad accogliere il visitatore la facciata principale con il portone inserito in una loggia, colpisce il prospetto posteriore caratterizzato dal portico centrale sormontato dalla terrazza del primo piano.
All'interno la villa racchiude un importante scala centrale con belli pavimentazioni dell'epoca, con alcuni arredi originali, il salone al piano terra con soffitti a volta, decorati con stucchi in gesso e legno, uno dei saloni è stato dipinto da autori locali, la casa dell'ex custode, le ex scuderie, completa il complesso della villa, abitata dalla famiglia Franchetti fino agli anni 60 è stata successivamente acquistata dall'amministrazione provinciale di Terni, che la resa pubblica per attività formative, ora cessate.
A stroncare il parco anche TripAdvisor, dove il 70 per cento dei visitatori (2018) dà un giudizio pessimo/scarso. Piovono da anni solo critiche, ma tutto sembra essere fermo e la questione essere finita nel dimenticatoio.
Dall'ultima visita effettuata con video ripresa, il parco attualmente non esiste più il taglio netto di circa l'80% del patrimonio boschivo della villa stessa è andato perduto le orchidee sono andate perdute, la struttura in sé è fatiscente, abbiamo riscontrato danni evidenti, danni volontari per tutto il circondario della villa, inoltre facciamo presente che parte del adiacente la villa, ospita alcune opere di Aurelio De Felice che stanno andando in rovina, con evidente ruggine, sempre dall'ultima visita con video, abbiamo riscontrato che all'interno della villa abita una famiglia di origine indiana, di quattro componenti, parlando con loro, non si è vinto sé tale famiglia sia lì come guardiana della villa, oppure no, da chi sia stata ingaggiata per guardare o far manutenzione ? Abbiamo notato che dal piano dove si trovava l'ex ristorante è stata aperta una finestra preso un filo di corrente e riportato verso la villa stessa, il filo passa da una finestra, appunto dell'ex ristorante e viene riportato verso la villa, tale finestra del ristorante per far passare appunto il filo di corrente, rimane perennemente aperta quindi anche alle intemperie, inoltre facciamo notare che c'è una parte della balconata che è crollata e i resti, volontariamente disgregata, come se fosse stata presa a mazzate. La situazione è davvero grave e il degrado è davvero evidente, un degrado, non solo lasciato alle intemperie e alla non manutenzione, ma anche un degrado, effettuato giorno dopo giorno, da mano umana, inoltre parlando con alcuni residenti del posto, abbiamo perlomeno scoperto, che molti alberi sono stati tagliati volontariamente, da privati sconosciuti, per essere poi rivenduti come legna da ardere, per il focolari della zona …
LA VICENDA
I due ricordano che la dimora di Villalago e il parco a uso pubblico, di circa 63 ettari, rappresentano un sito di grande pregio architettonico-ambientale per il territorio ternano, anche a fini turistici, ma da anni non risulterebbe fruibile ai cittadini, dopo che la Provincia, nel 2016, ne ha appaltato la gestione. Peraltro, su TripAdvisor, il 70% dei visitatori (anni 2013-2018) dà un giudizio pessimo/scarso dell’area. Secondo Liberati e Carbonari si dovrebbe allora «verificare l’eventuale rispetto dei vincoli contrattuali ai fini della tutela e valorizzazione del sito stesso, come già denunciato circa un anno fa da un ex consigliere della stessa maggioranza del Comune di Terni, nonché ex consigliere provinciale, Sandro Piccinini, e come riportano le cronache della vicenda, secondo cui già alcuni anni fa, precedentemente agli eventi e danneggiamenti dovuti al sisma, la società che aveva ottenuto in appalto il Parco e la Villa sembrava risultare inadempiente ad alcuni rilevanti impegni contrattuali, al punto che l’allora medesimo consigliere richiese la revoca dell’appalto, giacché, a suo dire, tali inadempienze potevano aver contribuito all’ulteriore degrado del bene pubblico in questione».
L’INCENDIO E GLI ABBATTIMENTI
Nel 2012, inoltre, il Parco di Villalago, a causa di un incendio doloso ha perso un grande numero di esemplari e negli anni in cui è stato affidato alla predetta società, ha dunque perso la fruibilità pubblica, ovvero, salvo alcuni giorni, per un brevissimo lasso di tempo i cittadini sarebbero potuti accedere dietro pagamento di un biglietto – al riguardo vengono chieste verifiche – ma il parco stesso, a dire dei cittadini, non appariva già più in buone condizioni. Tra le varie questioni c’è poi quella dell’ordinanza comunale riguardante l’abbattimento di 21 alberi monumentali, abbattimento ancora in corso in tutta l’area del parco della Villa e definito «irragionevole», con il rischio «di rovinare essenze pregiate – continuano Liberati e Carbonari – che si trovano nel suolo, per cui Villalago è famosa per la grande varietà di orchidee spontanee, di straordinaria bellezza che richiamano appassionati anche da fuori regione». In merito a questo taglio, tra l’altro, nell’ottobre scorso è stato consegnato un esposto-denuncia alla presidenza della Regione Umbria – direzione generale foreste, montagna, sistemi naturalistici, faunistica ed alla soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio ufficio da parte di alcune associazioni ambientaliste.
LE RICHIESTE
Chiediamo di verificare ad oggi se la società che detiene l’appalto abbia rispettato i termini sottoscritti con l’ente Provincia o se invece risultino mancanze, come segnalato nell’interrogazione dell’ex consigliere Piccinini e se il Parco abbia mantenuto la pubblica fruizione. Inoltre, tra le varie cose, viene chiesto lo stato di vulnerabilità sismica di Villa Franchetti e i concreti progetti esistenti per il suo rilancio, al di là di parole e convegni, con il necessario supporto della Regione.
LUCE PUNTATA SUGLI ALBERI
Quanto ai recenti tagli, viene chiesto alla Regione di verificare se «siano state rilasciate le autorizzazioni amministrative complete e idonee, con prescrizioni e/o nulla-osta (Valutazione incidenza ambientale con parere favorevole) e se questa documentazione sia idonea e preveda quanto previsto dalla legge che tutela i Beni culturali, essendo l’area del parco sottoposta a vincolo di tutela ambientale e paesaggistica». Inoltre viene richiesta «la verifica del numero totale degli alberi abbattuti tramite un sopralluogo, con una rilevazione sul campo effettuata sui tronchi degli alberi, per conteggiare il numero delle piante e la tipologia tagliata, e se questi corrispondano per numero e tipo a quelli eventualmente autorizzati». Si chiede infine «se sia stato previsto il rimboschimento, con il ripristino di un’essenza per ogni albero tagliato».

0 hanno firmato. Arriviamo a 200.
Più firme aiuteranno questa petizione a destare l'interesse dei media locali. Aiuta a portare questa petizione a 200 firme!