#Bergamo STOP al consumo di suolo

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Comitato BergamoBeneComune ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Amministrazione Comunale di Bergamo

Al signor Sindaco, ai signori Assessori e Consiglieri del Comune di Bergamo

Quasi due anni fa, in data 8 luglio 2019, su mozione ‘urgente’ dei consiglieri di maggioranza, il Comune di Bergamo ha dichiarato lo Stato di Emergenza Climatica e Ambientale.
Dichiarare l’emergenza climatica e ambientale significa riconoscere l’assoluta gravità della situazione attuale, la gravità degli effetti ambientali e socio-economici determinati dal riscaldamento globale e riconoscere la lotta al cambiamento climatico e la transizione a un’economia sostenibile come la priorità assoluta del presente e dei prossimi anni.

L’emergenza climatica e ambientale, soprattutto nelle città - strette nella morsa di un caldo sempre più soffocante d’estate e dei crescenti allarmi per gli allagamenti dovuti a piogge sempre più torrenziali su superfici cittadine che hanno ormai perso la loro permeabilità - non può prescindere, a nostro avviso, dalla salvaguardia, se non dall’aumento, della superficie verde esistente e dall’adozione dell’opzione “CONSUMO DI SUOLO ZERO”.

Una situazione di emergenza richiede l’adozione di misure urgenti e drastiche.

Per questo chiediamo che:
il Comune di Bergamo applichi lo stop al consumo di suolo e lo faccia da subito,
A partire dalle nuove edificazioni previste sul suo territorio e non ancora realizzate.
Si costruisca solo sul suolo già edificato, dismesso e da riqualificare, ma senza consumare un solo centimetro di suolo in più (e senza consentire un solo centimetro cubo di volumetria aggiuntiva).
Da subito.
È una risoluzione che richiede coraggio e molto impegno.
Certamente non facile, ma non impossibile: gli strumenti legali per attuarla ci sono e le soluzioni alternative si possono trovare, se solo c’è la volontà, ferma e reale, di farlo.
Per il bene della città.

Perché una città vivibile non ha bisogno di più case, come dimostra la quantità di alloggi già costruiti e ancora vuoti, ma di verde. Tutto il verde possibile.
Una città in cui i negozi di vicinato stentano a sopravvivere, sopraffatti dalle strutture commerciali già esistenti, non ha bisogno dell’edificazione di nuovi centri commerciali.
Una città fra le più inquinate in Italia e in Europa non ha bisogno di realizzare nuovi parcheggi per i cittadini automuniti, ma di una rete di trasporto pubblico più efficiente.
“La città non necessita di nuove strutture alberghiere” oltre a quelle esistenti o già in costruzione - lo dice anche Federalberghi - perché il sistema è “già saturo”.

Non confondiamoci:
essere una “smart city” NON significa essere una città più intelligente né, tantomeno, più ecologica; a maggior ragione se comporta consumo di suolo.
Prendere un’area verde già esistente, sottoporla ad un’operazione di restyling e chiamarla “parco” NON aggiunge in realtà nulla al patrimonio verde cittadino.
Impermeabilizzare il terreno di un’area inedificata, costruendola e ricoprendo il nuovo edificato, o parte di esso, con un po’ di terra, e qualche pianticella per poi chiamarlo “parco” (Parking Fara e Porta Sud) non aggiunge nulla al patrimonio verde cittadino.
Costruire parcheggi per le auto o condomini e hotel là dove erano campi agricoli (Astino e Parco Ovest) nella cintura verde della città, per poi magari imbellettare a giardino quel che resta del verde intorno e chiamarlo “parco”, NON aggiunge nulla al patrimonio verde cittadino.
Realizzare una ferrovia che isolerà ancora di più un quartiere della città già problematico (Boccaleone) e sottrarrà ulteriore suolo ai campi agricoli che fanno parte della cintura verde, il tutto al servizio di un aeroporto sovradimensionato e inquinante e di una ulteriore futura cementificazione (grande centro commerciale di lusso più nuovi parcheggi aeroportuali) di un’area verde accanto alla Fiera NON è un’operazione ecologica.
Tutto questo si chiama ‘greenwashing’ e non ha nulla a che vedere non solo con la soluzione, ma nemmeno con una limitazione del problema.

La dichiarazione di emergenza climatica e ambientale è una presa d’atto del fatto che il problema esiste, ed è grave, ma a questa presa d’atto devono seguire azioni immediate e non più rinviabili, realmente e concretamente volte ad invertire la tendenza.
L’arresto del consumo di suolo e la preservazione totale della Cintura verde sono, in questo, punti essenziali ed imprescindibili.
Si può, se si vuole.
Da subito.
L’Emergenza ce lo chiede.

Comitato Bergamo Bene Comune
Comitato di quartiere di Boccaleone
Associazione per Città Alta e i Colli di Bergamo
Associazione "perilVillaggio"

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