Giustizia per Giulio Regeni

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Nelson Mandela ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Ambasciata italiana

Spesso i diritti umani vengono violati anche in Paesi, almeno apparentemente, democratici. Purtroppo, come è ormai chiaro, la globalizzazione, l'interconnessione tra le diverse comunità ha creato gravi danni oltre che immensi benefici. Una di questi è l'odio che spesso si maschera da vendetta, presente nell'ideologia delle comunità non occidentali, quelle costrette ad abbandonare abitudini, tradizioni e rituali per sostituirli con altri rigorosamente occidentalizzati. Ecco, dunque, che nascono come afferma Jean Baudrillard in "Spirito del terrorismo", le diverse forme di terrorismo, ovvero quell'instancabile forza che non teme la morte e, per questa ragione, risulta essere più forte di un Occidente industrializzato, ormai avanguardia del resto del mondo. L'impatto di queste forme di ribellione sulla parte ovest del globo è assordante, brutalmente pericoloso perché mette in pericolo tutti i cittadini, in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. Sarà un terrorista? Sarà un semplice cittadino? Allora la paura si fa sentimento comune, quello che Jung chiamava "inconscio collettivo" proprio per indicare qualcosa che, ormai, si è radicato nelle coscienze di ciascuno, indipendentemente dalla lingua, colore e classe sociale, siamo tutti spaventosamente in pericolo. Questo Giulio lo sapeva, ma nonostante questo ha voluto impegnarsi continuando a studiare in Egitto, per portare a termine la sua ricerca sui sindacati indipendenti egiziani, perché il suo desiderio di conoscere aveva ridotto a pezzi la paura dell'altro, quella che spesso assume le vesti del "razzismo". Se tutti noi facessimo come Giulio, certo riusciremmo a ridurre il carburante inghiottito dalle forze statali, non solo egiziane, che per l'appunto invitano alla violenza, al non rispetto delle persone sopratutto per le donne (si pensi a Sara Hegazy) e al timore, in passato associato all'onnipotenza di dio, proprio per convincere l'uomo della sua inferiorità. Tale carburante è per l'appunto la paura che porta l'uomo a perdere il suo spirito critico, a trasformarlo in un ottuso operaio del sistema che come Wiston Smith del celebre romanzo di George Orwell, ripudia la sua condizione di cittadino che, in quanto tale, libero di esprimere le sue idee, critiche e opinioni, anche se potrebbero risultare scomode alla macchina statale che, per l'appunto, vive di consensi. Dunque l'unica cosa da fare è lottare per ottenere giustizia e sconfiggere quel timore e tremore che fa dell'uomo un essere esternamente incosciente ed incapace. 

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