NO ALL'OBBLIGO DELLE SURROGHE DEI PRESIDENTI DI SEGGIO PER I DIPENDENTI CAPITOLINI

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come dipendente di Roma Capitale disapprovo la firma apposta dalle organizzazioni sindacali all’accordo dell’8 ottobre u.s. per il servizio di surroga dei presidenti di seggio elettorale in occasione del referendum consultivo dell’11 novembre 2018.
La surrogazione dei Presidenti di Seggio NON è in capo al dipendente capitolino ma al Sindaco. In altre città il primo cittadino delega a questo compito gli abitanti che richiedono volontariamente di effettuarlo e che risultino iscritti all'Abo dei presidenti di seggio, dando un'opportunità a studenti, disoccupati, ecc, di poter usufruire dei compensi economici legati alle attività elettorali.
Nell'accordo citato non c'è traccia del fatto che altre grandi città NON OBBLIGHINO i dipendenti comunali ad effettuare tale attività e non c'è traccia alcuna del coinvolgimento per le surroghe dei Presidenti di Seggio degli strapagati dirigenti di Roma Capitale e delle Aziende collegate, che in quanto a deleghe del Sindaco dovrebbero essere i primi ad essere investiti di tali compiti.
La disponibilità per il lavoro straordinario, poi, è volontaria è NON PUÒ ESSERE IMPOSTA.
Il modo in cui come dipendenti veniamo trattati è offensivo della nostra dignità come persona e come lavoratrice/tore, e non può essere barattata con qualsivoglia cifra di ore straordinarie (visto che per esempio il rappresentante del sindaco, per un impegno di pari tempo, riceve un compenso superiore, a fronte di responsabilità’ non paragonabili).
Tanto premesso, esprimo il mio NO ALLE SURROGHE e chiedo il ritiro dell'accordo dell'8 ottobre 2018!



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