PETIZIONE CHIUSA

ORA BASTA! Al bando immagini e messaggi violenti , prima che sia troppo tardi

Questa petizione aveva 350 sostenitori


"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare." (Bertolt Brecht)

Nei piccoli intervalli che la nostra vita lavorativa e familiare ci regala, ci capita spesso di intrattenerci a guardare qualcuno dei più noti social come Facebook, Twitter ….. Guardiamo post di amici, di personaggi pubblici e lo facciamo distrattamente quasi come si sfoglia un giornale dal parrucchiere.
In questi ultimi tempi però stiamo assistendo sempre più spesso a dichiarazioni, post, twitter, intrisi di una violenza verbale e psicologica inaccettabile, pieni di sottintesi ed assolutamente privi di precauzioni nei confronti del fruitore finale di tali messaggi. Si tratta in genere di messaggi omofobi, sessisti, misogini , razzisti. Così qualche  sera fa molti di noi, donne e uomini di scuola, hanno visto pubblicato in prima serata, proprio nella ' fascia protetta', il post di un parlamentare europeo riguardante due donne rom rinchiuse in una sorta di gabbia e riprese dai due dipendenti della Lidl che le avevano soprese a frugare in un cassonetto del medesimo supermercato.
Questo esimio parlamentare, che ci rappresenta in Europa, ha condiviso il video dei due giovani uomini e nella didascalia di accompagnamento, oltre a difendere l'operato dei due dipendenti, ha usato parole di disprezzo nei confronti delle due donne e ha concluso il tutto con l’oltraggioso hashtag “ RUSPA”. Pochi giorni prima il medesimo personaggio politico, sempre su Facebook, aveva incitato i cittadini alla caccia porta a porta dei clandestini , anche in questo caso con l’evidente intento di istigazione alla violenza.

Come cittadini e come insegnanti ci sentiamo in dovere di ricordare cosa recita l'articolo 13 della nostra Costituzione :
"La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge …….E` punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà."
Alla luce di questo articolo della Costituzione, pensiamo che questo tipo di violenza verbale e di immagini che si insinua nelle nostre case, dentro ai nostri smartphone, ma soprattutto negli occhi dei nostri figli, non sia ormai più ammissibile.

ORA BASTA !
Chiediamo quindi  alle nostre più alte cariche dello Stato, al nostro Governo, al team di Facebook , ed ancor più a chi si occupa specificatamente di tali questioni che si ponga un margine serio e vincolante alla diffusione di questo tipo di immagini e di dichiarazioni.

Non possiamo rassegnarci all’idea di far crescere le nuove generazioni in un universo di tale violenza , di tale razzismo e di tale oscurantismo.

Se i rappresentanti delle nostre istituzioni sono i primi a non rispettare i più elementari codici di vivere civile, non possiamo sorprenderci se la violenza, il bullismo e il cyberbullismo si diffondono in modo così preoccupante. Non volgiamo assuefarci a questo modo di comunicare nè pensare che quanto accaduto nella bacheca del nostro europarlamentare o di chiunque altro possa passare come cosa “normale”.

Per questo a gran voce diciamo : ORA BASTA!
Chiediamo regolamenti seri che tutelino le persone, i nostri figli, i nostri bambini da queste volgari violenze mediatiche.
Invitiamo tutto il mondo della scuola, chi è impegnato nelle istituzioni e quanti provano preoccupazione, orrore ed angoscia di fronte a tali messaggi a sottoscrivere questo nostro appello .
Abbiamo fiducia che saremo tantissime e tantissimi .

BASTA ! Prima che sia troppo tardi, come successo in un passato fin troppo recente .

Mirella Cocchi ,Carrara -  Francesca Pontani , Monza 

Benita Licata , Palermo  -Titti Cimmino , Somma Vesuviana

 

 



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