CANCELLAZIONE del Piano di conservazione e gestione del Lupo in Italia

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Cancellazione del Piano di conservazione e gestione del Lupo e Richiesta Applicazione "Legge-quadro in materia di incendi boschivi" Legge 21 novembre 2000, n. 353.

Quarantaquattro mila ettari di devastazione ambientale, oltre 17 milioni di animali uccisi, tra mammiferi, rettili, volatili e insetti, secondo quanto riportato nel ‘Dossier incendi 2017’realizzato da Legambiente sulle stime della Coldiretti, novecento milioni di euro di danni che vanno a sommarsi agli otto miliardi di euro se si prende in considerazione il periodo dal 2010 ad oggi.
Senza contare la distruzione della biodiversità, tipica della nostra macchia mediterranea, che non ha prezzo. Il sud ed il centro sud annoverano numeri di interventi da scontri bellici da parte delle varie forze intervenute, operazioni compiute anche con l’apporto di costosi mezzi aerei che non hanno comunque supplito alla mancanza di quelle preziose, fondamentali, figure professionali che erano abilitate alla dissuasione e all’eventuale pronto intervento a ‘terra’, una parte delle quali è poi confluita nella Benemerita. Infine,ma non ultimi, i mancati introiti derivanti dal turismo che ha immancabilmente risentito di questo sfacelo
ed è a fronte di tutto ciò che.
CHIEDIAMO
• Come assicurarci che la legge 353/2000 (“legge quadro in materia di incendi boschivi”)http://www.camera.it/parlam/leggi/00353l.htm nell'art 10 comma 1 chiediamo principalmente che venga quantomeno applicata questo articolo
FUNZIONI AMMINISTRATIVE
E SANZIONI
Art. 10.
(Divieti, prescrizioni e sanzioni)
1. Le zone boscate ed i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio per almeno quindici anni. È comunque consentita la costruzione di opere pubbliche necessarie alla salvaguardia della pubblica incolumità e dell’ambiente. In tutti gli atti di compravendita di aree e immobili situati nelle predette zone, stipulati entro quindici anni dagli eventi previsti dal presente comma, deve essere espressamente richiamato il vincolo di cui al primo periodo, pena la nullità dell’atto. È inoltre vietata per dieci anni, sui predetti soprassuoli, la realizzazione di edifici nonché di strutture e infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili ed attività produttive, fatti salvi i casi in cui per detta realizzazione sia stata già rilasciata, in data precedente l’incendio e sulla base degli strumenti urbanistici vigenti a tale data, la relativa autorizzazione o concessione. Sono vietate per cinque anni, sui predetti soprassuoli, le attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche, salvo specifica autorizzazione concessa dal Ministro dell’ambiente, per le aree naturali protette statali, o dalla regione competente, negli altri casi, per documentate situazioni di dissesto idrogeologico e nelle situazioni in cui sia urgente un intervento per la tutela di particolari valori ambientali e paesaggistici. Sono altresì vietati per dieci anni, limitatamente ai soprassuoli delle zone boscate percorsi dal fuoco, il pascolo e la caccia.,disattesa dalle Regioni colpite, venga recepita dai nostri legislatori ed amministratori locali in tempi brevi, le aree colpite dagli incendi siano realmente sottoposte a vincolo senza alcuna deroga .

Piano Lupi .

La recente petizione di Arnold Schuler (SVP) assessore provinciale all'agricoltura, foreste, protezione civile e comuni della Provincia Autonoma di Bolzano chiede:

“Sul piano europeo, che si adottino immediatamente le necessarie misure per abbassare il livello di tutela del lupo;
Sul piano nazionale, che si adottino immediatamente le necessarie misure per rendere possibile il prelievo controllato del lupo in Alto Adige, in armonia con le direttive europee.”
Vuole cioè rendere i lupi cacciabili in modo da offrire risposte facili al suo elettorato di cacciatori/allevatori/agricoltori impermeabili a qualunque informazione scientifica e alle efficaci buone pratiche di prevenzione dei danni. Non dimentichiamo che, nella regione Trentino Alto Adige/Südtirol e quindi anche nella Provincia Autonoma di Bolzano, nel prossimo autunno si voterà e l’SVP deve darsi immagine maschia, forte e autoritaria (mai autorevole). Noi, e quanti sottoscriveranno questa nostra petizione, siamo decisamente contrari a tali proposte che consideriamo fuori da ogni logica.

NOI chiediamo invece che venga subito cancellato .e che si rispetti i regolamenti dell'UE,e che lo stato Italiano segua i consigli degli esperti dopo gli studi fatti come riconosciuto dall'università di Oxford 
https://academic.oup.com/mbe/article/34/9/2324/3855352

1.      Che si respingano le pretese di abbassare il grado di protezione elevandolo;

2.      Che si educhi la popolazione all’uso dei metodi di prevenzione che si sono, ampiamente, dimostrati efficaci laddove sono realizzati correttamente;

3.      Che si adottino finalmente risolute ed efficaci strategie atte a eliminare il fenomeno del bracconaggio;

4.      Che non si diano ulteriori possibilità di uccisione (oltre ai casi eccezionali già previsti dalle norme vigenti, ma mai presentatisi) in armonia con le direttive europee.

Premesso che il lupo non attacca l’uomo e preda animali d’allevamento quando li trova incustoditi, il territorio alto atesino avrebbe diritto a una gestione, concretamente, a favore di ambiente e animali e della convivenza civile tra la sfera di antropizzazione e la sfera di vita selvatica che in molte occasioni si sovrappongono e possono convivere con reciproco vantaggio; una gestione a favore del reinsediamento naturale dei lupi e contraria all’attuale sovra sfruttamento dell’ambiente. La presenza dei grandi carnivori e della ricca fauna selvatica avrebbe potuto essere occasione di crescita culturale e civile qualificata dal punto di vista della sostenibilità ambientale, e invece ancora una volta si sceglie la strada dell’arroccamento su posizioni arcaiche e prive di alcuna giustificazione né scientifica né economica né di evoluzione culturale.

Il turismo qualificato ama le aree dove gli ambienti e gli animali selvatici sono realmente tutelati; proprio adesso che le misure lungimiranti prese in passato stanno dimostrando efficacia e i lupi tornano, del tutto spontaneamente, a ripopolare le montagne non si può tornare indietro e demolire il lavoro paziente di quarant’anni a protezione di animali preziosissimi per il mantenimento di un equilibrio ecologico perfetto che solo gli animali selvatici possono garantire e non l’intervento sparatutto di cacciatori presi dalla frenesia sanguinaria.

• Non troverebbe giusto e sensato, come lo è per noi, che dopo tanti danni e sofferenze alla fauna selvatica si imponesse una forte limitazione alla stagione venatoria, come del resto ha chiesto l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione Ricerca e Ambientale) in un’accorata nota alle Regioni?

• Non auspicherebbe anche Lei, come noi, che eventuali finanziamenti da elargire allo scopo di mettere in sicurezza e rimboschire le zone colpite venissero attivati solo nell’assoluta certezza che questi non vadano a premiare organizzazioni, enti o singoli individui che potrebbero speculare sul disastro?

• Non troverebbe giusto, alla luce del fallimento del sistema anti incendi boschivo regionale, di valorizzare l’esperienza ultradecennale delle figure D.O.S (Direttore Operazioni di Spegnimento), già appartenenti all’ex CFS Corpo Forestale dello Stato, oggi Carabinieri Forestali?

• Analogamente, perché non ripristinare le numerose figure professionali, un tempo esistenti, abilitate alla prevenzione, alla sorveglianza e allo spegnimento degli incendi “a terra”, piuttosto che puntare sull’uso tout court dei mezzi aerei, incommensurabilmente più costosi e da attivare solo in casi di particolare emergenza e/o in zone inaccessibili ai mezzi da terra?

Teniamo a sottolineare, Signor Presidente, che questa richiesta di sostegno e aiuto nasce da una forte reazione partita dalle costituiti in associazioni
di tutela animali e ambiente, hanno unito le loro forze per dar voce all'indignazione delle popolazioni.
Questa vivace partecipazione,un disperato appello alle istituzioni della Repubblica Italiana e una speranza di sentire vicina la presenza di quest’ultima, augurandoci non resti disattesa.
Chiediamo, quindi, che si mostrino segnali forti sia per bloccare la tracotanza di chi ha voluto così barbaramente ferire una parte consistente del territorio italiano,e sopratutto che si elimini la mentalità di azioni e soluzioni con metodi barbari.





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