APPLICAZIONE "Legge-quadro in materia di incendi boschivi" http://www.camera.it/parlam/leg

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Richiesta Applicazione
"Legge-quadro in materia di incendi boschivi"
Legge 21 novembre 2000, n. 353

Alla cortese attenzione del Presidente della Repubblica italiana, Egregio Signor  Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Onorevole Sergio Costa
Gent.mo Ministro Sergio Costa,
come Lei ben sa i nostri territori sono stati caratterizzati da continui e violenti incendi che hanno distrutto l’Italia da nord a sud.
Alcuni territori hanno pagato più di altri, in termini di vite umane e disastri paesaggistici con conseguenti stragi degli animali . 
Quarantaquattro mila ettari di devastazione ambientale, oltre 17 milioni di animali uccisi, tra mammiferi, rettili, volatili e insetti, secondo quanto riportato nel ‘Dossier incendi 2017’realizzato da Legambiente sulle stime della Coldiretti, novecento milioni di euro di danni che vanno a sommarsi agli otto miliardi di euro se si prende in considerazione il periodo dal 2010 ad oggi.
Senza contare la distruzione della biodiversità, tipica della nostra macchia mediterranea, che non ha prezzo!
Quindi chiediamo a Lei, Sig.Ministro ,di dare voce ai tanti animali morti applicando la legge quadro in materia di incendi boschivi di cui, per chiarezza, riportiamo di seguito l'art.10  per le tante persone che aderiranno a questa richiesta .

• legge 353/2000 (“legge quadro in materia di incendi boschivi”)
http://www.camera.it/parlam/leggi/00353l.htm

FUNZIONI AMMINISTRATIVE E SANZIONI Art. 10.
(Divieti, prescrizioni e sanzioni)
1. Le zone boscate ed i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio per almeno quindici anni. È comunque consentita la costruzione di opere pubbliche necessarie alla salvaguardia della pubblica incolumità e dell’ambiente. In tutti gli atti di compravendita di aree e immobili situati nelle predette zone, stipulati entro quindici anni dagli eventi previsti dal presente comma, deve essere espressamente richiamato il vincolo di cui al primo periodo, pena la nullità dell’atto. È inoltre vietata per dieci anni, sui predetti soprassuoli, la realizzazione di edifici nonché di strutture e infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili ed attività produttive, fatti salvi i casi in cui per detta realizzazione sia stata già rilasciata, in data precedente l’incendio e sulla base degli strumenti urbanistici vigenti a tale data, la relativa autorizzazione o concessione. Sono vietate per cinque anni, sui predetti soprassuoli, le attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche, salvo specifica autorizzazione concessa dal Ministro dell’ambiente, per le aree naturali protette statali, o dalla regione competente, negli altri casi, per documentate situazioni di dissesto idrogeologico e nelle situazioni in cui sia urgente un intervento per la tutela di particolari valori ambientali e paesaggistici. Sono altresì vietati per dieci anni, limitatamente ai soprassuoli delle zone boscate percorsi dal fuoco, il pascolo e la caccia.,disattesa dalle Regioni colpite, venga recepita dai nostri legislatori ed amministratori locali in tempi brevi, le aree colpite dagli incendi siano realmente sottoposte a vincolo senza alcuna deroga .

• Non troverebbe giusto e sensato, come lo è per noi, che dopo tanti danni e sofferenze alla fauna selvatica si imponesse una forte limitazione alla stagione venatoria, come del resto ha chiesto l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione Ricerca e Ambientale) in un’accorata nota alle Regioni?

• Non auspicherebbe anche Lei, come noi, che eventuali finanziamenti da elargire allo scopo di mettere in sicurezza e rimboschire le zone colpite venissero attivati solo nell’assoluta certezza che questi non vadano a premiare organizzazioni, enti o singoli individui che potrebbero speculare sul disastro?

• Non troverebbe giusto, alla luce del fallimento del sistema anti incendi boschivo regionale, di valorizzare l’esperienza ultra decennale delle figure D.O.S (Direttore Operazioni di Spegnimento), già appartenenti all’ex CFS Corpo Forestale dello Stato, oggi Carabinieri Forestali?

• Analogamente, perché non ripristinare le numerose figure professionali, un tempo esistenti, abilitate alla prevenzione, alla sorveglianza e allo spegnimento degli incendi “a terra”, piuttosto che puntare sull’uso dei mezzi aerei, incommensurabilmente più costosi e da attivare solo in casi di particolare emergenza e/o in zone inaccessibili ai mezzi da terra?

Teniamo a sottolineare, Signor Ministro , che questa richiesta di sostegno e aiuto nasce da una forte reazione delle tante persone interessate al nostro habitat e alla
 tutela degli animali e dell'ambiente e chiediamo, quindi, che si mostrino segnali forti.

email : grupporandagioonlus@gmail.com

 



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