#iostoconmomo salviamo i bambini da una sentenza ingiusta

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Caro Ministro Bonafede,

ci rivolgiamo soprattutto a Lei in qualità di primo garante della Giustizia di questo Paese.

Le chiediamo di intervenire per salvare i 100 bambini del nido e scuola d'infanzia La locomotiva di Momo di Milano, condannata dalla Corte d'Appello a cessare la sua attività, a seguito di una sentenza ingiusta e lesiva dei diritti civili dei bambini.

La sentenza dice : «... la destinazione dell'immobile ad uso asilo determina l'esercizio di un'attività che rientra tra quelle specificatamente vietate dal regolamento condominiale essendo l'asilo una scuola ove si pratica notoriamente anche musica e canto...», quando nel regolamento condominiale dello stabile si sancisce che «è vietato destinare gli alloggi a uso sanitario, gabinetti di cura, ambulatorio per malattie infettive e contagiose, scuole di musica, canto e ballo e pensioni».

Questa sentenza afferma che i bambini non hanno gli stessi diritti degli altri cittadini, essi vengono giudicati sulla base di un’idea, che sono dei disturbatori per nascita.

I giudici della Corte d'Appello di Milano non si sono attenuti alla Giurisprudenza prevalente della Suprema Corte che detta chiaramente i canoni ermeneutici da utilizzare in analoghi casi.

Ci domandiamo perché prevalga l'opinione soggettiva di un giudice, non supportata da alcuna motivazione di diritto né da un'interpretazione innovativa dello stesso.

Ci domandiamo come possa un regolamento condominiale non essere immediatamente chiaro e indubbio, al punto da provocare la cessazione di una felice attività imprenditoriale che dà lavoro a 24 persone.

I fatti in sintesi:

La locomotiva di Momo è un premiato nido e scuola d'infanzia all'avanguardia, di Milano, che ospita 100 famiglie con bambini dai 6 mesi ai 5 anni. Nato nel 1996, nel 2012 cambia sede e si trasferisce negli spazi commerciali di un condominio sito in via Anfossi 36. Gli ampi spazi, circa 700mq, vengono ristrutturati e messi a norma per la sicurezza dei bambini e garantire al palazzo e ai suoi inquilini il silenzio.

La struttura infatti ha un suo ingresso indipendente ed è interamente insonorizzata, come certificato anche da ARPA e da perizie private di tecnici accreditati.

Cionostante è subito nata una lite tra chi ci ha locato gli spazi ed il condominio, lite che ci vede oggetto e vittima.

Durante la fase avanzata dei lavori di ristrutturazione dei locali, l’assemblea condominiale assunse una delibera in cui si dichiarava contraria all’apertura dell’asilo per contrasto con il regolamento condominiale sulla destinazione d’uso dell’immobile rispetto a quella indicata nel rogito d’acquisto. La proprietaria dell”immobile impugnava la suddetta delibera per svariati punti tra cui che il rogito non conteneva nessuna destinazione d’uso specifica, e il condominio si difendeva con domanda riconvenziale chiedendo la cessazione dell’attività di asilo nido. L’asilo nido viene chiamato in causa dalla stessa proprietaria dell’immobile per giustificare le attività ad esso correlate.

Il giudice di prime cure acquisice in maniera errata un documento fondamentale per la causa, relativo alla destinazione d’uso, la CIAL presentata al Settore Edilizia, condannando l’asilo a cessare l’attività, per cambio di destinazione d’uso da ufficio ad asilo.

La Corte d’Appello sospese l’efficacia esecutiva della sentenza di primo grado ma una nuova Corte d’Appello, il 31 luglio di questo anno, condanna l’asilo a chiudere, pur accertando che alcun cambio di destinazione d’uso è stato effettuato ma dichiarando che l’asilo nido viola il regolamento perché equiparabile ad una scuola di musica, canto e ballo.

La locomotiva di Momo viene condannata a chiudere perché è noto che i bambini negli asili cantano e ballano. E quindi? Possono anche cantare e ballare, cosa che onestamente non è nelle proirità loro né del nostro progetto educativo, ma questo non significa che creino disturbo, né che un asilo nido diventi automaticamente una scuola di musica o canto. Così come non si può vietare il canto e il ballo nelle case.

Sembra quasi che i bambini siano ritenuti portatori del gene del disturbo.

Chi equipara un nido o una scuola dell'infanzia a scuole di musica, canto e ballo mostra di non conoscere i servizi educativi per bambini da 0 a 6 anni, in cui si onorano le loro intelligenze con progettualità alte, e omaggia un'idea di educazione incerta tra il karaoke organizzato e il rito mesto.

Quello che sta accadendo oggi a noi può accadere anche ad altre realtà private e comunali ospitate in condominio. E ricordiamoci che nelle grandi città la maggior parte dei nidi privati ha sede all'interno di condominii, svolgendo un servizio di pubblica utilità e di primaria importanza per le famiglie di oggi, considerando l'insufficienza di posti nei nidi pubblici.

È compito suo, Ministro, assicurare il corretto funzionamento della Giustizia.

Auspichiamo un Suo intervento.

Cinzia e Giuliana D'Alessandro, titolari della Locomotiva di Momo

 



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