Giustizia per Roberto Morbiato

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Roberto Morbiato è un'altra vittima della Giustizia Italiana, entrato nel vortice di questa macchina infernale non riesce ad ottenere giustizia.

Dopo 4 anni di sofferenza fisica e morale si è visto condannato dal Giudice a risarcire alll'Ente Comunale le spese giudiziarie per aver lui stesso CHIESTO un risarcimento dei gravi danni subiti per una caduta dalla bicicletta a causa di una cattiva manutenzione di un sottopassaggio ciclopedonale e dopo aver segnalato lui stesso la presenza di condizioni pericolose in quel tratto di strada, che dopo sono state la causa della sua caduta. Dopo 4 anni nonostante le segnalazioni, le cadute (perchè in quello stesso punto sono caduti anche altri cittadini) non si è ancora provveduto a mettere in sicurezza il sottopassaggio. La sentenza del giudice ( sotto allegata) ha premiato la negligenza ed il menefreghismo dei tecnici responsabili ed ha punito il cittadino che aveva segnalato questo pericolo e questo grave disimpegno.

Una sentenza favorevole avrebbe invece attivato positivamente quegli Enti negligenti e colpevoli di menefreghismo di intervenire anche in altre situazioni simili e di adeguare con piccoli interventi di manutenzione la sicurezza stradale per la vita di tanti ciclisti e pedoni. Invece hanno vinto le chiacchiere, il bullismo, il passaggio di responsabilità tra un ente e l'altro, la mancanza di rispetto verso i propri concittadini.

Roberto Morbiato vuole invece che i responsabili di questa sentenza ed i responsabili dei fatti accaduti descritti in questa sentenza siano puniti severamente.

Si allega la sentenza:

2226/18 sent.
9872/16 reg. gen.
8304/18 cron.
5370/18 rep.
TRIBUNALE DI PADOVA
SECONDA SEZIONE CIVILE
VERBALE DELLA CAUSA nr. R.G. 9872/2016
TRA
ROBERTO MORBIATO
ATTORE
CONTRO
COMUNE DI VIGONZA
CONVENUTO
Successivamente oggi 28 novembre 2018 ad ore 9,20 avanti alla dott.ssa Irene Cecchetto, sono comparsi l'avv. Salerno Vincenzo per l'attore e l'avv. Capovilla in sostituzione dell'avv. Angelantonio Testa.
Il procuratore attoreo precisa le proprie conclusioni come da foglio di conclusioni depositato il 21 novembre 2018 e si riporta alla propria nota conclusionale depositata in pari data.
Il procuratore del convenuto precisa le proprie conclusioni come da foglio di conclusioni depositato il 27 novembre 2018 e si riporta alla propria nota autorizzata depositata in data 21 novembre 2018.
Entrambi i procuratori contestano il contenuto della nota conclusionale avversaria.
Ad ore 17,00 il Giudice pronuncia sentenza ex art. 281 sexies c.p.c. dandone lettura.
Il Giudice
dott. Irene Cecchetto

 

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI PADOVA
SECONDA SEZIONE CIVILE
Il Tribunale, nella persona del Gludice dott. Irene Cecchetto ha pronunciato ex art. 281 sexies c.p.c. la seguente
SENTENZA
nella causa civile di I Grado iscritta al n. R.G.9872/2016
TRA
ROBERTO MORBIATO
c.f. MRBRRT61L20G224U
rappresentato e difeso dall'avv. Vincenzo Salerno con domicilio eletto presso il suo studio sito in Padova via Tommaseo n. 70
ATTORE
CONTRO
COMUNE DI VIGONZA
c.f. 80010350280
rappresentato e difeso dall'avv. Angelantonio Testa con domicilio eletto presso il suo studio sito in Padova, via Zabarella n. 64
CONVENUTO
OGGETTO: Responsabilità da fatto illecito ex art.2051 С.С.
RAGIONI DELLA DECISIONE
Roberto Morbiato ha convenuto in giudizio il Comune di Vigonza per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali a seguito di una caduta avvenuta in data 9 ottobre 2014 alle ore 17,30 mentre percorreva in sella alla sua bicicletta il sottopasso, nel tratto in salita, che da via Carpane conduce a via Matteotti, a causa delle insidiose condizioni della sede stradale.
Il Morbiato sosteneva di aver riportato danni patrimoniali e non patrimoniali per euro 24.748,00
Si costituiva il convenuto il quale contestava la propria responsabilità e la quantificazione dei danni.
L'istruttoria orale ha dimostrato che in particolare che il sottopassaggio tra via Carpane e via Matteotti costituisse insidia o trabocchetto nell'occorso l'assunto attoreo e chiedeva il rigetto delle domande attoree.
La causa è stata istruita con acquisizione delle produzioni documentali, assunzione della prova testimoniale richiesta e ammessa e c.t.u. medico-legale affidata al dott Luigi Sergolini.
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In tema di responsabilità ex art. 2051 c.c. è onere del danneggiato provare il fatto dannoso ed il nesso causale tra la cosa in custodia ed il danno e, ove la prima sia inerte e priva di intrinseca pericolosità, come nel caso in esame, dimostrare, altresì, che lo stato dei luoghi presentava un obiettiva situazione di pericolosità, tale da rendere molto probabile, se non inevitabile, iI verificarsi del secondo, nonché di aver tenuto un comportamento di cautela correlato alla situazione di rischio percepibile con l'ordinaria diligenza, atteso che il caso fortuito può essere integrato anche dal fatto colposo dello stesso danneggiato (cfr. Sez. 6- 3, Ordinanza n. 11526 del 11/05/2017 la quale ha statuito che le condizioni di dissesto del marciapiede erano ben note all'attore che abitava nelle vicinanze e che lo strato di foglie era idoneo a provocare una caduta, per cui l'attore avrebbe dovuto astenersi dal transitare per quel tratto di strada)
Il comportamento imprudente del danneggiato che incide sul dinamismo causale sino ad interrompere il nesso va valutato in rapporto alla intrinseca pericolosità della cosa e al grado di prevedibilità e di evitabilità della situazione di pericolo attraverso delle ordinarie cautele.
Ciò premesso si rileva che nel caso concreto è incontroverso che Morbiato rientrando dal lavoro, è caduto mentre percorreva in sella alla propria bicicletta il tratto in salita del sottopasso tra via Carpane e via Matteotti.
Il sottopasso in questione è un sottopassaggio ferroviario con corsia ciclo-pedonale dotato di illuminazione pubblica (circostanza pacifica ex art. 115 c.p.c.).
Riguardo alle condizioni dei luoghi, è pacifico (art. 115 c.p.c.) che il tratto in questione al momento dell'incidente era illuminato; ed è emerso dall’istruttoria orale che Il sottopasso al momento dell'incidente era coperto di muschio, fango e pozze d'acqua (v. deposizione testimoniale di Letizia Barbiero e Maria Beatrice Morbiato, rispettivamente moglie e figlia dell'attore, accorse su luoghi nell’immediatezza del fatto; e di Legato Cristoforo dipendente del Comune che si occupa anche di manutenzione delle strade e che dopo il sinistro ha eseguito un sopralluogo in data 22.10.2014 ha dato disposizione che fosse eseguita la pulizia del sottopasso con una idropulitrice perché c'era del muschio e della fanghiglia).
Lo stato del luoghi, quindi, era idoneo a provocare una caduta dalla bicicletta.
Ciò detto si rileva che l'istruttoria orale ha altresì dimostrato che il sottopasso è sempre in queste condizioni anche quando non piove e anche durante la bella stagione (v. deposizione testimoniale di Vittorina Simionato che abita a circa 300 metri dal sottopasso e che lo percorre abitualmente a piedi e in bicicletta e deposizione di Legato Cristoforo che ha riferito che nel sottopasso sono presenti dei muri di controterra che presentano dei rigoli d'acqua non costanti perché la terra à impregnata di acqua, che favoriscono il formarsi di muffe sia sul muro che sulla sede stradale. La pioggia non è la causa del fenomeno ma lo incrementa).
Nonché che le condizioni di pericolosità del sottopasso erano ben note all'attore (vedi deposizione di Letizia Barbiero, moglie del Morbiato, la quale dopo aver dichiarato "certo che ho visto muschio, il fango e le pozze d'acqua" ha riferito che prima del sinistro il marito le diceva che il sottopasso presentava “questo problema qua” e di Maria Beatrice Morbiato, figlia dell'attore, la quale ha riferito che del sottopasso si parlava, non solo i suoi genitori, ma anche i vicini e gli amici perché non era pulito. Era sempre stato pericoloso, quale utilizzava quotidianamente il sottopasso, più volte al giorno, per recarsi al lavoro.
Nel caso in esame non si trattava affatto di un pericolo occulto in quanto l'idoneità delle condizioni del sottopasso a provocare una caduta da bicicletta era facilmente percepibile, circostanza che avrebbe dovuto Indurre Morbiato ad astenersi dal transitare per Il sottopasso* o al più a percorrerlo a piedi tenendo in mano la bici atteso che mantenere in equilibrio una bicicletta su terreno bagnato e scivoloso, peraltro in salita, è oltremodo difficoltoso.
Il pericolo creato dalla presenza di fango, muffa e acqua nel sottopasso era quindi superabile tenendo un comportamento ordinariamente cauto.
(* Solo per completezza si rileva che solo in nota conclusionale e, quindi, tardivamente l'attore ha dedotto di non poter evitare il sottopasso per andare al lavoro. Si tratta pertanto di allegazione inammissibile, oltre che del tutto sfornita di prova, di cui non si terrà alcun conto. Peraltro, dall'istruttoria orale à emerso chiaramente che il sottopasso non è l'unica via percorribile. La teste Vittorina Simionato, che abita e circa 300 metri dal sottopasso, infatti, ha riferito che lei lo utilizza sempre per andare, a piedi o in bicicletta, da casa sua al centro di Vigonza e che fare il giro dall'altra parte” comporta un allungamento della strada da percorrere di circa 800. Il pericolo creato dalla presenza di fango, muffa e acqua nel sottopasso era quindi superabile tenendo un comportamento ordinariamente cauto.)
Le domande di risarcimento del danno devono pertanto essere rigettate, anche la domanda ex art. 2043 с.с. non avendo l'attore valorizzato elementi diversi da quelli già esaminati e considerato che la condotta colposa del danneggiato è consistita in una imprudenza così grave da rendere irrilevante la precedente condotta colposa di terzi.
Le spese della consulenza tecnica d'ufficio e le spese legali, liquidate come da dispositivo in base ai valori medi del D.M. 55/2014 dello scaglione da euro 5.200,01 ad euro 26.000,00 per le prime tre fasi (euro 875,00+740+1.600,00) tenuto conto del valore della domanda iniziale (euro 24.748,00), e dello scaglione da euro 1.100,01 ad euro 5.200,00 per la fase decisionale (euro 810,00), tenuto conto del valore della domanda all'odierna udienza (euro 4.740,93 v. foglio di conclusioni), seguono la soccombenza.
P.Q.M
Il Tribunale, definitivamente pronunciando nella causa R.G. 9872/2016, ogni altra istanza disattesa o assorbita, cosi dispone:
1) rigetta le domande attoree;
2) pone in via definitiva le spese di consulenza tecnica a carico dell'attore;
3) condanna l'attore a rifondere al convenuto le spese di lite che liquida nella somma di euro 4.025,00 per compenso, oltre spese generali (15%), iva, se dovuta, c.p.a.
Il Giudice
dott. Irene Cecchetto
IL CANCELLIERE
Marilena Paiarin
LA PRESENTE SENTENZA E' STATA DEPOSITATA IN CANCELLERIA ADDİ 29/11/2018



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