La RU486 non è un veleno, è un diritto. Rimozione dei cartelloni antiabortisti a Pistoia.

La RU486 non è un veleno, è un diritto. Rimozione dei cartelloni antiabortisti a Pistoia.

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Donne Democratiche Pistoia ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Alessandro Tomasi Sindaco di Pistoia e a

Il Coordinamento Donne CGIL Pistoia, il Coordinamento Donne SPI CGIL Pistoia e la Conferenza delle Donne Democratiche di Pistoia chiedono a tutte le autorità cittadine, al Sindaco Alessandro Tomasi, alla Presidente della Società della Salute di Pistoia e Assessora alle Pari Opportunità Anna Maria Celesti, al Prefetto di Pistoia Gerlando Iorio la rimozione dei manifesti antiabortisti affissi a Pistoia contro la RU486.  

Sono stati affissi anche a Pistoia degli enormi manifesti con l’immagine di una donna a terra, morta o svenuta, con accanto una mela con le evidenti tracce di un morso, prodotti dalla “Associazione pro vita e famiglia” che ci chiedono “Prenderesti mai del veleno? Stop alla pillola abortiva RU486 – mette a rischio la salute e la vita della donna e uccide il figlio che ha in grembo”.

Manifesti intollerabili ed irrispettosi, che provocano sdegno e che ci spingono a denunciare un atto scandaloso privo di qualsiasi fondamento scientifico ed a chiederne l’immediata rimozione.

Riteniamo che i manifesti debbano essere rimossi per queste ragioni.

In primo luogo, il messaggio che veicolano è falso, fuorviante e terroristico. In quanto la RU 486 è un farmaco abortivo ritenuto tra i più sicuri metodi di interruzione, come da parere del Consiglio superiore di sanità (siamo ancora il Paese di cui 10 mila donne all’anno rischiano la vita, quelle si, per aborti illegali).

In secondo luogo, definire veleno un farmaco introdotto ufficialmente in Italia dal 2009 prevedrebbe una denuncia da parte dell’AIFA per travisate informazioni scientifiche (così come già richiesto dall’UDI), proprio in questo delicato momento storico, in cui servirebbe infondere fiducia e speranza nella ricerca scientifica e farmacologica per la cura di un virus e la tutela della salute delle persone.

In terzo luogo, la collocazione dei cartelloni, nei pressi di alcune scuole della città, ne accentua la pericolosità e la gravità. La delicatezza del tema delle gravidanze indesiderate in età adolescenziale impone una informazione corretta, scientificamente provata e soprattutto non ideologizzata. La tutela della salute fisica e psichica delle giovanissime donne, che si trovino ad affrontare temi complessi come quelli della sessualità finanche della gravidanza, impone di evitare questi tipi di comunicazioni che creano solo incertezza in una chiara ottica oscurantista.

Stare dalla parte di tutte le donne significa combattere l'ignoranza e la disinformazione attraverso una diffusa educazione alla sessualità, alla contraccezione ed alle scelte di procreazione attraverso un opera di raccordo con scuole e consultori. Per questo, non possiamo accettare la diffusione di questo tipo di messaggi.

Chiediamo quindi la celere rimozione dei manifesti.

Coordinamento Donne CGIL Pistoia

Coordinamento Donne SPI CGIL Pistoia

Conferenza Donne Democratiche di Pistoia

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