Alitalia siamo noi

0 hanno firmato. Arriviamo a 2.500.


 

Caro collega ci risiamo!

Ancora una volta gravi errori di gestione degli azionisti e del management da loro scelto ricadono sulle nostre spalle e mettono a rischio il nostro posto di lavoro. E' già successo e molti nostri colleghi sono caduti sul campo.

Questa volta però è diverso. Intanto perché il costo del lavoro è ormai allineato se non inferiore a quello delle principali linee aeree tradizionali e non, e quindi non possiamo sentirci responsabili di mancate ulteriori riduzioni di costo (vedi esito del referendum) e poi perché rispetto alle crisi precedenti non potremo più contare sui generosi incentivi messi a disposizione di coloro che erano prossimi alla pensione.

Inoltre dalle indiscrezioni che trapelano dalla stampa sulle potenziali offerte di acquisto della nostra compagnia tutte o quasi prevedono significativi tagli di personale, soprattutto di terra, fino al 50% dell'attuale organico. Senza contare gli inevitabili e devastanti impatti negativi sul reddito e sulla occupazione del territorio di Fiumicino su cui gravitano la gran parte delle attività dell'indotto Alitalia.

Non abbiamo più alternative: se vogliamo conservare il nostro posto di lavoro questa compagnia ce la dobbiamo comprare. Esiste uno strumento molto diffuso all'estero soprattutto negli Usa, il "management buyout", tramite il quale i dipendenti di una società possono ambire a gestire la società stessa a beneficio delle proprie quote di proprietà e di quelle dei finanziatori che hanno creduto in loro.

Grazie al supporto di una piccola Società di Servizi che si è appassionatamente prestata a fungere da veicolo dell'operazione, siamo già entrati in contatto con il partner finanziario e il partner industriale che condividono il nostro obiettivo di conservare l'Alitalia integra per poterne eventualmente allargare il perimetro sia in senso orizzontale (nuove linee) che verticale (recupero di manutenzione e altre attività tipiche).

Tuttavia per poter essere veramente credibili e competitivi abbiamo bisogno del tuo appoggio.

Per ora ci serve che tu sottoscriva questo appello che e stato lanciato sulla piattaforma www.change.org

Solo successivamente sarai libero di scegliere se diventare socio della NewCo che andremo a costituire con gli altri partner utilizzando anche una quota del tuo TFR. Non si tratta di un vero e proprio versamento, ma solo di un trasferimento dall'attuale fondo di gestione alla nuova società a garanzia dell'operazione.

E' un credito di firma suscettibile di accrescere il valore delle quote se, come tutti ci auguriamo, la nuova Alitalia decollerà veramente. Nessuno sarà costretto ad accettare le quote destinate al personale poiché lo faranno solo coloro che per scelta riterranno di effettuare questo investimento virtuale.

Gli accordi attualmente in discussione con i partner prevedono quote per i dipendenti tra il 10% e il 20% a seconda del grado di partecipazione dei dipendenti stessi e del valore che vorremo assegnare alla compagnia dopo aver effettuato una due-diligence, almeno un componente del consiglio di amministrazione ed eventualmente uno del collegio sindacale, entrambe in rappresentanza dei dipendenti (segue documento con le motivazioni a sostegno dell’iniziativa)

I tempi come sempre stringono. Per essere in grado di presentare entro il 15 settembre un’offerta non vincolante, dobbiamo aver raccolto l’adesione della maggioranza dei dipendenti e chiudere la trattativa con i partner in tempo utile.

Sognare è lecito, agire è un diritto, vincere è possibile, ma dipende soprattutto da te.

                      Alberto Arlotta                           Antonio Chialastri

 

Leggi il documento

Alitalia compra Alitalia: perché i dipendenti devono essere azionisti di Alitalia

 Per chiarimenti: alitaliasiamonoi@gmail.com



Oggi: Alberto conta su di te

Alberto Arlotta ha bisogno del tuo aiuto con la petizione "albizie@yahoo.it: Alitalia siamo noi". Unisciti con Alberto ed 1.856 sostenitori più oggi.