Riorganizzazione del Sistema di Emergenza-Urgenza in Piemonte (118 e Pronto Soccorso)

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Il Pronto Soccorso (PS) ed il Sistema di Emergenza Territoriale sono da sempre un punto di riferimento per la tutela della salute del Cittadino. La carenza di personale sanitario e la conseguente difficoltà al reperimento ha ormai raggiunto livelli critici. Nessuno vuole più lavorare in PS poichè è un ambiente stressante, complesso, sottopagato, con enormi responsabilità, aperto 365 giorni all'anno, 24 ore al giorno.

Spett.le Giunta Regionale,
 
siamo un gruppo di Specialisti in Medicina d’Emergenza-Urgenza (MEU), di Medici d’Urgenza ante-Specialità in Medicina d’Emergenza-Urgenza e di Infermieri di Emergenza-Urgenza che lavorano in diverse realtà piemontesi. Forti della nostra esperienza diretta, accomunati dalla passione per il lavoro che svolgiamo con assoluta dedizione e, letto con piacevole sorpresa il comunicato ANAAO Piemonte del 11 maggio 2019 “Crisi dei Pronto Soccorso: Anaao Assomed Piemonte esprime soddisfazione per l’incontro di oggi in Assessorato.” in cui trapela la Vostra volontà nel riorganizzare il Sistema di Emergenza-Urgenza in Piemonte, con la presente lettera invochiamo la necessaria riforma e riorganizzazione del sistema di emergenza ed urgenza piemontese.
 
premesso che dal 2009 in Italia esiste la Scuola di Specialità in Medicina d’Emergenza-Urgenza e da circa 10-15 anni in alcune Regioni d’Italia, tra cui il Piemonte, esiste la figura del medico “unico” di Emergenza Urgenza operante purtroppo solamente in alcuni Pronto Soccorso della nostra Regione. Tale precisa figura professionale si prende carico della valutazione e della gestione di tutti i pazienti afferenti al Dipartimento di Emergenza ed Accettazione (DEA), siano essi codici bianchi, verdi, gialli e rossi, con patologie di natura internistica, chirurgica o traumatologica. Il medico “unico” nei vari P.S., ben prima della nascita della Specialità in Medicina d’Emergenza-Urgenza, ha acquisito negli anni le necessarie competenze e conoscenze per la gestione sia di patologie internistiche sia chirurgiche in area critica.
 
considerato che l’attuale modello organizzativo Piemontese del Sistema di Emergenza-Urgenza, sia territoriale che ospedaliero, è solo uno fra i tanti possibili; modello che peraltro comporta elementi di forte rigidità di sistema, maldistribuzione dei carichi di lavoro con una pericolosa concentrazione degli stessi su alcuni “nodi” della rete emergenza/urgenza, perdita di professionalità di alcuni operatori di emergenza, centri di costo estremamente onerosi senza chiari vantaggi in termini di efficacia, efficienza ed economicità;

considerato che tale sistema si trova, a nostro avviso per retaggio culturale, ad essere dicotomicamente diviso tra ospedaliero (medico d’urgenza ante Specialità, neo Specialisti in Medicina d’Emergenza Urgenza ed Infermieri) e territoriale (medici in Convenzione con il SSN, medici dipendenti del SSN, medici Specialisti in Anestesia e Rianimazione dipendenti del SSN, ma operanti nel 118 in libera professione nel servizio di Elisoccorso ed Infermieri).
 
considerato che in Regione Piemonte il personale medico del Servizio di Emergenza Territoriale risulta distinto in due diverse categorie: una minoritaria percentuale è “dipendente”, mentre la stragrande maggioranza si tratta di personale “convenzionato”.
Per i primi l’assunzione alla dipendenza del SSN è avvenuta fino ad ora tramite “concorsi” volti a sanare il personale convenzionato, con unico requisito richiesto quello dei 5 anni di anzianità di servizio (ultima “sanatoria” avvenuta nel 2009). Secondo il DPCM 2001 inoltre il passaggio al regime di “dipendente” prevede il riconoscimento di tutti i precedenti anni di anzianità svolti in regime di “convenzionato”.
Per i secondi, il percorso è un invece differente. Per questi medici, in possesso di laurea e abilitazione professionale, il passaggio alla convenzione a tempo indeterminato prevede il corso qualificante regionale di 6 mesi organizzato dal Sistema di Emergenza Territoriale della Regione Piemonte. A tale corso, secondo disposizioni regionali presenti nella Determinazione N 61 della Giunta Regionale 3 febbraio 2017 possono accedere:
-medici in possesso del Corso Regionale di Formazione in Medicina Generale di 3 anni;
-medici già in servizio presso la Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica);
-medici inseriti nelle graduatorie regionali per la Medicina Generale.
Non c’è pertanto possibilità (che peraltro non risponderebbe ad una reale necessità formativa, in effetti) per uno Specialista MEU o di discipline equipollenti di accedere a tale corso che risulta esclusivo per i Medici di Medicina Generale, ma tuttavia è il passaggio obbligato per accedere alla convenzione a tempo indeterminato. Pertanto l’unica possibilità per un medico con Specializzazione per lavorare nell’Emergenza Territoriale risulta essere un contratto a tempo determinato, annuale e pertanto precario. Si è venuta così a creare, di fatto, l’incongruenza secondo la quale, per poter lavorare in qualità di medico sul Sistema di Emergenza Territoriale come “convenzionato a tempo indeterminato”, devi avere frequentato il corso qualificante in Medicina Generale e pertanto aver seguito un percorso solo in parte coerente con il futuro lavoro. Inoltre negli anni, con la progressiva carenza di Medici di Medicina Generale, coloro che hanno frequentato il sopracitato corso si sono impiegati, giustamente, nella professione per la quale hanno scelto di formarsi, creando di fatto una carenza di personale medico nell’Emergenza-Urgenza Territoriale.
 
considerato che in alcune Regioni d’Italia e in alcuni Stati Europei le figure professionali del Medico e dell’Infermiere dell'Emergenza-Urgenza sono coloro che, alternativamente, prestano il proprio servizio in Medicina d’Urgenza-TSI (Terapie sub-intensive), in Pronto Soccorso-OBI (Osservazione Breve Intensiva), sulle Ambulanze e sull'Elisoccorso garantendo in questo modo un servizio mirato all’eccellenza, riducendo contemporaneamente le spese ed i costi, ottimizzando l’utilizzo delle risorse, ridistribuendo i carichi di lavoro e migliorando la formazione continua ospedaliera. Mentre al confronto il nostro sistema prevede una frammentazione tra il personale medico ed infermieristico in servizio nei Pronto Soccorso (dipendenti del SSN), sulle ambulanze (Medici in Convenzione con il SSN, Medici dipendenti del SSN e Infermieri dipendenti del SSN) e sull’Elisoccorso (Medici Specialisti in Anestesia e Rianimazione dipendenti del SSN, ma operanti nel 118 in regime di libera professione, e Infermieri dipendenti del SSN).

in riferimento al Comunicato Stampa congiunto ANAAO ASSOMED (associazione Medici Dirigenti) Piemonte e SIMEU (Società Italiana Medicina di Emergenza-Urgenza) Piemonte e Valle d’Aosta in data 07 novembre 2018 ed alla relativa lettera inviata alla Vostra attenzione in cui si richiede il superamento della dicotomia tra medico dell’Emergenza-Urgenza Ospedaliero e Territoriale e si sollecita l'inquadramento dei medici convenzionati per l'Emergenza Sanitaria Territoriale (118) nella dirigenza medica del ruolo sanitario, in prospettiva dell’auspicata sospensione dell'utilizzo dell'istituto contrattuale del convenzionamento per l'assunzione di medici nell'emergenza urgenza.
 
in riferimento al più recente Comunicato Stampa ANAAO ASSOMED in data 11 maggio 2019 in cui viene comunicato che l’Assessore Saitta pare aver accolto le richieste di riconoscere un incentivo economico ai medici di Pronto Soccorso, di aprire ai Medici d’Urgenza i bandi per elisoccorso e di tentare una graduale e sperimentale possibilità di integrazione tra i medici del DEA con i medici del 118.

stimate le risorse sempre più limitate, l’elevato turn-over del personale nei Pronto Soccorso e la sempre maggiore difficoltà delle ASL e delle Aziende Ospedaliere ad assumere personale medico ed infermieristico qualificato e motivato.

a fronte di concorsi per i DEA pressoché “deserti”, del recente utilizzo per la gestione di interi P.S di società esterne,  è certo che l’unificazione del personale sanitario con la creazione di alcuni macro-Dipartimenti e la possibilità di “rotazione”  tra le varie aree dell’emergenza potrebbe risultare un’ottima alternativa all’attuale sistema. Tale soluzione consentirebbe un maggior accrescimento culturale del personale sanitario, una più equa distribuzione dei carichi di lavoro e delle responsabilità e un’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse attualmente scarse.
 
Richiediamo pertanto:
 
1)   l’apertura di un tavolo di concertazione riguardante il riordino del Sistema di Emergenza Territoriale ed Ospedaliera;
2)   il superamento della dicotomia tra medico ed infermiere dell’Emergenza-Urgenza Ospedaliero e Territoriale che vede come premessa necessaria la sospensione dell'utilizzo dell'istituto contrattuale del convenzionamento per l'assunzione di medici nell'emergenza urgenza;
3)   l’assunzione di medici d’Emergenza Urgenza Territoriale solo nel ruolo della Dirigenza Medica eliminando fin da ora la possibilità di un regime di convenzione consentendo a coloro che attualmente lavorano in tale regime la scelta del passaggio alla dipendenza o del perdurare del convenzionamento sino alla pensione.
4)  la revisione dei criteri di reclutamento del personale sanitario del Servizio di Elisoccorso Regionale con la creazione mediante apposito concorso pubblico, di un albo regionale da cui reclutare il personale medico ed infermieristico qualificato ed idoneo a lavorare in tale servizio, modificando pertanto la Delibera della Giunta Regionale 14 gennaio 2008, n 13-8005 che individua negli Specialisti in Anestesia e Rianimazione le uniche figure professionali idonee a tal servizio. La succitata Delibera non prende in considerazione le competenze, dimostrate ogni giorno sul campo, dei nuovi Specialisti in Medicina d’Emergenza ed Urgenza e di tutti coloro che, pur con altre Specialità, hanno lavorato e lavorano come medico unico in P.S e D.E.A. da almeno 5 anni;
5)   un congruo incremento dei contratti di formazione Specialistica in Medicina d’Emergenza-Urgenza ed in Specialità equipollenti con appositi contratti regionali secondo una programmazione che tenga conto delle reali necessità, attuali e future, in modo da poter coprire il fabbisogno di specialisti e coprire il fisiologico turnover di personale;
6)   la reale attuazione del Decreto Ministeriale 2 aprile 2015 n. 70 che prevede una Medicina d’Urgenza/sub-intensiva ed un OBI in ogni DEA di I e II livello e la realizzazione della figura di Medico di Emergenza-Urgenza “unico” in ogni DEA di I e II livello.
7)   l’istituzione di un incentivo economico per i medici e gli infermieri di Pronto Soccorso e Triage in quanto soggetti ad un lavoro logorante, usurante e caratterizzato da un elevato numero di notti e festivi.

Distinti Saluti
i Medici ed Infermieri d’Emergenza-Urgenza piemontesi 

Medicina d'Urgenza 2.0