IMPEDIAMO DISCARICA DI AMIANTO ACCANTO A COLTIVAZIONI DI RISO BARAGGIA D​.​O​.​P.

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Il Comitato Santhià Obiettivo Salute, per le ragioni esposte di seguito nel dettaglio,  si è fatto promotore della presente Petizione online  che vuole essere un rafforzativo della petizione cartacea già in corso di raccolta promossa dal Comitato Salussola Ambiente è Futuro, con questa petizione online ci poniamo la finalità di portare all'attenzione  degli Enti Competenti le seguenti richieste:

•          Che innanzi tutto si porti rispetto per la popolazione: iniziative private di questo tipo, portate avanti senza alcuna pianificazione territoriale, creano situazioni di disagio, stress e malessere nelle persone che vivono ed hanno investito nel futuro di questa zona e tutto ciò può già avere negativi effetti di ricaduta sul Servizio Sanitario Nazionale

•          Che il parere fortemente negativo dei comuni e della popolazione sia vincolante;

•          Che il territorio Biellese al confine col Vercellese venga preservato dalla realizzazione di altre discariche, ciò a salvaguardia della salute umana e di tutte le specie viventi che abitano il territorio   agricolo e l’ambiente circostante l'area della Baraggia Biellese e Vercellese ;

•          Che venga negata l’autorizzazione alla discarica in oggetto;

•          Che sia sempre negato realizzare discariche su aree di ricarica di falda;

•          Che per lo smaltimento dell’amianto si ricorra esclusivamente a siti idonei, come le miniere o le cave di gesso e che vengano promosse le nuove tecnologie per l'inertizzazione dell'amianto allo scopo di addivenire ad una soluzione definitiva del problema;

•          Che per ogni territorio gli impianti di smaltimento di amianto vengano preceduti da programmi concreti per la sostituzione delle coperture che prevedano idonei contributi a fondo perduto;

•          Che per ogni territorio le società presentanti questo genere di progetti garantiscano gli stessi in   modo perpetuo e non per un numero limitato di anni mediante anche la sottoscrizione di fidejussioni a garanzia per eventuali danni che potrebbero concretizzasi dalla realizzazione del  progetto;

DETTAGLIO DELLE MOTIVAZIONI CHE SONO ALLA BASE DEL FERMO CONTRASTO ALLA REALIZZAZIONE DELLA DISCARICA DI AMIANTO AL BRIANCO 

Il Comitato di Cittadini S.O.S. Santhià Obiettivo Salute è a conoscenza che la Provincia di Biella ha pubblicato il Progetto di nuova discarica di rifiuti monodedicata a materiale da costruzione contenente cemento-amianto, in Comune di Salussola (BI) reg. Brianco, della “Acqua & Sole” S.r.l., Milano – RIASSUNZIONE PROCEDIMENTO A SEGUITO DISPOSIZIONI SENTENZA T.A.R. PIEMONTE SEZ. I n. 839/2019 REG.PROV.COLL. DEL 25.07.2019. La pubblicazione, è stata effettuata su richiesta del proponente, in ragione delle nuove revisioni ed integrazioni apportate alla versione progettuale precedente (art. 27 bis co. 4).

Si tratta di un progetto di discarica per amianto da oltre UN MILIONE E MEZZO di METRI CUBI da realizzarsi nel Comune di Salussola, su suolo agricolo, che attualmente vanta solo coltivazioni di eccellenza  inserite in un contesto che è l’espressione dell’identità culturale locale. Nel video che troverete in Facebook sul gruppo S. O. S. Santhià Obiettivo Salute vengono esplicitate le più significative motivazioni del dissenso che ha portato a contrastare con forza la realizzazione di questo progetto che risulta di per se un progetto inaccettabile sin dal momento in cui è stato presentato dalla società a responsabilità LIMITATA  acqua&sole che viene indicata negli atti come la proponente. I proponenti sostengono  che i suoli su cui intendono realizzare la discarica siano difficilmente coltivabili, che l’area necessita di una valorizzazione naturalistica e che, dopo la realizzazione della discarica, ne uscirà addirittura migliorata. Essi legittimano la dimensione esponenziale della discarica sostenendo che ciò risolverà il problema dello smaltimento dell’amianto in ambito provinciale e regionale. Questo è infondato perché la discarica non è al servizio del territorio e nemmeno funzionale alle esigenze piemontesi in quanto in Piemonte manca un piano territoriale di bonifica per l’amianto, unico strumento a garanzia della concreta sostituzione delle coperture in eternit. La discarica sarà riempita in 12 anni, a prescindere dalla provenienza dei rifiuti conferiti. Il luogo in cui costruire una discarica non può e non deve poter essere deciso da un privato, ma dovrebbe essere una scelta pubblica, fatta nell’interesse della salute della popolazione e delle esigenze di smaltimento ravvisabili sul territorio che ospita la discarica, vi sono notevoli motivi per ritenere che questo progetto si traduca invece in un grave rischio della salute della popolazione, un grave rischio per l’ambiente, oltre ad essere un danno concreto dell’immagine e dello sviluppo culturale, economico, storico e paesaggistico del territorio. La zona in cui si vorrebbe insediare questa enorme discarica  non necessita assolutamente di essere “rinaturalizzata” in quanto si tratta di un luogo che è punto strategico per l’avifauna, ed altresì l’area stessa è caratterizzata da una ricchezza dal punto di vista naturalistico che è raro trovare altrove. Si tratta di terreni che sono stati regolarmente produttivi, coltivati fino a pochi anni fa, e anzi, sono suoli agricoli di grande pregio in quanto compresi nel disciplinare di produzione della DOP Riso di Baraggia biellese e vercellese.Questa discarica, se realizzata,  rappresenta un attentato alla salute delle persone che vivono lungo i percorsi individuati per effettuare le operazioni di conferimento ma si tradurrà anche nella devastazione dell’ambiente, perché  sarebbe realizzata scavando una fossa profonda 15 metri che salirà in elevazione di 17/24 metri sopra al piano di campagna, secondo un modello di discarica desueto e superato sia dall’esperienza che dalle indicazioni dell’Unione Europea e della Regione, le quali promuovono prudenzialmente il confinamento in profondità, nelle miniere, al fine di minimizzare la dispersione di fibre nell’atmosfera. Purtroppo il rischio della dispersione nell’ambiente delle fibre di amianto non è stato nemmeno calcolato o meglio è possibile che non lo si voglia neppure prendere in considerazione. Il progetto, infatti, troverebbe realizzazione su un’area di ricarica di falda delle acque sotterranee,  per la quale andrebbe pretesa tutela assoluta, particolarmente nell’interesse delle generazioni future. Gli studi autorevoli dello IARC hanno dimostrato che le fibre di amianto sono cancerogene anche per ingestione, e noi non possiamo permetterci di ipotecare la salubrità dell’acqua al solo scopo di favorire gli interessi dell’imprenditoria privata.La consapevolezza di avere sul territorio un impianto pericoloso per come è stato progettato e per dove verrebbe a collocarsi è fonte di preoccupazione, grande stress e profondo malessere nei cittadini della Comunità di Santhià, Cavaglià, Dorzano, Carisio e Salussola che qui hanno investito le loro risorse contando su uno sviluppo del territorio rispettoso dell’ambiente e delle persone ma anche per tutta la popolazione Biellese che potrebbe correre altrettanti rischi per la salute oltre a subire un danno patrimoniale.La discarica, infine, si colloca in un’area il cui raggiungimento richiede l’attraversamento dei centri abitati di Santhià, Cavaglià e Dorzano, percorrendo due strade provinciali pericolose, spesso teatro di incidenti mortali. Le Sp 322 e la Sp 54 risultano essere molto utilizzate dalla popolazione delle provincie di Biella e Vercelli poiché trattasi di un agevole collegamento fra di esse ma già oggi  presentano un manto stradale dissestato e con evidenti sconnessioni che, in presenza di nebbia e fondo stradale ghiacciato, risulta essere di per se già estremamente pericoloso ma se si aggiungerà il traffico dei mezzi pesanti dedicati al conferimento dell’Amianto è evidente che quelle strade risulterebbero estremamente a rischio incidenti anche gravi. Percorrendo inoltre soltanto 3 km in direzione di Santhia dall’area in cui dovrebbe essere realizzata la discarica, si passa dalla Sp322 alla Sp 54 e ci si trova nell’attigua Provincia di Vercelli dove il traffico di veicoli pesanti aumenta in maniera considerevole per la presenza dei mezzi dediti al conferimento presso Territorio & Risorse srl ed anche per i mezzi che servono l’industria chimica Teva -Sicor. Va anche detto che sull’intera percorrenza la presenza di mezzi agricoli di notevoli dimensioni è parte della quotidianità ma anche ulteriore rischio di incidenti.I cittadini pretendono le migliori soluzioni previste dalla legge, specialmente quando si parla di progetti che incidono sull’ambiente, sulla qualità della vita e sulla salute delle persone: la Regione Piemonte ha emanato corposi Piani di Programmazione tra cui il Piano Amianto in cui sono stati individuati ben 600 siti idonei tra i quali non è compresa Salussola Brianco. La ragione per la quale le previsioni devono essere effettuate in sede regionale risiede nell’esigenza di assicurare che la distribuzione degli impianti sul territorio garantisca il rispetto dei principi di precauzione, di prevenzione, di proporzionalità e di sostenibilità ambientale, oltre al rispetto del criterio di autosufficienza del territorio. Non è ammissibile che le normative non abbiano valore cogente, che gli Enti le possano interpretare in favore degli imprenditori piuttosto che dei cittadini, i quali non sono tutelati perché la programmazione in materia di smaltimento dei rifiuti viene di fatto demandata all’iniziativa dei privati. Ammettere che la politica di gestione dei rifiuti contenenti amianto rimanga affidata ai singoli gestori degli impianti è inaccettabile poiché trattasi di una materia in cui la programmazione e la coordinazione degli interventi è di fondamentale importanza.Occorrono impianti di smaltimento pubblici, in cui sia garantita la partecipazione decisionale della popolazione, e che siano in funzione dei piani di bonifica territoriali, per calmierare i costi, garantire legalità degli smaltimenti e correttezza in ogni fase della vita delle discariche per amianto, destinate purtroppo a segnare il territorio in modo perpetuo.La discarica arrecherebbe danno a tutto il territorio e costituirebbe un gravoso problema a carico delle generazioni future.Siamo pertanto convinti che si debba essere determinati a contrastare questo progetto scriteriato per tutelare la nostra salute e il nostro territorio. Lo dobbiamo soprattutto a chi verrà dopo di noi che si ritroverà con una terra malata. Come si è visto dalla massiccia partecipazione alla marcia contro la discarica del 14/12/19 la popolazione di Santhià ma si suppone anche quella di Cavaglià, Dorzano, Carisio e Salussola e di tutto il Biellese che percepisce il progetto quale fonte di soli effetti negativi irreversibili per i territori interessati dal progetto e dal transito dei veicoli che saranno occupati ad effettuare il conferimento dell'Amianto. Nella procedura autorizzativa deve avere un ruolo rilevante la volontà popolare, che si è espressa e continua ad esprimersi contro la realizzazione della discarica di cemento-amianto al Brianco.