CONTRASTO DI EPISODI CONNESSI ALL'ESERCIZIO DELLA PROSTITUZIONE SULLA PUBBLICA VIA

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A seguito di numerose richieste dei nostri concittadini, chiediamo e proponiamo un ordinanza contingibile ed urgente per prevenire e contrastare gravi pericoli per comportamenti connessi all'esercizio della prostituzione sulla pubblica via, in particolar modo nei centri abitati (es. quartiere piani).

L'occupazione della strada e dei marciapiedi è effettivamente imposta in modo prepotente alla collettività ed, in particolar modo ai residenti prossimi alle predette aree, che ne devono subire tutti gli aspetti negativi e deleteri per quanto attiene alle legittime aspettative di un quieto vivere - offerte di prestazioni sessuali ai cittadini nelle vicinanze; grida e schiamazzi, aggressioni verbali o fisiche tentati o consumati ai danni delle prostitute da parte di clienti e“protettori” delle stesse; rumori provocati da frenate e ripartenze delle automobili dei clienti, con portiere d’auto chiuse con forza ed il conseguente, perdurante rumore durante la notte; sporcizia a terra a seguito della consumazione dei rapporti sessuali o del prolungato stazionamento in loco delle persone dedite al meretricio, che spesso espletano necessità fisiologiche, gettando rifiuti vari a terra o dentro a giardini di abitazioni private.

I vari interventi delle Forze dell'Ordine, ad esempio l'Arma dei Carabinieri che negli utlimi anni ha svolto attività di controllo del territorio, vedi ultima operazione "sabotage" hanno permesso di smantellare un intera organizzazione criminale dedita allo sfruttamento della prostituzione. Nonostante cio permangono le situazioni citate sopra, ove appunto tramite un ordinanza specifica si possono arginare.

L’attività di prostituzione e le modalità di esercizio hanno determinato e continuano a determinare l’incremento di una serie di fenomeni, anche di rilevanza penale, e della commissione di reati correlati (quali, a titolo esemplificativo) sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione previsti dall'art. 3 della L. n. 75/1958; adescamento art. 5 della L. n. 75/1958; atti osceni art. 527 c.p.; rapina art. 628 c.p.; violenza sessuale artt. 609 e 609-bis c.p.; rissa art. 588 c.p.; violenza privata art. 610 c.p.; atti contrari alla pubblica decenza art.726 c.p.; spaccio di sostanze stupefacenti art. 73 D.P.R. n. 309/1990 e s.m.i.; invasione di terreni o edifici art. 633 c.p.; danneggiamento art. 635 c.p.; disturbo della quiete pubblica art. 659 c.p.; deturpamento o imbrattamento di cose altrui art. 639 c.p

Premesso che l’art. 54, del D. Lgs. 18.8.2000 n. 267, recante attribuzioni del Sindaco, in qualità di Ufficiale di Governo, nelle funzioni di competenza statale in materia di ordine e sicurezza pubblica prevede, al comma 4, il potere di adottare provvedimenti contingibili ed urgenti nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana. L’art. 2 del D.M. Interno 5.8.2008 ha previsto la possibilità dell’intervento del Sindaco, ai sensi di quanto disposto dall’art. 1, per prevenire e contrastare, tra le altre situazioni ivi elencate, anche “i comportamenti che, come la prostituzione su strada o l’accattonaggio molesto, possono offendere la pubblica decenza anche per le modalità con cui si manifestano, ovvero turbano gravemente il libero utilizzo degli spazi pubblici o la fruizione cui sono destinati o che rendono difficoltoso o pericoloso l’accesso ad essi”.

Ravvisata quindi, la necessità e urgenza di intervenire per impedire che il fenomeno possa ulteriormente aumentare e, quindi, determinare effetti estremamente pregiudizievoli per la sicurezza delle persone ed a tutela anche dell’interesse di questa comunità al regolare svolgimento dell’attività turistica;


Visti: l’art. 726 Codice Penale, che individua tra le contravvenzioni, il compimento di atti contrari alla pubblica decenza in luoghi pubblici o aperti al pubblico o esposti al pubblico; il D. Lgs. 30.4.1992 n. 285 (Codice della Strada) e succ. mod. ed integr.; l’art. 5 della L. 2.2.1958 n. 75, che individua come illecito amministrativo il comportamento delle persone che, in luogo pubblico o aperto al pubblico, invitano in modo scandaloso o molesto o che seguono per strada le persone invitandole con atti o parole al libertinaggio; l’art. 54 D. Lgs. 18.8.2000 n. 267, come modificato dall’art. 6 D.L. 23.5.2008 n. 92 convertito con modificazioni dalla L. 24.7.2008 n. 125 e con sentenza della Corte Costituzionale 7 aprile 2011 n. 115; il D.M. Interno 5.8.2008, come mod. con sentenza della Corte Costituzionale 7 aprile 2011 n. 115; l’art. 7bis del D. Lgs. 18.08.2000 n. 267, che fissa il limite delle sanzioni edittali per violazione delle ordinanze Sindacali da un minimo di € 25,00 ad un massimo di € 500,00 e l’art. 16, comma 2, della L. 24.11.1981 n. 1981 n. 689 come modificato dall’art. 6bis della L. 24.7.2008 n. 125, che attribuisce alla Giunta Comunale la facoltà di stabilire, per le violazioni delle ordinanze comunali, all’interno dei predetti limiti edittali minimo e massimo della sanzione prevista, un diverso importo del pagamento in misura ridotta, in deroga alle disposizioni del primo comma (che lo vogliono coincidente con il doppio del minimo edittale o il terzo del massimo edittale qualora più favorevole al trasgressore); l’art. 2, comma 1, lett.a), b) ed e) del D.M. Interno 5 agosto 2008, che fissa criteri per l’attuazione dei poteri attribuiti ai Sindaci individuati ai sensi della L. n. 1257/2008 in tema di sicurezza urbana;

Proposta di divieto tramite ordinanza di porre in essere comportamenti diretti in modo non equivoco ad offrire prestazioni sessuali a pagamento, consistenti nell’assunzione di atteggiamenti di richiamo, di invito, di saluto allusivo ovvero nel mantenere abbigliamento indecoroso o indecente in relazione al luogo ovvero nel mostrare nudità, ingenerando la convinzione di esercitare la prostituzione. La violazione si concretizza con lo stazionamento e/o l’appostamento della persona e/o l’adescamento di clienti e l’intrattenersi con essi, e/o con qualsiasi altro atteggiamento o modalità comportamentali, compreso l’abbigliamento, che possano ingenerare la convinzione che la stessa stia esercitando la prostituzione; di richiedere informazioni a soggetti che pongano in essere i comportamenti descritti al precedente punto 1) e o di concordare con gli stessi l’acquisizione di prestazioni sessuali a pagamento; alla guida di veicoli, di eseguire manovre pericolose o di intralcio alla circolazione stradale al fine di porre in essere i comportamenti descritti al punto 2

Ferma restando l’eventuale applicazione delle sanzioni penali ed amministrative previste dalle vigenti disposizioni legislative e regolamentari ed i limiti edittali fissati per le violazioni delle ordinanze sindacali dall’art. 7 bis del D. Lgs. 18.8.2000 n. 267, per la violazione di un eventuale ordinanza è stabilito l’importo del pagamento, in misura ridotta, nella somma di € 500,00 - ordinanza da comunicare come di prassi a tutte le Forze dell'Ordine sul territorio.

 

 

 

 

 

 



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