Appello per un monitoraggio dell’aria e indagine epidemiologica sul Passante di Bologna

0 hanno firmato. Arriviamo a 1.000.

Quando arriverà a1.000 firme, questa petizione avrà più possibilità di essere inserita tra le petizioni consigliate!

Come previsto nel Piano Nazionale di Prevenzione, la salute delle persone e dell’ambiente deve essere il principio guida di tutte le politiche, inclusa quella della mobilità e dei trasporti.

Per queste ragioni la strada più inquinante del Comune di Bologna deve essere oggetto di un monitoraggio continuo dei livelli di inquinamento con centraline fisse installate lungo il tracciato e inserite nel sistema di rilevamento di Arpae. Sulla base di questi dati deve essere condotta un’indagine epidemiologica per caratterizzare lo stato di salute della popolazione residente a prescindere dall’esito del progetto di allargamento, sul quale è comunque indispensabile eseguire una Valutazione di Impatto Sanitario (VIS).

Tutto ciò premesso, molto preoccupati per la salute nostra e soprattutto di quella delle fasce più deboli della popolazione come bambini e anziani, noi cittadini del Comune e dell’Area metropolitana di Bologna firmatari di questa petizione,

CHIEDIAMO

al Sindaco di Bologna, Virginio Merola; al Direttore Generale dell’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell’Emilia Romagna (ARPAE), Giuseppe Bortone; al Direttore dell’UO Epidemiologia, Promozione della Salute e Comunicazione del Rischio dell’Azienda Sanitaria Locale di Bologna, Paolo Pandolfi; al Direttore dell’Agenzia sanitaria e sociale della Regione Emilia Romagna, Maria Luisa Moro; al Direttore del Dipartimento Ambiente e Salute dell’Istituto Superiore Sanità, Lucia Bonadonna

  1. di effettuare il monitoraggio continuo della qualità dell’aria per la durata di almeno un anno tramite specifiche centraline fisse integrate nel sistema regionale di rilevamento di ARPAE, installate lungo il percorso dell’attuale sistema tangenziale/autostrada secondo i criteri fissati dalle vigenti norme;
  2. di eseguire una approfondita ricerca epidemiologica per una valutazione degli effetti tossicologici dell'aria prelevata in prossimità dell'asse nei 10 anni pregressi;
  3. di rendere pubblici tutti i dati del monitoraggio dell’aria e della ricerca epidemiologica, condividendoli con un comitato di monitoraggio indicato dai cittadini.
  4. di NON PROCEDERE all’approvazione e/o autorizzazione del progetto definitivo del Passante di Bologna presentato dalla società Autostrade per l’Italia senza aver valutato questi dati.
     

CHE COSA ACCADREBBE ALLARGANDO IL PASSANTE?

Il cosiddetto “Passante di mezzo” è il sistema viario che attraversa Bologna e comprende diversi raccordi autostradali e due complanari con funzione di tangenziale, lungo 13 chilometri, con 12 corsie e una carreggiata larga complessivamente 48 metri.

Il progetto di potenziamento prevede un ampliamento a 16 corsie (fino a 18 nel tratto centrale) con un allargamento della piattaforma a 64 metri (71 metri nel tratto centrale). Per fare un paragone utile a percepirne la dimensione finale, la carreggiata sarebbe più larga di Piazza Maggiore (60 metri dalla gradinata di San Petronio al Palazzo del Podestà).

Allargare un’autostrada che scorre in mezzo alla città rappresenta per definizione un incentivo all’uso dell’auto privata, in evidente contraddizione con gli obiettivi di riduzione prescritti invece dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), perché l’automobile continuerà a essere promossa come mezzo di spostamento più conveniente. Come dimostrato invece da decenni di studi ed esperienze, l’aumento di traffico prodotto dall’allargamento delle strade annullerà in breve tempo gli effetti iniziali di fluidificazione. Più traffico comporterà però anche più inquinamento e di conseguenza un aumento delle patologie e delle morti premature connesse alla qualità dell’aria, con danni importanti al tessuto sociale ed economico della città.

Ecco alcuni numeri che possono aiutarci a comprendere meglio la portata dei problemi:

+7,5 milioni di veicoli all’anno

Quando fu inaugurato il raccordo autostradale di Bologna nel 1967 il numero complessivo di veicoli che circolavano in tutta Italia era poco più di 9 milioni. Da allora le cose sono molto cambiate. Lo studio di traffico che Autostrade per l’Italia ha allegato al progetto di allargamento del Passante, ci dice che nel 2016 sono transitati complessivamente su questo tratto circa 58 milioni di veicoli con una media di quasi 160.000 mezzi al giorno.

Cosa succederebbe dopo l’allargamento? Entro il 2025 si passerebbe a 65,5 milioni di veicoli all’anno con una media di circa 180.000 mezzi al giorno.

50% di incidenza sull’inquinamento della città

La situazione attuale e l’incremento che l’allargamento del Passante di Mezzo produrrà sull’inquinamento sono spiegati con chiarezza dalla stessa Giunta della Regione Emilia-Romagna nel suo parere finale sul progetto di allargamento (delibera n. 1202 del 2/8/2017, GPG/2017/1297, pag. 73): “Allo stato attuale, circa il 40% delle emissioni di NOx e di PM10 nel macrosettore trasporti su scala comunale proviene dal sistema tangenziale/autostrada; nel 2025 tale contributo salirà a più del 50%”.

E stiamo parlando di un tratto di appena 13 chilometri rispetto ai circa 960 chilometri di tutte le strade di Bologna! A ciò si aggiunge che quando viene bloccato il traffico cittadino per livelli elevati di smog, nessun provvedimento viene preso per la circolazione sul passante che, di fatto, rappresenta una fonte continua e inesauribile di emissioni inquinanti.

Costo annuo dell’inquinamento = 658,2 milioni di euro

E’ questo l’impressionante costo sociale che grava ogni anno su Bologna a causa dell’inquinamento dell’aria connesso all’alto numero di automobili in circolazione e alla carenza del trasporto pubblico, secondo uno studio elaborato da CE Delft – Committed to the Environment, a cui per l’Italia ha collaborato Legambiente, che ha analizzato 432 città dei 27 paesi UE. Ricoveri ospedalieri, perdita di benessere, impatti indiretti sulla salute e, quindi, riduzione dell’aspettativa di vita provocano un danno economico procapite ai cittadini di 1.781 euro all’anno, oltre il 25% in più rispetto alla media nazionale. In altre parole ogni cittadino bolognese si trova a pagare fin dalla nascita una tassa impropria per tutta la vita, cioè più di 130.000 euro se vivrà 75 anni, più di 150.000 euro se vivrà 85 anni. Naturalmente il costo procapite è calcolato includendo anche i bambini e dunque l’impatto su ogni nucleo famigliare si stima sia ancora maggiore.

8.792 morti premature

A Bologna nel periodo 2006-2010, gli inquinanti atmosferici sono stati la causa di 8.792 morti, ovvero 45,68% di tutti i decessi (Rif. Epidemiologia e Prevenzione 2013/37).

Secondo l’ultimo rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea), le morti premature avvenute nel 2018 nei paesi europei a causa delle elevate concentrazioni di smog sono state in totale 417.000 di cui solo in Italia 52.300 morti sono associabili al PM2.5, 10.400 all’NO2 e 3.000 all’O3.

220 milioni di anni di vita persi

Questa la somma di tutti gli anni di vita persi dai cittadini europei nel solo 2020 a causa dell'inquinamento atmosferico secondo una stima “prudente” contenuta nella seconda relazione sulle prospettive per la qualità dell'aria pubblicata dalla Commissione europea a gennaio 2021.

Per le dimensioni del problema a livello globale, uno studio pubblicato sulla rivista Cardiovascular Research ricorre alla definizione di "pandemia da inquinamento". Rispetto alle morti premature per inquinamento (8,8 milioni nel 2015), a confronto il fumo accorcia l'aspettativa di vita in media di 2,2 anni (ed è responsabile di 7,2 milioni di morti premature l'anno), l'HIV/AIDS di 0,7 anni (1 milione di morti l'anno), malattie come la malaria di 0,6 anni (600.000 morti precoci l'anno).

I dati per l'Italia mostrano che l'inquinamento dell’aria è responsabile di un monte annuo complessivo di 1.242.579 anni di vita persi, e che l'aspettativa di vita persa mediamente da un italiano per l'inquinamento è di 1,91 anni.

Livelli critici di inquinamento nel 40% delle scuole

Tra ottobre e novembre 2018 la Rete civica Aria Pesa insieme alla Rete dei Comitati Genitori della Città Metropolitana di Bologna, ha posizionato 250 campionatori passivi per la misurazione delle concentrazioni medie di NO2 nelle aree scolastiche frequentate da circa 35000 studenti di tutte le fasce di età. I dati finali hanno fatto emergere che circa il 40% delle scuole è esposto a valori critici uguali o superiori al limite di legge (40 µg/m3) mentre circa il 90% supera il limite di sicurezza indicato dall’OMS (20 µg/m3). 

Questo appello è promosso dalla Rete Civica Aria Pesa e condiviso anche da:

- A.MO.Bologna ONLUS

- NO Allargamento Tangenziale Bologna

- Circolo Legambiente Bologna

- Rigenerazione NO Speculazione

- Salvaiciclisti Bologna

- Associazione Le Ortiche Aps

- Osservatorio Cittadino Mense Scolastiche - Bologna

- Campi Aperti

- Parents For Future Bologna

- RECA, Rete Emergenza Climatica Ambientale Emilia Romagna

- Làbas

- Extinction Rebellion Bologna

- Ex Caserma Mazzoni Bene Comune

- Fridays For Future Bologna

- No street/ever green

- Movimento Ossigeno