O ci salviamo tutti insieme o periremo tutti insieme

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                  O ci salviamo tutti insieme, o periremo tutti insieme.

I destini dell'uomo, anche se apparentemente non sembra, sono intimamente legati l'uno l'altro, come i fili del telaio. Nessuno può pensare di salvarsi da solo nel suo bel palazzo di vetro o in un'isola dorata. Prima o poi l'ossigeno mancherà anche a lui, o condizioni atmosferiche avverse, magari causate dal riscaldamento terrestre, o l'innalzamento degli oceani o invasioni di disperati alla ricerca di una vita migliore, renderanno fallaci tutte le autodifese dei ricchi egoisti.

Non abbiamo un pianeta di riserva e l'unico che abbiamo e in cui viviamo, sta attraversando una gravissima crisi ambientale. Uno degli elementi che fortemente incide su questa "epidemia"  è l'inquinamento da rifiuti plastici.

Circa 9 milioni di tonnellate di rifiuti plastici vengono sversati ogni anno dai fiumi nei mari e negli oceani di tutto il mondo. L'86% degli sversamenti ha origine dai fiumi asiatici di Cina, India, Sud-Est Asiatico e Indonesia. Il resto dai fiumi di Africa (7,8%), Sud America (4,8%), Centro e Nord America (1%) ed Europa (0,4%).

Le immagini raccolte negli ultimi 35 anni dalla Nasa mettono in evidenza che si sono formate negli oceani almeno cinque enormi isole di plastica, la più grande delle quali è la Great Pacific Garbage Patch (grande chiazza di immondizia del Pacifico), nota anche come Pacific Trash Vortex.

Ogni anno tra le 150 e le 500 mila tonnellate di macroplastiche e tra le 70 e le 130 mila tonnellate di microplastiche finiscono nei mari d’Europa. Il suo principale serbatoio? Il Mar Mediterraneo.
Nel Mare Nostrum la plastica rappresenta il 95% dei rifiuti in mare aperto, sui fondali e sulle spiagge e provoca oltre il 90% dei danni alla fauna selvatica marina. A livello globale, sono circa 700 le specie marine minacciate dalla plastica. ( Prof. Corrado Chini ex Ministro dell'ambiente e docente di scienze ambientali)

Il 27 marzo 2019  il Parlamento Europeo ha approvato in via definitiva una nuova legge che vieta l’uso di articoli in plastica monouso come piatti, posate, cannucce e bastoncini cotonati.La direttiva è stata approvata con 560 voti favorevoli, 35 contrari e 28 astensioni.

I seguenti prodotti saranno vietati nell'UE entro il 2021:

posate di plastica monouso (forchette, coltelli, cucchiai e bacchette), piatti di plastica monouso, cannucce di plastica, bastoncini cotonati fatti di plastica, bastoncini di plastica per palloncini, plastiche ossi-degradabili, contenitori per alimenti e tazze in polistirolo espanso

Nuovo obiettivo di riciclaggio e maggiore responsabilità per i produttori

il 90% delle bottiglie di plastica dovrà essere raccolto dagli Stati membri entro il 2029. Inoltre, le bottiglie di plastica dovranno contenere almeno il 25% di contenuto riciclato entro il 2025 e il 30% entro il 2030.

L'accordo rafforza inoltre l'applicazione del principio "chi inquina paga”, introducendo una responsabilità estesa per i produttori. Questo nuovo regime si applicherà ad esempio ai filtri di sigaretta dispersi nell’ambiente e agli attrezzi da pesca persi in mare, per garantire che i produttori sostengano i costi della raccolta.

Le nuove norme stabiliscono infine che l'etichettatura informativa sull'impatto ambientale di disperdere per strada le sigarette con filtri di plastica sarà obbligatoria. Ciò dovrà valere anche per altri prodotti come bicchieri di plastica, salviette umidificate e tovaglioli sanitari.

La relatrice Frédérique Ries (ALDE, BE), ha dichiarato: “Questa legislazione ridurrà il danno ambientale di 22 miliardi di euro, il costo stimato dell'inquinamento da plastica in Europa fino al 2030. L'Europa dispone ora di un modello legislativo da difendere e promuovere a livello internazionale, data la natura globale del problema dell'inquinamento marino causato dalle materie plastiche. Ciò è essenziale per il pianeta.”

Secondo la Commissione europea, oltre l'80% dei rifiuti marini è costituito da plastica. I prodotti coperti dalla legislazione costituiscono il 70% di tutti i rifiuti marini. A causa della sua lenta decomposizione, la plastica si accumula nei mari, negli oceani e sulle spiagge dell'UE e del mondo. I residui di plastica sono ingeriti dalle specie marine (come tartarughe marine, foche, balene e uccelli, ma anche dai pesci e dai crostacei) e sono quindi presenti nella catena alimentare umana. ( da un comunicato stampa del Parlamento Eur.)

Nell'elenco dei prodotti da vietare mancano  i contenitori di compresse, i cosiddetti BLISTER Farmaceutici, un composto di plastica e alluminio molto difficile da smaltire, finendo cosi nei rifiuti indifferenziati, o peggio, nei nostri mari per centinaia di anni, o peggio nello stomaco dei pesci.

Esistono oggi, fortunatamente, prodotti completamente biodegradabili. come le materie prime vegetali, polimeri naturali e materiali  organici, in grado di sostituire i BLISTER. Intuiamo che la resistenza delle case farmaceutiche è notevole, ma la battaglia va vinta, per il bene di tutti. Non è possibile assistere a dei prodotti che se da un lato ti aiutano a guarire o ad alleviare il dolore, i loro "contenitori" contribuiscono ad inquinare il suolo terrestre e i mari con grave pregiudizio per la specie marina.

Da qui nasce il nostro APPELLO, finalizzato al DIVIETO assoluto di utilizzo dei Blister e alla loro sostituzione con prodotti biodegradabili naturali. Lo si introduca nella legislazione italiana  e nell'elenco dei prodotti vietati dal Parlamento Europeo  entro il 2021. Al momento  la data provvisoria per l'inizio degli incontri tra i rappresentanti dell'Europarlamento, del Consiglio e della Commissione è fissato al sei Novembre p.v. Facciamo sentire la nostra voce per la salvaguardia dell'ambiente e per l'abolizione totale dei blister siano essi  farmaceutici o utilizzati in altri settori del commercio.