NO, ALLA NOMINA DI SENATORE A VITA DI BERLUSCONI.

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Non sono né un giurista né un costituzionalista, ma un semplice cittadino che tiene alla tutela dei poteri dello Stato ed alla loro autonomia (Esecutivo, Legislativo e Giudiziario), credendo molto nei principi di giustizia e legalità.

Ritengo che non si possa chiedere la nomina di senatore a vita, promuovendo la riabilitazione di un condannato in via definitiva a 4 anni per frode fiscale, senza avere nuove prove sostenute dal “diritto” che dimostrino in modo inconfutabile la sua ingiusta condanna e dalla nostra Costituzione che stabilisce all'art. 59, comma 2:

«Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario».

Il grande rischio di questo irresponsabile gioco al massacro sarebbe quello di distruggere e/o compromettere la credibilità delle Istituzioni, in modo particolare quella della Giustizia.

L’iniziativa di nominare senatori a vita l’ex Cavaliere decaduto è solo propaganda politica, inconcepibile in questo tragico momento di crisi sanitaria, economica e sociale del nostro Paese, considerato, peraltro, che attualmente sono in carica sei senatori a vita:

- il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, di diritto, in quanto ex PdR;

- altri cinque di nomina presidenziale, ai sensi del sopraccitato art. 59, comma 2 della Costituzione (Mario Monti, Elena Cattaneo, Renzo Piano e Carlo Rubbia, nominati da Napolitano, e Liliana Segre, nominata da Sergio Mattarella).

Pertanto, nessuna possibilità che questa suddetta nomina possa avvenire.