La gestione dell’acqua deve essere pubblica come sta avvenendo a Napoli.

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Per la prima volta nella storia, l’acqua è stata quotata in borsa tramite un contratto finanziario derivato (future). Ciò significa che l’oro blu, il bene comune più prezioso alla vita, sarà, al pari del petrolio, dell'oro e di ogni altra merce, oggetto di investimenti e, purtroppo, di speculazioni, come già avviene per mercati degli alimenti di base, come il grano. Con una decisione senza precedenti si mercifica un bene essenziale alla vita di ogni essere vivente e si consegna alle regole del mercato e del profitto, agli interessi delle grandi multinazionali, la gestione di un diritto umano universale per farne un nuovo business garantito per i privati e per le Banche.

Per tutti i popoli della Terra, oggi la battaglia per l’acqua assume un valore ancora più rilevante: i dati dell’Onu parlano di 1 miliardo di persone che non hanno accesso all’acqua potabile e di 3-4 miliardi che non l’hanno in quantità sufficiente. 8 milioni di persone – 4 volte in più di quelle morte per Covid-19 – sono morte a causa di malattie dovute alla sua scarsità e indisponibilità. A ciò si aggiunge che a causa del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici, di acqua ce ne sarà sempre meno e ne servirà sempre di più, soprattutto per i poveri della Terra per i quali l’acqua sarà sempre più scarsa.

Se permetteremo alle multinazionali di mettere le mani sull’acqua, avremo milioni e milioni di morti di sete.

Se permetteremo alle multinazionali di mettere le mani sull’acqua, daremo un altro duro colpo alla volontà dei cittadini espressa nel referendum del 2011: quando 26 milioni di persone hanno scelto democraticamente che l'acqua e la gestione del servizio idrico pubblico siano considerati beni comuni fuori dalle logiche del mercato e del profitto. A distanza di 10 anni non solo la decisione del popolo sovrano non è stata ancora attuata e la finanziarizzazione dell’acqua prosegue ostinata, ma addirittura il nostro Paese si candida ad ospitare l’edizione 2024 del World Water Forum, un incontro in cui le multinazionali dell’acqua indicano ai governi le linee su come favorire la privatizzazione. La gestione dell’acqua deve essere pubblica come sta avvenendo a Napoli, unica grande città italiana ad aver aderito al Referendum del 2011. È ora di decidere da che parte stare!

Non ci sono ragioni accettabili in questo processo di espropriazione, bisogna bloccare questa vergogna, occorre contrapporre a un capitalismo senza scrupoli un modello di società, che abbia come elementi fondativi la cura collettiva e la tutela dei beni comuni.

Camminiamo insieme contro le privatizzazioni e i monopoli privati, per una gestione pubblica e partecipata dei nostri territori e dei beni comuni. Chiediamo al Presidente della Camera e a tutte le forze politiche di governo di approvare al più presto la legge di iniziativa popolare per la gestione pubblica dell’acqua, che richiami i principi ispiratori della proposta originaria, bloccata alla Commissione Ambiente alla Camera.

Aiutaci a tutelare la democrazia, a difendere l’acqua quale “diritto alla vita”, un bene essenziale e fondamentale perché determina la sopravvivenza delle persone e quindi è condizione per l’esercizio degli altri diritti umani! Firma la nostra petizione!



Oggi: Movimento conta su di te

Movimento demA ha bisogno del tuo aiuto con la petizione "Al Presidente della Repubblica, perché ricordi ufficialmente al Parlamento il Referendum del 2011: La gestione dell’acqua deve essere pubblica come sta avvenendo a Napoli.". Unisciti con Movimento ed 248 sostenitori più oggi.