o Non si possono risarcire i cosiddetti "truffati" delle banche con i soldi pubblici.

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Marianna Calafata ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Al Presidente della Repubblica On. Sergio Mattarella

Illustrissimo Signor Presidente

In un momento in cui l'Italia è a rischio di una nuova recessione economica, le forze politiche che ci governano, invece di pensare a scongiurare un tale disastroso evento con efficaci misure di sostegno all'occupazione, discutono in merito alla concessione del risarcimento ai "truffati" delle banche.

1.  Come prima cosa mi chiedo se è stato accertato mediante indagine giudiziaria, per ciascun correntista, se si è trattato realmente di truffa o è stata solo una scelta sbagliata. Tutti truffati o semplici clienti che hanno scelto quegli investimenti, allettati dai buoni rendimenti che hanno percepito fino al crack della banca? 

2. Se vi è stata truffa è giusto che il truffato sia messo in condizione di chiedere il risarcimento del danno, ma ne deve rispondere l'ente privato, banche nel caso specifico, che ha messo in atto la truffa. Non è ammissibile che debba essere risarcito con i soldi pubblici, i soldi di quegli Italiani che pagano sempre pur non essendo responsabili di quanto accaduto. Per altro, milioni di questi Italiani, dal 2001 in poi, hanno avuto perdite di denaro, anche cospicue, per investimenti in fondi, azioni, o altri prodotti finanziari che si sono rivelati non proficui, pur essendo stati proposti, sempre, dai funzionari delle banche come investimento sicuro e remunerativo.  Il passato è passato e la legge non può essere retroattiva, ma per il futuro si crea un precedente: da oggi in poi lo Stato risarcirà tutti coloro che avranno avuto perdite per aver investito in prodotti finanziari su consigli non del tutto chiari del funzionario della banca?

3.  Non è ammissibile che si faccia una azione una tantum giustificata dal tener fede ad azzardate promesse elettorali. Le promesse elettorali devono essere onorate se sono moralmente e giuridicamente ammissibili ed economicamente sostenibili. E questa, nella fattispecie, non mi sembra risponda a questi requisiti. E' più verosimile che sia così caldeggiata solo per meri fini propagandistici-elettorali.

Signor Presidente le chiedo di utilizzare le sue prerogative per interrompere questo circolo diabolico: si fanno promesse, scelte, ruberie impunemente, tanto, finito il clamore mediatico, poi si copre tutto attingendo alla finanza pubblica. Sono decenni che questo va avanti con gli effetti tragici che sono sotto gli occhi di tutti: prelievo fiscale esorbitante, stipendi bassi, servizi minimi e spreco di denaro. Si cominci dal caso di questi correntisti ad affermare che lo Stato non può intervenire in rapporti di tipo privato. Si stabilisca definitivamente che in ogni processo deve esserci un soggetto che ne risponde personalmente a livello giuridico ed economico. Magari si aiutino persone anziane o famiglie che hanno perso tutti i propri risparmi e non hanno altri beni, ma sotto forma di aiuto a soggetti in difficoltà, non di risarcimento. Le banche negli anni hanno guadagnato, i correntisti hanno guadagnato fino a quando tutto è andato bene, adesso non devono essere gli italiani a risarcire.

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