Convenzione bilaterale di sicurezza sociale tra Italia e Albania

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Egregi Signori!

Sono passati 28 anni dai primi importanti sbarchi di migranti albanesi in Italia da quando il Belpaese aprì le porte per accogliere migliaia di albanesi scappati dalla miseria e guerra.

In Italia gli albanesi sono la seconda comunità straniera dopo i marocchini. Sono circa 500 mila i residenti e quasi la metà di loro lavorano.  

Durante questi anni la Comunità Albanese ha cercato di essere degna dell’accoglienza e ha sempre lavorato sodo per arrivare dov'è oggi.

I nostri concittadini hanno dato il massimo per esprimere la loro gratitudine.  

Siamo ben integrati nella società italiana e molti di noi hanno acquisito la cittadinanza, possiedono quindi la doppia cittadinanza e che vivono e lavorano da molti anni in Italia.

 I cittadini albanesi stanno costruendo in Italia il proprio futuro e quello dei propri figli, lavorando qui da quasi 30 anni, soprattutto nel campo di edilizia e dell’agricoltura.

Sono 32.000 imprese appartenenti agli nostri concittadini che rappresentano circa 9% degli imprenditori non comunitari. Dall'altra parte ci sono più di 2500 imprese italiane anche in Albania che ha ben accolto migliaia persone della terza età che hanno scelto nostro paese per passare la loro vecchiaia.  

Questo vuol dire che c’è un interesse anche da parte italiana, affinché gli anni di lavoro svolti in Albania vengano riconosciuti per i loro effetti sulla pensione.

Queste cifre non sono nient’altro che la dimostrazione che il legame secolare tra nostri due paesi si è sempre consolidato.

Purtroppo sono passati tanti anni e quelli che erano i giovani di ieri, oggi sono in età pensionabile e molti di loro sono esclusi dal diritto internazionale per il riconoscimento dei contributi pensionistici.

Ci dispiace molto che per la mancanza di un accordo tra due stati, molti immigrati albanesi che pure hanno versato contributi per gli anni di lavoro in Albani e in Italia, non riescano a farne maturare il frutto ai fini di un giusto adeguamento della pensione.

Tra l'Italia e l'Albania non esiste, ad oggi, alcun accordo bilaterale che permette la totalizzazione dei contributi, cioè la somma dei periodi di lavoro svolto nei due paesi e quindi il lavoratore deve raggiungere il requisito autonomo a pensione nei due diversi paesi.

Sono passati tanti anni e nei due paesi vari governi e partiti hanno promesso.

Ma oggi purtroppo siamo ancora in alto mare.

Rappresentiamo tante persone oneste che non possono più aspettare che la burocrazia ci escluda dai doveri e diritti.

I nostri figli e i nostri nipoti oggi sono parte attiva anche della politica italiana.

Siamo in tanti a cercare questo accordo. Oggi siamo più uniti che mai. Il governo albanese ci ha promesso che stanno facendo il massimo per firmare questo accordo con voi.

Egregi Signori, ora tocca a voi restituirci la fiducia, tocca a voi con il vostro accordo in merito di mantenere l’Italia come prima della lista per i diritti umani e lavorativi.

Noi abbiamo fiducia che voi farete quello che gli altri non hanno fatto.

Egregi Signori, abbiamo fiducia che saprete tenere la promesse fatta in precedenza dall’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi (promessa che prevede il riconoscimento del diritto pensionistico per i lavoratori di origine albanese residenti stabilmente in Italia) . Dalla'altra parte anche Senatore Tommaso Nannicini, nel febbraio 2019 con un ODG  ha impegnato il precedente Governo all'attivazione di una Convenzione bilaterale con l'Albania.

Fatelo, e noi vi dimostreremo la nostra gratitudine a modo nostro!
 

Te nderuar Zoterinj

Jemi drejtuar  Ju si kreret me te larte te Shtetit Shqiptar per te dhene kontributin tuaj maksimal ne zgjidhjen e kesaj ceshtje te vonuar prej vitesh.

E dijme se ky problem eshte ne axhenden e problemeve te K/Ministrit aktual i cili disa here ka tentuar zgjidhjen e tij, por kete radhe mendojme se jane kushtet per nje nderhyrje finale ne bllok.

Firma e ketij akordi me Italine do te ishte nje kredo e madhe politike  edhe ne arenen nderkombetare.