RIAPRIAMO IN ITALIA I PROGETTI DI RISANAMENTO PER I BAMBINI BIELORUSSI

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Come famiglia che ospita da due anni  un piccolo bielorusso di nove anni, ci rivolgiamo allo Stato Italiano e ai suoi rappresentanti istituzionali,  al fine di ottenere una maggiore sensibilizzazione degli organi competenti affinché riprenda nell'immediato il  "percorso  di accoglienza per risanamento e cura"  per i minori bielorussi, abbandonato a inizio anno 2020.

Da un anno, ai bambini bielorussi  non viene data la possibilità di entrare in Italia e partecipare ai progetti di  accoglienza per  risanamento  e cura che permettevano, seppur per brevi periodi, di  stare lontani dal territorio contaminato dalle potenti radiazioni dovute all'incidente di Chernobyl del 26 Aprile del 1986, quando durante un test di sicurezza, il reattore numero 4 della Centrale Nucleare esplose. 

Dal momento di quella violenta esplosione, in Bielorussia si riversò circa il 70% delle sostanze radioattive e le conseguenze furono drammatiche. I bambini furono i più esposti alle radiazioni e da questo disastro,  a partire dagli anni '90 in Italia e in altri Stati, sono stati introdotti i "soggiorni di  accoglienza" che hanno da sempre perseguito l'obiettivo di un risanamento fisico, mirato alla riduzione delle radioattività  assorbite dai loro piccoli e fragili corpi  e  di un risanamento psicologico considerato che si parla di  bambini che vivono in istituti o case famiglia.

L'Italia è sempre stata in prima linea in questa nobile  forma di solidarietà e cura dei minori, grazie alla disponibilità di molte famiglie  italiane che si sono rese disponibili a ospitare i bambini bielorussi.

Ricordiamo  a tal proposito  l'art. 24 della Convenzione ONU sui diritti dell' Infanzia che al comma  1,  ci ricorda che  tutti "gli Stati parti  riconoscono il diritto del minore  di godere del miglior stato di salute possibile e di beneficiare di servizi medici e di riabilitazione. Essi si sforzano di garantire che nessun minore sia privato del diritto di accesso a tali servizi",  e nei successivi commi  2, 3, 4,  l'art. 24 ci ricorda  l'impegno degli Stati a garantire  l'attuazione integrale di tale diritto. 

Ricordiamo anche l'art. 27 della stessa Convenzione ONU in cui al comma 1  sostiene che " Gli Stati parti riconoscono il diritto di ogni fanciullo a un livello di vita sufficiente per consentire il suo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale e sociale". 

Ci auguriamo che il Covid che ha colpito il mondo, non sia ritenuto causa di tale interruzione - visto il protocollo sanitario già  disposto  per la ripresa di questi soggiorni per i minori bielorussi - ma manifestiamo il profondo desiderio che questi soggiorni in Italia vengano ripresi, migliorati, attuati e resi più forti proprio in seguito a questa pandemia che ci ha reso forse tutti un po' più umani, più solidali e uniti per costruire insieme un mondo migliore. 

Che questo Natale sia per tutti un Natale di luce vera e speranza nuova. 

Grazie a tutti di cuore.