PETIZIONE CHIUSA

IMPEDIRE CHE IL CORPO PARAMILITARE SUD TIROLESE DEGLI SCHÜTZEN INFANGHI IL SACRIFICIO, L'ONORE E LA DIGNITA' DEI SOLDATI ITALIANI MORTI SUL FRONTE AUSTROUNGARICO NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE.

Questa petizione aveva 564 sostenitori


TRENTINO ALTO ADIGE: GLI SCHÜTZEN VOGLIONO POSIZIONARE 74 CROCI LUNGO IL VECCHIO CONFINE MERIDIONALE DELL’EX IMPERO AUSTROUNGARICO.

Il Quotidiano trentino l’ADIGE, in data 18 giugno 2015 a pag.35 riportava: “Schützen al lavoro per piantare croci in ricordo dei morti”. Questo è un articolo apparso in sordina e senza che nessuno, fino a oggi, abbia tentato una seppur minima, sommessa replica. A me non fanno paura i latrati di qualche buontempone, mi fanno molto più paura i silenzi e la rassegnazione delle persone. Veniamo al punto. Si tratta di un’operazione congiunta promossa dai Tiroler Schützen di Austria e dagli Schützen della Provincia Autonoma di Bolzano e della Provincia Autonoma di Trento. L’iniziativa è intesa a commemorare “tutti gli Standschützen della Prima Guerra Mondiale” (solo gli Standschützen!). Negli intendimenti di questi signori vi è quello di piantare ben 74 croci “in acciaio cor-ten, materiale ad altissima resistenza e, una volta innalzate, avranno un’altezza di poco superiore al metro e mezzo”. “Sono 74 le croci che saranno posizionate lungo quello, che una volta, era il confine meridionale dell’impero austroungarico”. “Le croci saranno collocate nei posti più significativi”. “La prima croce sarà collocata a Caldonazzo (Trento n.d.r.), una seconda sulla cima della Panarotta; la terza in località Colo a Roncegno; due troveranno posto a Colbricon e sul passo Manghen” (Valsugana n.d.r.). “Le 74 croci sono già state benedette e Bolzano e saranno tutte posizionate l’8 e il 9 agosto”. Notare le date scelte: 8 e 9 agosto, quando tutta l’Italia è in piena ipnosi ludico-vacanziera. Io non so chi abbia autorizzato una simile operazione ma posso certamente immaginare quali ne siano i “padrini” sostenitori. In una Regione dove c’è chi si permette di imbrattare, con lo sterco, il nostro Tricolore; dove i Presidenti delle due Provincie Autonome si permettono di non esporre il nostro Tricolore il 24 maggio, secondo le modalità espressamente previste e richieste da una specifica direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri; dove il Presidente degli Schützen di Trento si permette di affermare e scrivere sui quotidiani che “il Trentino e l’Alto Adige NON sono Italia”; in una Regione dove le Amministrazioni locali hanno provveduto, già da tempo, a togliere le indicazioni in lingua italiana dalla toponomastica dei sentieri di montagna. Ebbene, in una Regione così, può succedere anche che siano subdolamente e dolosamente, infangati il Sacrificio, l’Onore e la Dignità dei moltissimi soldati italiani morti su queste montagne durante il primo Conflitto Mondiale. Per quanto mi riguarda, conosco molto bene la Storia di questi luoghi (ci sono nato!) e porto molto, molto rispetto per la grande sofferenza che, l’ingresso nel lugubre scenario della Prima Guerra Mondiale, ha indotto sulla popolazione di questa Terra di confine. Questo, però, non autorizza NESSUNO a oltraggiare la memoria dei seicentocinquantamila soldati italiani caduti su questo difficile e tremendo fronte di guerra. Non mi risulta che questa estemporanea iniziativa degli Schützen sia stata discussa e autorizzata nelle sedi deputate. Mi si impone, quindi, ancora una volta,  rammentare agli Schützen, che il confine con l’Austria è stato definito, quasi 100 anni fa, al passo del Brennero. Le croci, devono, quindi, andare a piantarle oltre detto confine. Per quanto mi riguarda, mi attiverò in tutte le sedi locali, nazionali e internazionali affinché non venga ulteriormente infangata e oltraggiata la memoria dei moltissimi soldati italiani che, loro malgrado, hanno sacrificato le loro giovani vite, su queste montagne. Rivolgo, infine, un severissimo monito anche ai “padrini” sostenitori di detta iniziativa: VAE VICTIS! Attenzione state tirando troppo la corda e, a mio avviso, ravvedo nel vostro irresponsabile e sconsiderato agire, odiosi comportamenti assimilabili al “VILIPENDIO AL TRICOLORE”. Queste provocazioni non sono più accettabili e potrebbero fare insorgere anche problemi di ordine pubblico.

Aldo Rossi

Via S. Floriano, 3

38030 Giovo Fr. Valternigo

(TRENTO)

Trento, 24 luglio 2015.

 

 

 



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