APPELLO PER L’UNITA’ DEL PAESE

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Paola Petrucci ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Al Presidente della Repubblica e a

Noi, cittadine e cittadini della Regione Marche denunciamo il tentativo del Governo di far approvare, come “collegato alla legge di Bilancio”, un disegno di legge per la realizzazione della cosiddetta “autonomia differenziata”.

Di tutto l’Italia ha bisogno sul piano delle riforme per l’oggi e il domani, ma certamente non ha bisogno dell’introduzione dell’autonomia differenziata, secondo l’art.116 della Costituzione.

Siamo contrari per ragioni di metodo e di merito.

Nel metodo non si comprende perché una riforma di tale ampiezza verrebbe introdotta senza un sufficiente dibattito né in Parlamento, né negli altri livelli istituzionali, né infine nel Paese, tra i cittadini. Il contrasto alla pandemia ha portato innegabili compressioni ad una serie di diritti, derivanti dalla Costituzione, compressioni giustificate e giustificabili solo se ragionevoli e temporanee, come più volte sottolineato dalle sentenze della Corte Costituzionale, ma questo tipo di applicazione dell’articolo 116 non è ragionevole né temporaneo. Oltretutto l’eventuale legame di questa riforma alla legge di bilancio potrebbe rendere inammissibile ogni tentativo di sottoporla a referendum abrogativo per il divieto stabilito dall’articolo 75, comma 2 della Costituzione.

Nel merito riteniamo incomprensibile questa fretta, proprio nel momento in cui assistiamo a uno spettacolo deprimente di contrapposizione tra Governo, Regioni e Comuni su temi davvero urgenti, sui quali sarebbe indispensabile un consenso amplissimo. Con questo colpo di mano lo spettacolo indecoroso di una sanità disegnata in 21 sistemi diversi sarebbe aggravato e ciò annullerebbe una delle riforme più incisive ed avanzate del nostro Paese, che con la legge n. 833 del 1978 ha disegnato un modello di sanità unitario, universale e gratuito, nello spirito dell’articolo 32 della nostra Carta fondamentale. Un’analoga frammentazione colpirebbe la scuola pubblica e si giungerebbe a una lesione irrimediabile del principio di eguaglianza nell’attuazione dei diritti costituzionali dei cittadini su tutto il territorio nazionale.

Si impone un profondo ripensamento in merito al modo di attuare l’articolo 116 della Costituzione, che non può avvenire senza salvaguardare l’interesse nazionale e l’uguaglianza nei diritti.

L’ipotesi di attribuire alle Regioni materie che sostanziano l’unità nazionale, attualmente di competenza legislativa esclusiva statale, come ad esempio le “norme generali sull’istruzione” o quelle inerenti “la tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali”, apre scenari di lesione dell’unità della Repubblica. In sintesi, quella che viene chiamata ipocritamente “autonomia differenziata”, copiando il termine usato dall’articolo 116, stravolge lo spirito e il testo della Costituzione della Repubblica, disgregando l’unità nazionale e aggravando le diseguaglianze.

Ci rivolgiamo pertanto al signor Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti dei due rami del Parlamento ed ai capigruppo parlamentari affinché sia evitato questa grave lesione dello spirito della Costituzione e si apra un dibattito nel Parlamento e nel Paese che porti ad arrestare la deriva disgregatrice già avviata.

Nel contempo invitiamo le/i rappresentanti elette/i nei Consigli Comunali delle Marche a portare in discussione l’argomento nei rispettivi civici consessi affinché si alzi la voce delle/dei marchigiane/i a difesa dei principi di SOLIDARIETA’ (art. 2 Cost.), EGUAGLIANZA (art. 3 Cost.), UNITA’ ED INDIVISIBILITA’ della Repubblica (art. 5 Cost.) ben definiti dalla nostra Carta Costituzionale.

Vito D’Ambrosio, Luigi Alici, Peppino Buondonno, Antonio Canzian, Vincenzo Castelli, Alessandra Catalani, Valerio Cuccaroni, Fabiola Falappa, Olimpia Gobbi, Sauro Longhi,, Claudio Maria Maffei, Roberto Mancini, Pina Massi, Lorenzo Marconi, Paola Petrucci, Stefano Ricci, Massimo Rossi, Francesco Rubini, Agnese Santarelli, Emanuela Sbriscia Fioretti

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