Cambiare strategia nella guerra alla pandemia da Covid-19 - Fermiamo il virus non il Paese

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Per una sanità universale pubblica e sostenibile

@ambientecampania

Proposte di modifica delle linee guida nazionali, per un cambio di strategia nella guerra al Covid-19. Fermiamo l'epidemia e ritorniamo protagonisti del nostro futuro.

Egregio Presidente

Occorre modificare la strategia di approccio all’attuale epidemia in corso nel nostro paese. Infatti l’attuale approccio ha causato il caos nella regione Lombardia, con notevole aumento del numero di malati e purtroppo di morti, quindi l’attuale strategia, di effettuare i test solo ai pazienti sintomatici e non cercare ed isolare gli asintomatici, si è rivelata sbagliata con le disastrose conseguenze di questi giorni. Occorre individuare tutti i pazienti asintomatici infetti (80% circa delle persone infette), poiché sono i veri untori (come indicato anche dai cinesi).

La prima considerazione che scaturisce dallo studio del modello Veneto/Coreano è che l’attuale modalità nazionale e quindi delle regioni di affrontare il problema della infezione da Covid-19 (fare tamponi solo alle persone sintomatiche) è l’opposto di quello che dovrebbe essere fatto. Infatti, adesso che il virus circola ampiamente non è più così importante fare il tampone ai soggetti sintomatici. Tutti coloro che presentano febbre, tosse e sintomi respiratori dovrebbero comunque essere posti in isolamento o essere trasportati in ospedale e curati in modo appropriato alla loro sintomatologia (linee guida SIMEU) e tutti coloro che sono stati esposti a questi soggetti dovrebbero stare in isolamento (come dicono i cinesi).

Quello che però sembra adesso cruciale nella battaglia contro il virus è cercare di identificare le persone asintomatiche ma comunque già infettate, le quali hanno una maggiore probabilità di contagiare visto che nessuno le teme o le isola. Questo è particolarmente vero per categorie come i medici e gli infermieri che essendo esposti al virus sviluppano frequentemente un’infezione asintomatica continuando a veicolare l’infezione tra loro e ai loro pazienti.

In molte regioni infatti, sia italiane che internazionali, si sta decidendo di non fare più il tampone ai medici e agli infermieri a meno che non sviluppino sintomi. Ma alla luce dei risultati dello studio di Vò, questa decisione può essere estremamente pericolosa; gli ospedali rischiano di diventare zone ad alta prevalenza di infettati in cui nessun affetto è isolato.Covid19 di fatto in Lombardia è diventata una infezione ospedaliera. Il rischio di contagio per i pazienti e tra colleghi rischia di diventare altissimo ed esiste anche il rischio di creare delle comunità ad alta densità virale che sono quelle che, secondo lo studio di Vò, favoriscono anche la gravità del decorso della malattia. (ciò quello che sta succedendo in Lombardia, lo conferma in negativo, al contrario del Veneto che lo conferma in positivo).

E’ quindi assolutamente essenziale estendere i tamponi alla maggior parte della popolazione, in particolare alle categorie a rischio (cioè esposti a contatti multipli), e quindi isolare i soggetti positivi al virus ed i loro contatti, anche se asintomatici, quanto più precocemente possibile. In particolare, è assolutamente necessario fare i tamponi a tutti coloro che hanno una elevata probabilità di trasmettere il virus, specialmente se vivono in comunità chiuse e con contatti molteplici e ravvicinati. Infine, è importantissimo che tutti i soggetti a rischio indossino le mascherine, non tanto per proteggere sè stessi dall’infezione, ma piuttosto per proteggere gli altri da sè stessi, anche quando non presentano sintomi. (adattato dalla lettera del dott. Sergio Romagnani alla Regione Toscana).

Date le caratteristiche del virus non è possibile debellarlo, senza un vaccino efficace, l’unica cosa da fare è ritardare la diffusione per evitare il collasso del servizio sanitario Nazionale

La diffusione non si può evitare, possiamo solo ritardarla. Per fortuna la clinica ci conforta poiché non è una patologia grave e può essere curata anche a domicilio o meglio in strutture non sanitarie dedicate (preferibile se disponibili). NON é UNA PATOLOGIA TEMPO DIPENDENTE (il trasporto e il ricovero può essere programmato e deve essere effettuato con strutture e mezzi dedicati per la corretta protezione degli operatori).

Quindi occorre mettere in campo politiche di sanità pubblica drastiche ed organizzare il sistema per affrontare il problema a diversa intensità di cura. Oltre a tutte le raccomandazioni ministeriali occorre: adottare la nuova strategia ed effettuare il test (tampone rino-faringeo) a tutti i potenziali contatti, sintomatici e non sintomatici (come dice anche L’O.M.S. test,test,test e ancora test)

  • In pratica: 
    effettuare il test a tutti i contatti degli attuali positivi;
  • effettuare il test a tutti gli operatori pubblici iniziando dagli operatori sanitari, forze dell’ordine, operatori a contatto con il pubblico (dato l’alto numero di positivi tra il personale sanitario);
  • ricostruzione dei luoghi pubblici frequentati con effettuazione del test agli altri frequentatori (luogo di lavoro, esercizi pubblici frequentati ecc.);
  • pubblicizzazione dei luoghi frequentati dai “contagiati”, per recuperare gli altri frequentatori del luogo (anche ricorrendo a stazioni di controllo tipo “coreano” - test in macchina);
  • sanificazione dei luoghi frequentati dai positivi compresi luoghi di lavoro e residenza;
  • creazione di strutture non sanitarie (hotel) per l'isolamento e la cura dei pazienti positivi asintomatici o con sintomi lievi con sorveglianza medica h24.

Gli operatori di P.S. e la COT dovranno classificare i pazienti in base alla sintomatologia presentata:

A ) sospetto contagio – isolamento a domicilio o preferibile presso struttura non sanitaria -

B) contagiato asintomatico isolamento a domicilio o se disponibile preferibile presso struttura non sanitaria;

C) contagiato con sintomatologia lieve se disponibile è preferibile presso una struttura non sanitaria con assistenza medica h 24;

D) contagiato con sintomatologia moderata isolamento presso struttura sanitaria con assistenza medica h 24; (degenza ordinaria) –ricovero con ambulanza dedicata;

E) contagiato con sintomatologia grave – ricovero ospedaliero (percorso ospedaliero con ambulanza dedicata con bio contenimento) in sub intensiva o intensiva.

 
In PS obbligo di mascherina chirurgica a tutti i pazienti e familiari che entrano. In ospedale obbligo di mascherine per tutti compreso il personale; 
Obbligo di mascherina o equivalente a tutta la popolazione.

Affidare tutto il coordinamento del processo di identificazione ed effettuazione dei test al Dipartimento di Prevenzione (con opportuno potenziamento di uomini e mezzi) e quindi liberare da tali compiti i servizi di emergenza 118.

Data l’organizzazione capillare delle UU.OO di prevenzione (uno per ogni distretto) la copertura di tutto il territorio Regionale è completa.

Creazione, presso le U.O. di prevenzione distrettuale di una centro operativo per effettuare la mappatura dei luoghi frequentati dai cittadini risultati positivi e divulgazione online della mappatura, al fine di recuperare tutti i frequentatori del luogo.

Affidare al Dipartimento di Prevenzione il coordinamento della “Sorveglianza attiva” e mantenere tale struttura attiva nel tempo per un pronto intervento nei futuri focolai di epidemia, il paese non può essere bloccato per sempre. I Coreani non hanno bloccato le attività, ma con questo metodo (test a tutti gli asintomatici) hanno bloccato il VIRUS.

CAMBIAMO LA STRATEGIA DI GUERRA

Isolando le persone infette (sintomatici e non sintomatici) è l'unico modo di fermare la pandemia.

Documento elaborato da un gruppo di medici del Territorio ed ospedalieri per una visione globale del problema

Ambiente Campania - dott. Natale De Falco