PETIZIONE CHIUSA

Stop alla distruzione della vegetazione lungo le rive dei fiumi della provincia di Siena

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Negli ultimi anni fossi, torrenti e fiumi della provincia di Siena sono stati oggetto di un’intensa attività di taglio della vegetazione riparia da parte delle autorità preposte.
Soltanto negli ultimi tre anni in ben 50 km dei fiumi Ombrone ed Arbia e relativi affluenti, maestosi sanissimi alberi autoctoni di oltre trenta metri, con tronchi anche di un metro, ontani, pioppi, salici che trattenevano le sponde dall’erosione delle piene e contribuivano alla depurazione delle acque sono stati abbattuti; al loro posto sono state lasciate, nelle migliore delle ipotesi, un arbusto ogni svariate decine di metri, giovani piante di robinia, essenza alloctona e invasiva, assolutamente inadatta al sostegno delle sponde.
I tagli iniziati a luglio, in piena nidificazione di molte specie avicole, hanno abbattuto, assieme agli alberi, nidiate di aironi, tortore selvatiche, colombi e distrutto un habitat unico, sicuro rifugio di selvaggina stanziale (lepri, fagiani, caprioli, istrici etc.).
La desertificazione, operata anche lungo le maggiori strade della provincia, causerà effetti negativi che si ripercuoteranno direttamente anche sulla vita delle persone per l’ aumento dell’inquinamento, del grado di umidità, della calura estiva e del rumore.
Chilometri di tratti fluviali sono stati arati, spianati, raddrizzati da ruspe. Chiamano queste pratiche risagomatura delle sponde ed espurgo dei rinterri.
Questi lavori sono stati definiti dagli enti affidatari, interventi manutentori urgenti, tesi a garantire la piena funzionalità dei corsi d’acqua; in base a questa modo di pensare sembra che l’unica vera funzione di un fiume sia quella di tubo di adeguata sezione, libero da ingombri, idoneo a un rapido, veloce ed efficiente spostamento di liquidi da monte a valle.
Basandosi su calcoli di mera ingegneria idraulica e tecniche idonee alla manutenzione di canali di bonifica, hanno assimilato preziosi e delicati ecosistemi fluviali a tubazioni per il trasporto delle acque reflue.
Eppure esistono precise prescrizioni di legge che vanno in tutt’altra direzione: per esempio, il Dlgs.152 del 1999 (art.41) prevede che “le aree demaniali dei fiumi, dei torrenti, dei laghi e delle altre acque possono essere date in concessione allo scopo di destinarle a riserve naturali, a parchi fluviali o lacuali o comunque a interventi di ripristino e recupero ambientale.” L’art. 115, Dlgs.152/2006 prevede la tutela di una fascia di almeno 10 metri dalla sponda dei fiumi e sempre il Dlgs.152/2006 prescrive “il mantenimento o il ripristino della vegetazione spontanea nella fascia immediatamente adiacente i corpi idrici, con funzioni di filtro per i solidi sospesi e gli inquinanti di origine diffusa, di stabilizzazione delle sponde e di conservazione della biodiversità da contemperarsi con le esigenze di funzionalità dell'alveo”. Anche la direttiva europea 2007/60/CE “Alluvioni” indica che in aree non urbanizzate siano individuati spazi idonei alla libera espansione delle acque, al ripristino di pianure alluvionali, al recupero di aree palustri e boschi ripariali e che siano disincentivate attività edilizie nelle zone soggette a inondazioni.
Chiediamo quindi che vengano sospesi i lavori di abbattimento in attesa di approfonditi controlli sull’operato degli enti istituzionalmente preposti alla gestione e alla tutela dei corsi d’acqua in provincia di Siena.



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