Per la messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

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Al presidente della Camera Roberto Fico

agli onorevoli Andrea Colletti, Giorgetti Giancarlo,  Rampelli Fabio, rispettivamente presidenti dei gruppi parlamentari alla Camera di 5 Stelle, Lega, Fratelli d’ Italia

La scelta del Presidente della Repubblica di opporsi alla nomina di un ministro scelto dal presidente del Consiglio incaricato rappresenta una grave offesa al nostro ordine costituzionale.

Ha scritto Costantino Mortati, uno dei Padri Costituenti:

 'La proposta dei ministri (fatta dal premier, ndr) deve ritenersi strettamente vincolante pel capo dello Stato'. ('Istituzioni di diritto pubblico, ed. 1975, a pagina 568)


Il costituzionalista Temistocle Martines in un testo di diritto costituzionale per i corsi universitari di base:

“Il Presidente della Repubblica ha un ristretto margine di discrezionalità nella scelta del presidente del Consiglio (mentre non ne ha alcuna nella scelta dei ministri, formalmente demandata al Presidente del Consiglio), proprio perché egli dovrà tenere nel debito conto le indicazioni che gli vengono date da parte di coloro che sono gli interpreti della volontà e degli orientamenti del Paese e delle forze politiche rappresentate in parlamento”.

Ancora, scrive Livio Paladin, "Manuale diritto costituzionale.
Terza Edizione:

"La predisposizione della lista dei ministri da parte del Presidente del Consiglio incaricato costituisce una proposta vincolante per il Capo dello Stato, il quale non potrebbe rifiutare alcuna nomina, se non nel caso estremo di un soggetto palesemente privo dei requisiti giuridicamente richiesti per ricoprire l'ufficio.

Il compito che personalmente spetta al Presidente della Repubblica si risolve nel mettere in moto il processo di formazione del Governo, a prescindere da qualunque ulteriore ingerenza che possa condurre all'affermarsi di un indirizzo politico presidenziale (salvi soltanto i consigli e gli ammonimenti che egli è sempre in grado di fornire); ed ogni altra funzione, con le responsabilità che vi sono connesse, ricade pertanto fra le attribuzioni dell'incaricato".


Ha di recente osservato il costituzionalista Massimo Villone:

“"L’architettura costituzionale si fonda sull’art. 92 (potere di nomina) e sull’art. 94 (voto di fiducia). L’equilibrio è dato dal sistema politico: se i partiti si accordano su una maggioranza che può garantire la fiducia, lo spazio del presidente della Repubblica si riduce. Non può rifiutare la nomina di un primo ministro perché non gli piace, né imporre un suo indirizzo politico." "qui [rilevando che ci sono due atti, quello di nomina separato da quello della proposta del presidente incaricato] si vuole rispondere a un problema politico sostanziale con un argomento giuridico-formale. Emerge dal voto e dall’accordo di governo una posizione per cui le politiche comunitarie non sono conformi ai bisogni e agli interessi degli italiani. Non si può certo pensare che siano compressi per una primazia formale della regola giuridica Ue”. (Massimo Villone – professore emerito di Diritto costituzionale a Napoli, presidente del Coordinamento democrazia costituzionale,  ex senatore Pds-Ds per 4 legislature)

E l’ex presidente della Corte Costituzionale Valerio Onida:

"il Capo dello Stato non può dire 'Il ministro dell'economia lo scelgo io perché per me é meglio.' Non è questo il ruolo del Presidente."



Ci sembra perciò che ci sia un vasto consenso fra i costituzionalisti sul giudizio che il Capo dello Stato non possa rifiutare la nomina di un ministro per valutazioni di carattere politico. 

Se il Presidente della Repubblica persiste in questa posizione arreca una grave offesa al nostro ordine costituzionale e i membri del Parlamento devono valutare la messa in stato di accusa dello stesso Presidente a norma dell’ art. 90 della Costituzione per il reato di Attentato alla Costituzione.



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