NO ampliamento Kronospan San Vito al Tagliamento

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Quando arriverà a1.500 firme, questa petizione avrà più possibilità di essere presa in considerazione dai media e dai giornali locali!
Quando arriverà a1.500 firme, questa petizione avrà più possibilità di essere presa in considerazione dai media e dai giornali locali!

Il 30 dicembre 2020 è stato presentato alla Regione Friuli Venezia Giulia il progetto di ampliamento dell’impianto Kronospan di San Vito al Tagliamento. La Kronospan è un'azienda multinazionale austriaca presente nella zona industriale Ponterosso che produce pannelli truciolari e MDF (pannelli di fibra a media densità). Il progetto di ampliamento prevede la realizzazione di pannelli truciolari utilizzando rifiuti legnosi e la costruzione di un camino di oltre 40 metri di altezza con una caldaia da 43 Mwt alimentata a scarti.

Il comitato ABC – Ambiente Bene per le Comunità, formato da cittadini di San Vito al Tagliamento, Casarsa della Delizia e comuni limitrofi, è contrario al progetto di ampliamento perché:

verranno emesse nell’aria tonnellate di sostanze tossiche - Il progetto prevede, secondo i dati forniti dalla ditta stessa, l’emissione in atmosfera di rilevanti quantitativi di sostanze nocive, come la formaldeide (fino a 30,36 tonnellate annue), i PM10 (fino a 33,14 tonnellate annue), il mercurio (fino a 14,34 kg annui), i metalli pesanti (fino a 215 kg annui), nonché le diossine e i PCB (fino a 100 mg annui, che tuttavia sono sostanze nocive per l’uomo a dosi di miliardesimo di grammo).
(i dati emissivi sono ricavati dalla documentazione PAUR presentata da Kronospan Italia srl)

il nostro territorio è già fortemente inquinato - A causa di un alto indice d’industrializzazione, nella zona di San Vito e Casarsa è presente un elevato livello di inquinamento dell’aria: sono già 45 i superamenti annui dei limiti di emissione giornalieri per le polveri sottili, ben oltre il limite di legge annuo dei 35 sforamenti consentiti; questo dato rende il territorio oggetto di attenzione del Piano regionale di miglioramento della qualità dell’aria e inquadrabile nella critica realtà di inquinamento della Pianura Padana, già coinvolta in procedure di infrazione comunitaria. Il progetto comporterà il superamento dei limiti giornalieri di polveri sottili per ulteriori quattro giornate all’anno, in contrasto con qualunque normativa europea che ne prevede la riduzione.
l’impatto del nuovo impianto avrà proporzioni notevoli – Nella migliore delle ipotesi, le emissioni di Kronospan rappresenteranno più di un terzo delle polveri totali attualmente emesse su tutto il territorio comunale (e cinque volte tanto rispetto a quelle prodotte dalla combustione nell’industria del Comune di San Vito al Tagliamento, sulla base dell’inventario delle emissioni in atmosfera INEMAR FVG 2015), un quarto dei composti organici volatili, quasi metà degli ossidi di azoto e quasi un quinto degli ossidi di zolfo.
aumenterà notevolmente il traffico locale di mezzi pesanti – Il nuovo impianto necessiterà di 43.000 mezzi pesanti annui, pari a 172 camion per ogni giorno lavorativo, con le prevedibili conseguenze sul traffico e l’inquinamento di Pontebbana e Circonvallazione. Ad oggi la ZIPR dichiara 273 camion giornalieri per tutta la Zona Industriale.
questa non è economia circolare - L’alimentazione dell’impianto con 542.000 tonnellate di scarti legnosi è pari a più del doppio della produzione regionale di tali rifiuti, che già oggi vengono importati da fuori regione dalle altre ditte che li recuperano. Continuare ad autorizzare impianti che trattano questi rifiuti vuol dire farli arrivare sempre da più lontano.
il Tagliamento è un bene da tutelare – Il camino della caldaia da 43 Mwt, per cui sono previste le emissioni peggiori, sarà alto più di 40 metri e sorgerà a 150 metri dall’argine del Tagliamento.
la salute non si baratta con i posti di lavoro – Come denunciato anche dai medici di Isde (Medici per l’Ambiente), le sostanze emesse da questo tipo di impianto non solo sono cancerogene, ma anche neurotossiche, oltre che interferenti endocrine, con effetti che saranno più significativi sui lavoratori della Zona Industriale e sui bambini.
Nella Zona Industriale Ponte Rosso lavorano infatti 4.000 persone, anche a meno di 1.000 metri dall’impianto, e a 1250 metri si trova un asilo nido. La stessa azienda dichiara che le sostanze emesse si concentreranno nell’area del sito dell’impianto (entro i 1.000 metri di distanza dall’impianto).

Per le ragioni sopra esposte, con la presente petizione CHIEDIAMO all’Amministrazione regionale competente di non autorizzare la realizzazione del nuovo ampliamento dell’insediamento produttivo della Kronospan nella Zona

*La raccolta firme indirizzata alla regione è la stessa sia online sia cartacea. Se possibile firma il cartaceo, altrimenti va bene anche online.



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